Gracie Abrams: l’alter ego di Taylor Swift (che ha detronizzato)
Nessuno l’ha vista arrivare. Nessuno, tranne Taylor Swift. Quando nell’autunno del 2022 la popstar dei record svelò le date del suo “Eras Tour” e i nomi degli artisti di apertura, tra i quali figurava anche il suo, Gracie Abrams aveva già cominciato a farsi largo tra le cantautrici di nuova generazione con singoli come “Feels like” e “Where do we go now?”, collezionando anche ospitate nei salotti di punta della tv statunitense, dal “Tonight Show Starring Jimmy Fallon” al “The Late Late Show with James Corden”. Di lei Swift ha detto: “Mischia fragilità e introspezione in un modo che sento vicino al mio. Mi fa capire che io e lei abbiamo iniziato a scrivere canzoni per lo stesso motivo, per provare a dare un senso a quello che proviamo. A volte mi sembra che quando canta stia lì lì sul punto di pianger e noi siamo tutti seduti in cerchio intorno a lei ad ascoltare le sue storie”. Un anno e mezzo dopo, Gracie Abrams batte la sua maestra. Mentre scriviamo, “The secret of us”, l’ultimo album della 24enne cantautrice losangelina, è al primo posto della Official Albums Chart Top 100, la classifica settimanale dei dischi più venduti nel Regno Unito: ha detronizzato dopo un mese “The tortured poets department” della stessa Taylor Swift. “Non riesco a comprendere. Questa è la prima volta che qualcosa che ho fatto io arriva al primo posto di una classifica. Questo significa moltissimo per me e per le persone con cui ho avuto la fortuna di realizzare queste canzoni”, dice lei.
“The secret of us” è un disco tutto nel segno di Swift: tredici tracce che si muovono tra country, pop e indie, una strada ampiamente battuta dalla popstar statunitense nel corso della sua carriera. Non è un caso che il disco sia stato prodotto da Aaron Dessner, che oltre ad essere una delle colonne portanti dei National è anche da quattro anni il braccio sinistro di Swift (quello destro è, naturalmente, Jack Antonoff). E tra i brani c’è anche un duetto con Taylor: insieme a lei Gracie ha scritto e inciso “Us”, “composta dalle 2 alle 6 di notte, una delle cose più divertenti mai fatte nella mia vita”. L’hanno cantata insieme pochi giorni dopo l’uscita del disco, in occasione di uno dei concerti della voce di “Cruel summer” allo Stadio di Wembley a Londra.
Classe 1999, ex studentezza del Barnard College, dove studiava relazioni internazionali (prima di lasciare gli studi dopo un anno per focalizzarsi sulla musica), Gracie Abrams è figlia d’arte. Suo papà è J.J. Abrams, uno dei creatori di “Lost”, tra le serie di maggiore successo della storia della tv, oltre che aver diretto film come “Mission: Impossible III”, “Star Trek”, “Star Wars: Il risveglio della forza” e “Star Wars: L’ascesa di Skywalker”. È una delle personalità più influenti di Hollywood anche sua mamma, la produttrice cinematografica Katie McGrath.
È stato dopo l’annuncio della sua presenza nel cast dell’”Eras tour” che la popolarità di Gracie Abrams si è impennata. L’album d’esordio “Good riddance”, uscito lo scorso anno dopo gli Ep “Minor” e “This is what it feels like”, ha conquistato la critica, finendo pure nelle classifiche di fine anno dedicate ai lavori migliori dell’annata (al 24esimo posto della classifica di Billboard dei 50 migliori album del 2023 e al 62esimo posto di quella di Rolling Stone dedicata ai 100 migliori album dell’anno). Un successo che ha permesso a Gracie Abrams di conquistare una nomination agli ultimi Grammy Awards come “Best New Artist”, miglior artista emergente: la cantautrice californiana non ha vinto (la statuetta alla fine è andata a Victoria Monét), ma così ha consacrato ulteriormente il suo status di “next big thing”. E Forbes l’ha pure messa al secondo posto della classifica “30 under 30” per il 2024, dietro solo alla rapper Latto.
A consegnarle le classifiche - molte delle copie del disco sono state vendute in formato fisico: l’album è al primo posto della classifica dei più venduti nei negozi indipendenti britannici - ci ha pensato il singolo “Close to you”. Una canzone scritta sette anni fa e rimasta a lungo in un cassetto, “finché non mi sono decisa a postarne 20 secondi sui social: abbastanza da convincermi a rispolverare il brano”: oggi conta da sola 46 milioni di stream su Spotify.