Le canzoni di Checco Zalone, oltre "Buen camino"

Satira che diventa tormentone, ironia su temi sociali, parodia del costume italiano: un genio?
Le canzoni di Checco Zalone, oltre "Buen camino"

Il nuovo film "Buen camino", appena arrivato al cinema, ha confermato Checco Zalone come il re dei botteghini, con quasi 20 milioni di euro incassati in tre giorni. Nel film Luca Medici, questo il vero nome del comico barese, interpreta un personaggio chiamato proprio Checco Zalone, un ereditiere ricco che conduce un’esistenza agiata grazie al padre Eugenio Zalone, un ricco produttore di divani. All’inizio della storia lo si vede trascorrere le giornate o tra le piscine di due lussuose ville in Costa Smeralda insieme alla giovanissima fidanzata modella messicana o in vacanza su uno yacht. Poi, però, viene chiamato d’urgenza a Roma dall’ex moglie Linda, per mettersi sulle tracce della figlia adolescente Crystal scomparsa all’improvviso senza lasciare traccia. Il protagonista scopre che la figlia si è messa in viaggio per affrontare il pellegrinaggio del Cammino di Santiago in Spagna nel tentativo di dare un senso alla sua vita e per riallacciare un rapporto con la ragazza si mette a sua volta in marcia lungo il percorso. Ad anticipare l'uscita del film ci ha pensato il videoclip di una nuova canzone, "Prostata enflamada", che ha ricordato ancora una volta come la forza di Zalone stia anche nella sua musica, che da sempre accompagna film, spettacoli e momenti iconici della cultura pop italiana.

Satira che diventa tormentone

Uno degli esempi più noti è “Siamo una squadra fortissimi”, brano che nell'ormai lontano 2006 - l'anno in cui l'Italia vinse i Mondiali di Calcio - gli regalo la sua prima vera occasione di notorietà. Zalone trasformò il linguaggio dello sport in una parodia irresistibile del tifo nazionale, usando ritmi semplici e parole immediate per parlare a tutti, facendo ridere ma anche riflettere sull’identità collettiva.

Ironia sui temi sociali

Canzoni come “Immigrato” (dalla colonna sonora di "Tolo Tolo" del 2020) e “L’amore non ha religione” (da "Che bella giornata" del 2011) mostrano il lato più pungente del comico: la musica diventa uno strumento per affrontare temi complessi con leggerezza («Io pugliese di madre tarantina / lei francese di madre bina / sta con me / che male c'è? / piccola burkina mia / io voglio la monogamia / e non le voglio quelle altre tre / io sposo solo te / non è un scontro di religioni / è che otto suoceri tra i coglioni...»), senza moralismi, ma con una satira che resta impressa. È proprio questo equilibrio a renderle ancora oggi molto cercate online. E che dire de "Gli uomini sessuali", cantata nel film “Cado dalle nubi”?

La parodia del costume italiano

Non mancano brani che prendono di mira abitudini e vizi nazionali, come “Italiano Boy” o “La vaccinada”, uscita nel 2021, in pieno Covid, dove il linguaggio pop e le sonorità orecchiabili amplificano il messaggio comico. Sono canzoni che funzionano anche fuori dal contesto del film, diventando virali e sempre attuali. Dal film “Quo vado?” è invece tratta la celentanesca “La prima repubblica”. Impossibile dimenticare, poi, quella "Angela" cantata nel 2009 in "Cado dalle nubi".

Così ha conquistato anche Francesco De Gregori

Zalone è davvero un musicista capace, piuttosto stimato dai colleghi, che spesso si sono prestati a stare al gioco con lui; come Jovanotti, qui ospite a Zelig. Francesco De Gregori, invece, con Zalone ha voluto addirittura incidere un album, "Pastiche": “Un giorno mi trovavo a Bari e cominciai a chiedere a ogni persona che incontravo se per caso avesse il numero di Checco Zalone. Volevo conoscerlo. Alla fine uno che aveva il suo numero lo trovai - ha raccontato De Gregori a proposito dell’amicizia con Zalone - Non vedevo l’ora di averlo accanto come musicista in questa strana e bellissima avventura". 

Perché contano ancora con "Buen camino"

Con l’uscita di "Buen camino", l’interesse per Checco Zalone cresce e trascina con sé anche la sua produzione musicale. Cercare le sue canzoni significa prepararsi al suo immaginario: un mix di comicità, musica e osservazione sociale che continua a parlare al pubblico di oggi.

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