L'onesta e la sincerità dei King Hannah

il duo pubblica "Big swimmer", secondo album ispirato dal lungo tour in America. L’intervista
L'onesta e la sincerità dei King Hannah
Credits: Joséphine Leddet

Hannah Merrick e Craig Whittle, da Liverpool, sono una coppia nella vita oltre che artistica, in questo ambito noti con il nome di King Hannah. Il loro esordio discografico arriva nel 2022 con l’album “I'm Not Sorry, I Was Just Being Me" (Leggi qui la recensione), preceduto dall’EP, “Tell Me Your Mind And I'll Tell You Mine” del 2020.
Il primo album del duo ha colpito per il loro stile e suono, lento, caldo avvolgente, molto più americano che inglese e il lavoro è stato apprezzato diventando un piccolo “caso” in ambito indie. Un riscontro che ha consentito ai King Hannah di suonare molto in Europa e spostarsi poi per un lungo tour in America dove, oltre ai loro concerti, hanno condiviso il palco con Kurt Vile, Kevin Morby e Thurston Moore in tanti festival. Ma soprattutto quel tour in America ha rappresentato il fertile terreno su cui gettare i semi per il secondo album della band: Big Swimmer (dal 31 maggio) che prosegue nel solco del loro esordio.

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" Vogliamo solo essere onesti e sinceri", dicono de nuovo album, ricco di suggestioni stimolate proprio da quei mesi trascorsi oltreoceano. Raccontano un’America vista attraverso il vetro del loro furgone. Le storie, le visioni, le sensazioni di quei viaggi le mettono in musica che diventa una versione meno dolente rispetto a quanto sentito in “I'm Not Sorry, I Was Just Being Me". Si tratta a volte di piccoli film rigorosamente in bianco e nero.

Il risultato è un album, prodotto da Ali Chant (PJ Harvey, Aldous Harding, Perfume Genius), che porta in avanti la band la quale mostra, senza stravolgere il proprio DNA musicale, una crescita e un livello più alto rispetto all’interessante esordio.

I brani di apertura (l’omonima “Big Swimmer”) e chiusura (This Wasn’t Intentional”) vedono l’intervento vocale di Sharon Van Etten, una star dell'indie. “Siamo molto orgogliosi di questa partecipazione perché la stimiamo molto - dicono i King Hannah nell’intervista che ci hanno rilasciato - Le abbiamo inviato i nostri demo mentre li stavamo realizzando e lei li ha apprezzati e si è offerta di cantare scegliendo i due brani su cui farlo.”

Questo “Big Swimmer” è arrivato dopo un tour in America in cui avete presentato live la vostra musica. Cosa ha significato quel viaggio oltreoceano?
Hannah. È stato proprio così: abbiamo scritto sulle emozioni. Quel viaggio ha creato grandi ricordi e grandi storie ed è per questo motivo che è stata un’importante ispirazione. Ci siamo trovati realmente in un posto sempre immaginato.

Cosa vi ha colpito dell’America?
Craig
: Più che altro il fatto che si tratta di un paese così vasto e bellissimo dove c’è tanto spazio e tutto ciò è confluito nell'album. Ci ha colpiti la violenza e la disparità tra i bellissimi paesaggi e le cose che accadono. Come quello che raccontiamo in “Milk Boy”, dove ricordiamo la storia di un litigio tra un ragazzo e un uomo vicino al locale di Philadelphia in cui abbiamo suonato. Poi ci ha colpito un posto vicino a El Paso dove siamo stati testimoni di un incidente e un motel che non era particolarmente bello e... Tanti sono i momenti che hanno lasciato un piccolo segno nella memoria e nell’anima. Mentre ci guardavamo indietro sono quelli che riaffioravano e di cui abbiamo scritto.

Qual è l’atmosfera con cui avete raccontato questi ricordi?
Hannah.
A pensarci c'è un po' di romanticismo e anche molta oscurità. Buio, non oscurità. Tanti testi cupi e caldi, in conflitto tra loro. Abbiamo curato gli stati d’animo.
Craig. Abbiamo cercato di bilanciare le parti cupe e rumorose con quelle più morbide e romantiche e di fonderle in un modo che fosse coeso. È stato un lavoro interessante, la ricerca di un equilibrio perfetto.

E siete riusciti a trovare questo equilibrio?
Craig.
Quando abbiamo iniziato a scrivere l'album, no, ma non l’avevamo nemmeno in mente. È diventata una cosa che abbiamo affrontato successivamente perché a metà del lavoro ci siamo resi conto che tutto si stava orientando verso una direzione che non avremmo voluto. Quindi abbiamo iniziato a cercare questo equilibrio e assicurarci che il risultato non fosse troppo romantico o caldo e nemmeno troppo spigoloso. Non so se il risultato sia l'equilibrio perfetto, ma siamo soddisfatti.

Cosa è cambiato rispetto al vostro album di debutto e al precedente EP?
Hannah.
Più che altro vorremmo che la nostra musica suonasse più ricca, più grande, più viva. Un suono più chiaro e speriamo che le canzoni siano scritte meglio.
Craig. Sono assolutamente d'accordo. Trovo che ci sia profondità nell'intero album e ogni canzone, ogni testo hanno dentro di sé un significato molto grande.

Realizzarlo è stato più difficile?
Craig.
Penso che dal punto di vista “tecnico” sia stato più facile del primo.
Hannah. Ho pensato la stessa cosa.
Craig. C’è stato più tempo per scriverlo e inoltre, abbiamo avuto due anni di esperienza dal vivo come band e non era così per il primo disco. Quindi abbiamo avuto la possibilità di suonare e di sapere come ci piace farlo e di essere abituati a fare musica l'un con l'altro, con la band.
Hannah. Inoltre eravamo così entusiasti di scriverlo dopo essere stati in tournée per due anni e quando si è trattato di farlo, abbiamo cercato di godercelo. Quindi penso che sia stato più facile e soprattutto più piacevole.
Craig. Per altri aspetti il secondo album è più difficile perché abbiamo una piccola base di fan che non vogliamo alienarci e loro hanno delle aspettative. Ma anche noi vogliamo evolvere. Credo che le canzoni e la scrittura in questo disco siano migliori, come anche gli arrangiamenti e che il suono sia più ricco e profondo.
Hannah. Sì, abbiamo fatto del nostro meglio e non credo che avremmo potuto fare di più. Siamo molto soddisfatti.

Cosa volete raccontare con le vostre canzoni?
(Si guardano in faccia tra loro sorpresi)
Hannah. È una domanda che non ci hanno mai fatto prima. Vogliamo solo essere onesti e sinceri. Vogliamo cercare di creare storie con il maggior numero di dettagli possibile in modo che le persone possono immaginarle.
Craig. C'è sicuramente un aspetto di narrazione mescolato a cose banali, a momenti quotidiani che raccontano parte della nostra vita. E spero che questo si percepisca e che la gente abbia voglia di approfondire chi siamo.

Craig, cosa puoi dirmi della tua chitarra? Del suo utilizzo e del modo di suonarla.
Provo sempre con le parti di chitarra a tirare fuori l'ultimo briciolo di emozione che c'è nella canzone. Quindi so che probabilmente si tratta di assoli tipici, per quanto io odi questo termine. Non mi piace fare gli assoli di chitarra, a meno che la canzone non abbia bisogno di essere sollevata e allora la chitarra serve. Se c'è un po' più di romanticismo o di atmosfera il mio approccio con la chitarra sarà relativo a ciò che lo strumento può fare, è così che mi approccio. Non ho mai pensato di fare un assolo di chitarra per il gusto di farlo, ma solo se serve allo scopo.

Come scrivete le vostre canzoni?
Hannah.
Separatamente. Poi, quando ci sembra giusto, mostriamo l'un l'altro ciò su cui abbiamo lavorato. Dopo l’ascolto comune se concordiamo sia il caso di andare avanti iniziamo a discutere su quello di cui ha bisogno la canzone, di cosa serve per farla funzionare bene e poi ci lavoriamo insieme nel nostro appartamento e quando siamo davvero soddisfatti di quelle canzoni, le portiamo alla band, al bassista e al batterista. E questa è la formula ed è così da sempre, non è vero? (Rivolgendosi a Craig)
Craig. Sì e funziona. Non scriviamo mai insieme perché la nostra scrittura è troppo personale. Penso che le nostre storie vengano dal cuore e sono individuali. Lo sviluppo poi è collettivo.
Hannah. Per noi sarebbe impossibile far scrivere a qualcun altro le nostre canzoni.

 

 

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