Il ritorno di Malika Ayane: la videointervista
“Più che un nuovo inizio mi piace pensare ad una stanza in cui metti esattamente le cose che ti piacciono”, spiega Malika Ayane: la cantante è tornata, senza mai essere andata via. “Sottosopra” è il primo singolo in due anni - ma in mezzo ha collaborato con molti altri artisti (da Paolo Benvegnù ai Negramaro, con cui ha duettato lo scorso Sanremo), e ha lavorato nella versione italiana del musical “Cats”, dove interpretava Gizabella.
Ma con “Sottosopra” torna a fare la cantante a tempo pieno: a novembre arriverà un tour teatrale, poi la nuova stanza verrà arredata con altre canzoni che diventeranno un album. “Sottosopra” è anche il frutto della nuova collaborazione con M.A.S.T., l’etichetta di Believe, dopo un breve passaggio in Warner (che nel 2022 pubblicò il singolo “Una ragazza") e una carriera in Sugar (che ha pubblicato l’ultimo album “Malifesto”, del 2021). Ad accompagnarla in questo nuovo percorso ci sono collaboratori fidati - gli autori Pacifico e Andrea Bonomo - e un nuovo produttore, Estremo. “Ho semplicemente pensato fosse il caso di far uscire qualcosa, perché il mio management, Woodworm, e la mia nuova etichetta, mi hanno fatto notare che non ci posso mettere cinque anni ogni volta”, sorride. “Intanto lavoriamo alle altre canzoni, che magari registrerò durante il live a novembre. Penso per l'inizio del 2025 di tirare fuori un album che non so come sarà, ma sarà sicuramente molto molto molto sincero”.
Sottosopra e disequilibrio
Intanto c'è "Sottosopra": la canzone, spiega, è nata da un incontro di scrittura "senza prospettiva: "Un paio di anni fa ci siamo trovati a Parigi con Pacifico e con Andrea Bonomo, un po' analizzando lo stato del momento: è venuta fuori con grandissima semplicità”. In una secondo momento è arrivato Estremo: “Secondo me la scena attuale dei produttori è molto interessante. Ti insegnano cose che non conosci: Estremo, in questo senso è fantastico, perché ha anche un'ottima conoscenza della musica non solo elettronica ma in un senso proprio più ampio, più organico. È facile dialogarci, da un punto di vista autorale”. In “Sottosopra”, spiega Malika, si racconta il muoversi nel disequilibrio: “Non necessariamente il sotto come uno stato negativo e il sopra come uno stato positivo ma il continuo di cambiare delle cose intorno a una linea che ci permette di poterla parametrare, come il muoversi sul livello del mare: sotto non hai l'aria per respirare e per cui devi farti delle riserve di ossigeno”.
singoli, album e duetti
“Io l'ultima canzone l'ho pubblicata due anni fa prima di oggi”, spiega Malika, a proposito delle attuali dinamiche delle piattaforme che sembrano richiedere la pubblicazione continua di canzoni, sfavorendo gli album. “Mi piace pensare che si abbia la possibilità di pubblicare delle cose se ti va: è una cosa che trovo estremamente positiva. Ma contemporaneamente sono ancora una musicista che ha bisogno di raccontarsi in un discorso più articolato, per permettere all’ascoltatore di entrare dentro un'atmosfera che racconta un momento: mi piace pensare a un quadro più grande. È bello sapere che esiste la possibilità di fare tutto quello che ti passa per la testa, però per una un po’ dispersiva come me, se pensassi a queste logiche perderei di vista il mettere insieme una storia più lunga. Comunque questo sistema mi ha permesso di fare duetti bellissimi negli ultimi anni, penso a Paolo Benvegnù, una sorpresa. Il mio sogno sarebbe duettare con Elvis Costello", conclude.
Dal vivo (e la lezione del musical)
Il 10 novembre inizia il tour nei teatri, con 10 date in giro per l’Italia: “Sarà una storia secondo me bellissima perché alla fine suoniamo e basta: niente fiati o archi questa volta, una band con due chitarre, due pianisti in modo che uno possa concentrarsi sui suoni e l'altro più su una parte lead. Molto tradizionale quindi, però dinamica”.
Il palco Malika l’ha comunque frequentato molto in quest’ultimo periodo, ma in una maniera diversa: dopo avere interpretato “Evita”, è stata Gizabella in “Cats”: in Italia il settore del musical non ha la tradizione e il prestigio che ha nei paesi anglosassoni - almeno per il pubblico e per gli artisti del mercato musicale "tradizionale". Anche se le cose stanno progressivamente cambiando e Malika racconta quanto le ha insegnato quest’esperienza: “Straordinaria e faticosissima. La prima cosa che impari è che non conti niente: sei un pezzo di una cosa che va avanti anche senza di te. La seconda cosa è che c’è della musica scritta talmente bene che devi fare i compiti. La terza è la ripetizione: alla fine ogni giorno racconti la stessa storia a persone diverse e capisci che anche nell'essere lo stesso personaggio puoi cogliere delle sfumature. Se fai un sold out al giorno come è successo per "Cats”. è come fare uno stadio, alla fine del mese”.
Fare musical, spiega Malika, ti aiuta a controllare l’ego: “Sì, ce n’è troppo per tutti in questo momento e quando non è autoindotto, molto spesso è iniettato: siamo in un momento in cui rischiamo di sentire troppo poco e di esporre tantissimo: se ogni cosa diventa fenomenale alla fine, che cos'è fenomenale? Ogni spettacolo è il migliore, ogni artista è quello dei record. Tutto va fatto in modo sempre più grande, sempre più rumoroso e sempre a condizioni più stancanti. Possiamo anche rilassarci tutti”.