Ian Hill: "Cercano di uccidere l'heavy metal da circa 35 anni"

Il bassista dei Judas Priest ha spiegato il titolo dell'ultimo album della band “Invincible Shield”
Ian Hill: "Cercano di uccidere l'heavy metal da circa 35 anni"
Credits: Stefano Ferrarini / Concessione in uso a Rockol

Il bassista dei Judas Priest Ian Hill è stato intervistato dal canale YouTube turco Metal Oda. Il 72enne musicista britannico, come sempre accade nelle interviste, ha parlato di vari argomenti, tra questi le difficoltà che da lungo tempo perseguitano la sua band che hanno generato il titolo dell'album pubblicato dal gruppo inglese lo scorso mese di marzo.

Parlando proprio del titolo dell'ultimo album dei Judas Priest, “Invincible Shield” (leggi qui la recensione), Ian Hill ha spiegato: “Ci sono state lanciate contro un sacco di cose nel corso degli anni. Mi spiego, la gente cerca di uccidere l'heavy metal ormai da circa 35, 40 anni, quindi è sempre stata una specie di lotta contro l'establishment, se capisci cosa intendo dire. Ma siamo sempre riusciti a sopravvivere e ad andare avanti. Poi abbiamo avuto delle cause legali con persone che cercavano di fregarci un sacco di soldi senza alcuna ragione”.

Ian Hill ha inoltre parlato dei problemi di salute degli altri membri dei Judas Priest: “Poi ci sono le battaglie personali dei membri della band. Voglio dire, Rob (Halford, il cantante, ndr) aveva terrore del cancro. Richie (Faulkner, il chitarrista, ndr) qualche anno fa è quasi morto sul palco. Oltre, naturalmente, ai problemi di Glenn (Tipton, altro chitarrista, ndr) con il morbo di Parkinson. E anche così riesce ancora salire sul palco e suonare un paio di bis. È quasi come avere uno scudo invincibile (il titolo dell'album, ndr) davanti a te. Anche se con queste parole probabilmente ci ho appena dato il bacio della morte.”

Lo scorso marzo, quando venne pubblicato “Invincible Shield”, Rock FM Spagna chiese a Hill se i Judas Priest avessero intenzione di ritirarsi dalle scene, lui rispose senza indugiare: “No, non abbiamo ancora intenzione di andare in pensione. Siamo ancora in grado di esibirci. Il momento in cui pensare al ritiro è quando le tue prestazioni iniziano a diminuire e non stai andando molto bene. In quel momento ci devi pensare. Non siamo stupidi, sappiamo che stiamo invecchiando e che ci sarà un momento in cui dovremo ritirarci, ma non abbiamo ancora intenzione di farlo."

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