Se la storia di De André fosse una playlist, suonerebbe così

"Il pescatore", "Don Raffaè", "La guerra di Piero", "Bocca di rosa": ascolta qui la "faberology".
Se la storia di De André fosse una playlist, suonerebbe così
Credits: Fondazione Fabrizio De André Onlus

Se la storia di Fabrizio De André fosse una playlist, come suonerebbe? Da "Il pescatore" a "Bocca di rosa", passando per "La guerra di Piero", "Don Raffaè", "Via del Campo", "Dolcenera": i brani più popolari - e più significativi - del repertorio del grande cantautore genovese, scomparso nel 1999, rivivono in una playlist che ne celebra l'impatto sulla canzone italiana e l'eredità artistica. Quaranta brani, circa 2 ore e un quarto di musica: chiudi gli occhi e ti ritrovi a vivere un viaggio che partendo dal quartiere genovese di Pegli (dove Faber nacque, nel febbraio del 1940 - in via De Nicolay 12 il Comune di Genova ha posto nel 2001 una targa commemorativa che lo ricorda "per il suo talento, per il suo spirito solidale e per aver dato risalto universale alla lingua di Genova") attraversa l'Atlantico e arriva fino in Sud America, il mondo sonoro che De André esplorò nell'ultimo disco, "Anime salve" del 1996, oggi considerato il suo testamento musicale e spirituale (anche se, all'epoca in cui l'album fu realizzato, l'artista non era ancora a conoscenza della malattia che poco più di due anni dopo lo avrebbe portato alla scomparsa). "Amore che vieni, amore che vai", riproposta all'ultimo Festival di Sanremo anche da Diodato in duetto con Jack Savoretti nella serata delle cover, "La ballata dell'amore cieco (o della vanità)", "La canzone dell'amore perduto", "Un chimico", "Fiume Sand Creek": a venticinque anni dalla scomparsa di Faber (che sarà ricordato nella sua città con un concerto-evento in programma all'inizio dell'estate), la sua musica continua ad affascinare le generazioni, a testimonianza del segno indelebile che ha lasciato sulla musica d'autore italiana. Potete ascoltare la playlist proprio qui sotto, cliccando su "play"

A celebrare De André a venticinque anni dalla scomparsa ci pensano anche la Fondazione Fabrizio De André Onlus e Sony Music Italia, che con il monumentale progetto "Way Point. Da dove venite... Dove andate?" aprono gli scrigni del cantautore. L'iniziativa prevede l'uscita di speciali ristampe dei dischi che rappresentano la corposa eredità artistica e culturale del grande artista genovese, inediti libricini con i testi delle canzoni, annotazioni autografe del cantautore, pensieri, riflessioni, commenti, estratti di interviste inerenti alle canzoni e agli album e le riproduzioni di alcuni scritti inediti conservati al Centro studi a lui dedicato dell'università degli Studi di Siena: il progetto è partito lo scorso venerdì con l'uscita delle prime quattro attesissime riedizioni dei suoi dischi in studio (è possibile preordinare i cofanetti cliccando qui), e punta a ripercorrere la storia dell'amato cantautore attraverso le sue parole, il suo pensiero, la sua visione e i suoi “viaggi”, attuali ancora oggi.

Dopo "Volume 1", "Tutti morimmo a stento", "Volume 3" e "La buona novella", i primi a tornare nei negozi, nei prossimi mesi sarà la volta delle ristampe di capolavori come "Non al denaro non all’amore né al cielo", "Storia di un impiegato", "Canzoni", "Volume 8", "Rimini", "Fabrizio De André / L’Indiano", "Crêuza de mä", "Nuvole", "Anime Salve" e "Singoli": pietre miliari non solo della storia personale e artistica di De André, ma della musica d'autore italiana più in generale.

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