Wallis Bird, dall'Irlanda canzoni di grande sincerità

La musicista irlandese compie oggi 42 anni
Wallis Bird, dall'Irlanda canzoni di grande sincerità

Tra i regali recapitati alla musica dalla verde Irlanda, anche Wallis Bird. Cantautrice in bilico tra folk e rock (e molto altro) accostata per affinità a Ani DiFranco e, andando parecchio più indietro nel tempo, Janis Joplin. Oggi la musicista nata a Enniscorthy (contea di Wexford) compie 42 anni, il suo ultimo album, "Hands", risale al maggio del 2022. Ed è con la nostra recensione di quel disco che vogliamo festeggiare il suo genetliaco.

E' sempre un piacere ascoltare Wallis Bird ed è quindi un piacere ascoltare anche "Hands", il settimo album della musicista irlandese, ormai da qualche anno di stanza a Berlino. L'elegante bianco e nero della immagine di copertina raffigura la mano sinistra della 40enne in cui si nota la quasi totale mancanza del mignolo, doloroso ricordo di un incidente con un tosaerba quando aveva solo 18 mesi. Come ha spiegato in una intervista: "Quattro sono state riattaccate. Una si è persa. Ciò mi ha portato a reimparare a tenere le cose e, quando venne il momento, a suonare la chitarra in modo diverso." Wallis Bird, quando passò dalla nostra redazione per un set acustico, quasi una decina di anni fa, ci ricordò per attitudine e grinta Ani DiFranco. Magari meno arrabbiata e decisa nei toni rispetto alla cantautrice statunitense, ma non meno remissiva nel proporre le proprie istanze e nello scavare dentro se stessa.

Le canzoni di Wallis sono da godersi seguendo il testo oltre che l'andamento musicale che in "Hands" è abbastanza eterogeneo, mai piatto però. "Go" si appoggia al synth per un canto aperto al futuro e alla vita, esercizio più semplice a dirsi che a farsi. Nella coinvolgente, incalzante e autobiografica (ha inizio con le parole 'In 2001 when I was 18 years old...') "What's Wrong With Changing?" Wallis racconta dei motivi per i quali ci si deve impegnare nel cambiamento – che incute sempre timore - e contro le ingiustizie che sono ancora molte.

"I Lose Myself Completely" riporta vagamente alla elettronica che aveva cittadinanza negli anni Ottanta raccontando della sua esperienza con il bere che la offuscava completamente, mentre "The Power Of A Word" ha dalla sua la delicatezza e la profondità del cantautorato più classico. "Aquarius" è eterea e onirica il giusto senza perdersi del tutto nella psichedelia. "F.K.K. (No Pants Dance)" è un invito a lasciarsi andare per godere del piacere del divertimento puro e semplice senza secondi fini o scopi, un antidoto contro la perdita dell'innocenza.

"Dreamwriting" ha a che fare con le prime ore del mattino, quando il tutto è ancora dormiente e si può viaggiare con la mente dove il dormiveglia o l'istinto più profondo e senza freni inibitori ci trasporta. "I’ll Never Hide My Love Away" è acustica, speranzosa o disperata a seconda di come il nostro umore del momento ci induce a interpretarla. "The dive" è amore, è lasciarsi andare, è piacevolezza. Le piccole quotidiane frottole di "Pretty Lies" sono quelle che dobbiamo continuare a raccontarci per andare avanti nonostante le nostre paure e i nostri sogni che spesso sono troppo grandi e disordinati, come la suite in coda al brano.

Si diceva quindi che è sempre piacevole ascoltare Wallis Bird ed è molto piacevole ascoltare il suo "Hands". Wallis si mette in gioco accettando di esporsi in prima persona raccontando se stessa e il suo vissuto in una sorta di seduta sul lettino dello psicanalista per meglio comprendersi, ma anche, forse, per essere di aiuto a chi troverà sincere e affini le sue parole. Vestito di suoni a volte sghembi, a volte pretenziosi o leggermente fuori fuoco, comunque lo si prenda è semplicemente buon cantautorato.

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