Chi è Maninni?
All’annuncio dei nomi di Sanremo 2024 è stato quasi inevitabile farsi una domanda: “ma chi è Maninni?”.
La diatriba sul fatto che alcuni nomi non siano abbastanza “Big” per il festival si ripete ormai ogni anno: spesso è molto soggettiva, dettata da un ambiente musicale sempre più ampio e frammentato in bolle, mentra Sanremo è mainstream per eccellenza: ho visto addirittura qualcuno che si chiedeva chi fosse Geolier, il rapper in testa alle classifiche del 2023… Ma nel caso di Maninni, confesso, ho avuto un vuoto: non mi ricordavo che era stato in gara tra i giovani del 2022-23. “Partiamo dal presupposto che mi ha fatto molto piacere questa cosa perché si è creato quasi un alone di mistero”, mi racconta lui, quando gli chiedo che effetto gli ha fatto questa situazione. “C'è stata molta curiosità: mi dà modo di mostrarmi e di mostrare chi sono con la canzone”.
"Sono un cantautore appassionato di musica"
Giro a lui la domanda, quindi: chi è Maninni?: “Io sono un ragazzo come gli altri, uno che crede nel potere della musica. Sono un cantautore e sono un appassionato di musica in maniera molto viscerale, mi piace proprio viverla. Mininni è il mio cognome: il problema è che molte persone l'hanno sempre sbagliato nel corso della mia vita, già a partire dalle elementari e scuole medie: ci sono troppe "i" troppe “n" non si riesce a capire se è Minini, Minimmi, ho sentito alcune volte anche Minimini. Pensavo questo potesse crearmi dei problemi per la carriera, così ci ho messo la 'A' di Alessio per renderlo più rotondo e comprensibile”, sorride.
Facendo sempre l’avvocato del diavolo: l’anno scorso eliminato tra i giovani, quest’anno direttamente nella gara maggiore, assieme a nomi ben più blasonati: "Essere tra i big innanzitutto mi stupisce, come credo abbia stupito e sorpreso tante persone. Non me l'aspettavo, sono onorato e felice di questa scelta e della fiducia che mi ha dato Amadeus”, spiega. “Avendo fatto lo scorso anno Sanremo Giovani, abbiamo anche voluto rischiare presentando direttamente la canzone per i big, perché secondo me era giusta per un palcoscenico così importante”.
Un brano già presentato l'anno scorso
La storia è ancora più complessa: “Spettacolare”, brano firmato da Maninni con Giovanni Pollex, Roberto William Guglielmi, Francesca Xefteris e prodotto da Enrico Brun e Marco Paganelli, era già pronta l’anno scorso: era il secondo brano inedito che ogni giovane deve avere pronto nel caso venga selezionato per i Big: “ad Amadeus era piaciuta: dopo l’eliminazione l’ho incontrato casualmente in albergo, è stato inevitabile parlare di quello che era successo la sera prima e lui mi ha detto che se non avevo intenzione di pubblicarla magari potevamo sentirci per l'anno prossimo. Poi non l’ho più sentito, perché non ho il suo numero di telefono, e anche se ce l'avessi avuto non gli avrei mai scritto. Ma ho voluto rischiare: non succederà perché non succede però se succede insomma…”
Ed è successo, eccoci qua, in gara a Sanremo 2024: "Io la canzone non l'avrei comunque pubblicata anche se lui non mi avesse detto quella cosa, che poteva anche essere una frase di circostanza… È una canzone che per me ha un significato importante; non smettere mai di credere in quello che si ha intenzione di fare nella vita, che ti mette davanti a tante difficoltà, ostacoli e cadute. Nella prima frase della canzone cito il muay thai, un’arte marziale: la prima cosa che ti insegnano è a cadere. Noi nella vita lottiamo perennemente: non è una canzone d'amore che parla della storia di due persone ma è un inno alla vita, sostanzialmente una canzone che vuole incoraggiare quelli della mia generazione, che sono spesso demotivati. Quando ero a Sanremo Giovani quest'anno, durante la presentazione del titolo del brano, vedevo i ragazzi in gara, quelli che magari non erano stati presi. Mi veniva voglia di andare lì e spiegare che l’anno scorso mi successa la stessa cosa”.
Tra U2, Pink Floyd e Cremonini
La canzone suona come cantautorato italiano post-indie, ma lui cita altre influenze: “Sono cresciuto con U2, Pink Floyd, Oasis e Blur, nasco come musicista, come chitarrista e ascoltavo quella roba. Poi pian piano mi sono avvicinato al cantautorato italiano; uno degli artisti per me di riferimento recenti è Cesare Cremonini: ha un approccio con la musica che mi piace molto”.
A Sanremo uscirà anche l’album, dallo stesso titolo: “È il mio primo lavoro quindi è l'album della vita… Più che aspettative ho desideri: mi piace pensare che la gente si possa rivedere in questa canzone, spero possa emozionare. Per me la classifica a Sanremo non è più importante come prima, soprattutto con 30 artisti. Non sono mai stato abituato a vedere la musica come una competizione, è condivisione. Voglio dire: sto facendo Sanremo con i Negramaro, con Loredana Berté…."