Il meraviglioso debutto di Roddy Rich
Il 21 dicembre 2019 con il suo album di debutto "Please Excuse Me for Being Antisocial", l'allora 21enne rapper nato e cresciuto a Compton (California) Roddy Ricch – vero nome Rodrick Wayne Moore Jr. - ha raggiunto la posizione numero uno della classifica negli Stati Uniti. Rileggiamoci allora la recensione di quel disco (e ascoltiamo qualche brano) scritta per noi da Riccardo Primavera.
Se in Italia il fenomeno sta iniziando ora a farsi strada con una certa prepotenza, senza aver però ancora prodotto risultati degni di nota, in America TikTok ha già influenzato pesantemente il mondo della musica. Il social media di origine cinese è infatti diventato la nuova piattaforma per eccellenza in grado di rendere virale un contenuto – e, di riflesso, un artista – legato al mondo della musica, con un occhio di riguardo al rap. Il nome che più di tutti deve la propria fortuna a Tik Tok è quello di Lil Nas X, che ha visto “Old Town Road” diventare un fenomeno di portata nazionale proprio sul social, prima di esplodere definitivamente a livello globale. L'ultimo ad essere diventato protagonista di un tormentone virale è invece Roddy Ricch, che ha visto la sua “The Box” dominare la piattaforma nelle ultime settimane.
Classe '98 originario di Compton, all'anagrafe Rodrick Wayne Moore Jr., il rapper ha esordito con il suo primo mixtape nel 2017, a cui ha fatto seguito un EP nel 2018. Legato alla sua città – d'importanza vitale per la storia del rap USA – e a Los Angeles, è stato notato e aiutato nel suo percorso dal compianto Nipsey Hussle, che lo ha voluto nella sua traccia “Racks in the middle”, uscita poco prima della sua prematura scomparsa. Nel 2019 collabora con Dj Mustard in “Ballin”, che gli spalanca le porte al mercato mainstream.
“Please Excuse Me For Being Antisocial” è il primo album ufficiale di Roddy Ricch. Nonostante sia a tutti gli effetti un disco d'esordio, non mancano collaborazioni di rilievo: i featuring presenti sono Gunna, Lil Durk, Meek Mill, Ty Dolla $ign e A Boogie With A Hoodie. Tra i producer spicca il nome di Dj Mustard, con cui Ricch ha realizzato “Ballin” - uno dei suoi singoli di maggior successo -, al quale si aggiungono Art Jacob, Billboard Hitmakers, 30 Roc, Jasper Harris, JetsonMade, Anthony Beecham, Sonic, Fabio, Dj Shawdi P, Flexico, figurez made it, Nils, Oz, FOREIGN GOT EM, Kilo Keys, Yung Lan, GLYTTRYP, Niaggi e Pilgrim.
“The Box” è il singolo che ha trascinato il disco, arrivando a scalare la vetta della Billboard 200. Al centro di questo brano, come di molte altre tracce di “Please Excuse Me For Being Antisocial”, c'è la capacità di Roddy Ricch di giocare con la voce, di sperimentare con linee melodiche peculiari, di affiancare al rappato una musicalità innata. È forte l'influenza di Young Thug nella produzione del rapper di Compton, che dimostra un'ottimo gusto anche nella scelta delle strumentali. Sebbene ci siano dei punti in cui alcuni suoni rischiano di risultare ripetitivi – per certi versi comprensibile, vista la tracklist di ben 16 tracce -, sin dall'intro è evidente l'intenzione dell'artista di inserire una forte componente melodica nel disco, con un ottimo equilibrio tra versi rappati e bridge e ritornelli cantati. L'album si apre infatti con un piano che accompagna la voce di Ricch, fino al primo drop, per più di un minuto. Da lì è tutto in discesa, con il pattern che si ripete – in declinazioni diverse – nelle tracce successive: l'andamento ipnotico di “Start Wit Me” con Gunna, la leggerezza di “Perfect Time”, il flow cantilenato di “Big Stepper”, il mood malinconico di “Boom Boom Room”.
Le liriche di Roddy Ricch sanno essere introspettive, intime e riflessive, riuscendo allo stesso tempo ad abbracciare anche gli aspetti più autocelebrativi del rap, senza però portare ad alcun tipo di dissonanza. Il rapper riflette sul successo ottenuto, su come questo abbia cambiato la sua vita e quella della sua famiglia – dagli aspetti più frivoli a quelli più sostanziosi -, ma anche su come, tornando nel suo quartiere e guardandosi intorno, ci sia ancora tanta povertà e sfortuna intorno a lui. “Prayers To The Trap God” è forse la confessione più lucida e a cuore aperto del disco, un racconto di quanto la vita condotta l'abbia segnato, di quanto i suoi amici e i suoi familiari abbiano pagato o stiano ancora pagando il prezzo della vita di strada, e di come sia impossibile progettare e costruire un futuro in quel mondo. È in “War Baby”, traccia che chiude il disco, che tira definitivamente le somme; parla di come quel passato turbolento l'abbia reso quello che è, non lo rinnega, ma sa di non essere più la persona che era un tempo.
Quella di Roddy Ricch è una storia di rivalsa, una storia hip hop fino al midollo, ben raccontata in “Please Excuse Me For Being Antisocial”. Ma è soprattutto una storia che è appena iniziata, con molto altro da dire.