King Gizzard & The Lizard Wizard: gli instancabili del rock

Venticinque album in poco più di dieci anni: il nuovo “The Silver Cord” si sdoppia e ha due concept.
King Gizzard & The Lizard Wizard: gli instancabili del rock
Credits: Maclay-Heriot

Non hanno alcuna intenzione di fermarsi. Anzi. Gli australiani King Gizzard & The Lizard Wizard, band energica e famosa per il suo rock psichedelico che dal vivo si presenta come un vero tornado, hanno annunciato il loro nuovo album, “The Silver Cord”, in uscita il 27 ottobre e hanno pubblicato "Theia”, “The Silver Cord” e “Set”, il trio di brani che apre il disco con il relativo videoclip di accompagnamento. E così, mentre si avvicina l’arrivo del 25° album del gruppo in poco più di dieci anni, i fan si chiedono quale sarà il prossimo passo di una delle band di successo più instancabile, creativa e più sfrenatamente insaziabile del mondo. La risposta è suggerita dalla copertina di “The Silver Cord”, che raffigura i sei membri dei King Gizzard circondati da sintetizzatori di ogni forma ed epoca.

Questo, infatti, sarà l'album in cui il gruppo rock si cimenterà con la musica elettronica. Il trittico appena pubblicato introduce questa svolta accattivante e offre un assaggio di ciò che verrà. “The Silver Cord” punta a rappresentare qualcosa che nessun album dei King Gizzard ha mai tentato prima: diventare un disco con una doppia personalità e con visioni divergenti. Sarà disponibile, infatti, in due versioni, la prima delle quali riduce le sette tracce ai loro riff, ai loro ritornelli, alla loro innata essenza pop e rispetta i meccanismi della forma canzone tradizionale. La seconda versione dell'album, invece, abbatte le regole della “hit pop” di tre minuti, minutaggio che viene comunemente imposto da un sorta di logica del mercato, e lascia che queste melodie robotiche scorrano libere senza pensare alla durata.

"The Silver Cord - Extended Mix", così è stato ribattezzato, estende al massimo il tessuto di collegamento tra ogni brano, con i King Gizzard che operano auto-remixando i propri pezzi ed esplorano le infinite possibilità contenute in questi inni futuristi estesi, trasformandoli in epopee sorprendenti. "La prima versione è davvero condensata, con tagli netti", spiega Stu Mackenzie, voce della band. Poi prosegue: "Nella seconda versione, la prima canzone, 'Theia', dura 20 minuti. È la versione dove abbiamo lasciato tutto. Adoro i dischi di Donna Summer con Giorgio Moroder, e non ascolterei mai le versioni brevi: sono una di quelle persone che vogliono sentire ogni cosa. Forse stiamo testando i limiti della capacità di attenzione della gente quando si tratta di ascoltare musica, ma sono fortemente interessato a distruggere questi concetti".

Per i King Gizzard And The Lizard Wizard non esiste un'ultima frontiera. In un decennio di viaggio musicale donchisciottesco, questa macchina del suono a dodici zampe ha preso generi diversi come la psichedelia turca, il motorik prog, il thrash-metal concettuale, il folk-rock bucolico, il liminal funk, il garage-noise caotico e perfino il gonzoid hip-hop e li ha piegati ciascuno al proprio volere. Gli appassionati di lunga data dei Gizz sanno che “The Silver Cord” non è la prima escursione del gruppo in una terra inesplorata: il loro album “Butterfly 3000” del 2021, il diciottesimo, era incentrato su sintetizzatori modulari e arpeggiatori vintage. Ma la suite progressive pop di quel progetto è stata una conseguenza della necessità: i King Gizzard & The Lizard Wizard hanno usato quella tecnologia come mezzo per creare un album mentre erano isolati durante il Covid. Mentre la musica futuristica di “The Silver Cord” è composta ed eseguita con la tecnologia dell'uomo, i temi dei testi si orientano verso ciò che è al di là della conoscenza umana: il mistico, l'infinito e il magico.

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