Bjork è un'installazione artistica dal vivo
"Flutes rock!” urla Bjork, prima di eseguire l’ultima canzone, presentando Vibra, l’ensemble che l’ha accompagnata per buona parte del concerto. Ma i fiati sono solo una parte di quel corno dell’abbondanza (“Cornucopia”) che è il concerto dell’artista islandese: fiati, percussioni, arpe, elettronica, strumenti acustici e una messa in scena che è una vera e propria installazione più che un concerto classico.
“Per brevità chiamato artista”, diceva di se stesso De Gregori: ma nel caso di Bjork questa parola assume un significato tutt'altro che breve, anzi totale e pieno, coinvolgendo musica, teatro, visual media.
Quando si entra al Forum di Assago si notano tre cose: il palco coperto da una sorta di tenda fatta di fili su cui appare un'immagine, i cartelli che chiedono di non fare video e foto su richiesta dell’artista (puntualmente disattesa, anche se qualche maschera proverà inutilmente a far rispettare le indicazioni) e la sonorizzazione di fondo, rumori ambientali e naturali, che si fondono con il vociare della gente. Il tema ambientale tornerà non solo nei suoni e nei visual, ma anche in un messaggio di Greta Thunberg, prima dei bis.
Il Forum si riempie piano piano, in platea (seduta) c’è qualche buco quando lo spettacolo inizia con una musica extradiegetica, di cui non si vede la fonte, perché la tenda rimane tirata a coprire i musicisti. Si apre poco a poco, rivelando Bjork in un voluminoso costume di scena azzurro. Il palco è fatto di diversi livelli/diverse tende su cui appaiono le proiezioni, creando diversi livelli di profondità alle immagini. Mentre Bjork insegue melodie impossibili e inarrivabili per qualunque altro essere umano, sul palco si alternano diversi musicisti e forme musicali. “Show Me Forgiveness” viene cantata a cappella dentro una camera acustica a forma di igloo sul lato del palco, “Venues as a boy” è voce e flauto, “Isobel” è eseguita in una versione reimmaginata da Arca, una danza tribale per percussioni e flauto, “Blissing Me” viene suonata per arpa e acqua, letteralmente, con degli hangpan immersi in una vasca.
Lo spettacolo è centrato attorno alle canzoni del penultimo disco "Utopia": “Cornucopia” è uno show iniziato nel 2019, e quella che vediamo è una versione aggiornata con alcuni brani dell’ultimo “Fossora”. Ma la title track è uno dei momenti più intensi, gabber acustico con flauto e cassa dritta (dopo il tormentone di questa estate si può ancora usare questa espressione?).
La grande e stupenda contraddizione di questo spettacolo è che musicalmente sarebbe da ascoltare in un posto più raccolto, un teatro, ma la produzione è enorme ed immersiva, richiede lo spazio del palco di un palazzetto. Teatro sul palco, teatro digitale immersivo tridimensionale su schermi e tende, con i visual che accompagnano le performance - un lavoro corale diretto dalla regia di Lucrecia Martel, con la collaborazione di artisti come Tobias Gremmler, Andy Huang, Nick Knight, M/M, e la scenografia di Chiara Stephenson.
Un concerto, uno show, una performance totale, un’installazione artistica: “Cornucopia” è tutte queste cose assieme. Un’esperienza unica: una musica complessa, in certi momenti anche troppo, che va ben oltre la forma canzone; una voce che può cantare melodie che non sono melodie e creare comunque un incantesimo, una messa in scena che non è il solito spettacolone fatto di effetti speciali “wow”, ma un racconto, la costruzione di un mondo in cui perdersi. Quello che la musica dovrebbe sempre essere.
Si replica a Bologna il 23 settembre: imperdibile.
Scaletta
The Gate
Utopia
Arisen My Senses
Ovule
Show Me Forgiveness
Venus as a Boy
Claimstaker
Isobel
Blissing Me
Interlude
Victimhood
Fossora
Atopos
Features Creatures
Courtship
Pagan Poetry
Losss
Sue Me
Tabula Rasa
Bis
Messaggio di Greta Thunberg
Mycelia/Interlude
Future Forever
Notget