Notte della Taranta: un viaggio nel tempo per cambiare il futuro

Il resoconto dell'evento tenutosi a Melpignano (LE)

200 mila: è il numero di persone che il 26 agosto ha partecipato alla 26esima edizione della Notte della Taranta a Melpignano (LE) nell’ex piazzale degli Agostiniani - evento che sarà trasmesso il prossimo 4 settembre su RAI 1 a partire dalle ore 23:25, con la regia di Stefano Mignucci, le scenografie di Marco Calzavara e la fotografia di Marco Lucarelli- 140 mila in più rispetto alla serata delle prove (60 mila partecipanti).

Il cast di questa edizione ha visto Fiorella Mannoia nel ruolo di Maestra concertatrice, le coreografie sono state a cura di Francesca Romana Di Maio; gli arrangiamenti di Carlo Di Francesco – Orchestra Popolare – Clemente Ferrari; gli interpreti- che si sono esibiti singolarmente e hanno accompagnato gli ospiti e la stessa Mannoia- sono stati Antonio Amato, Giancarlo Paglialunga, Salvatore Galeanda, Enza Pagliara, Stefania Morciano, Alessandra Caiulo e Consuelo Alfieri.

Il Concertone ha avuto inizio alle ore 22:30 circa con l’omaggio di Fiorella Mannoia a Gigi Chiriatti- il direttore artistico del Festival Itinerante scomparso di recente - al quale ha dedicato il brano “Un giorno di venerdì”; un' interpretazione satura di emozione e malinconia verso una persona scomparsa di recente; l’artista, commossa, ha terminato il brano con queste parole: “Alla memoria, al ricordo, alla tradizione, a Gigi Chiriatti che per la Notte della Taranta è stato tutto questo. Questa sera balliamo anche per lui”.

Questa edizione, come già accennato, ha come tema principale l’identità, intesa secondo la visione di Italo Calvino espressa in "Le civiltà delle macchine": “L’identità è un fascio di linee divergenti che trovano nell’individuo il punto d’interesse”; concetto che si accompagna con la celebrazione della donna nella tradizione popolare, raccontata da Alfieri, Caiulo, Morciano, Pagliara, Amato, Galeanda, Paglialunga in la “Pizzica di San Vito”, e Salvatore Galeanda in un brano in arbëreshë dal titolo “Ec ec”.

Dopo aver commosso il pubblico con il brano sanremese “Tango”, Tananai- accompagnato dagli interpreti Alfieri, Caiulo, Morciano, Pagliara- si mette alla prova con la canzone salentina “Ri ro la la”.

Il giovane artista, come ha dichiarato la Mannoia, ha rappresentato “il momento della novità, perchè si è messo a disposizione per interpretare una musica in lingua salentina”; il momento in cui tradizione e contemporaneità si sono incontrate creando un momento di coesione e di “ibridazione” (citando Brunori Sas).

Tananai ha trascinato il pubblico con l’entusiasmo di chi sta facendo qualcosa di nuovo e vuole mostrarlo agli altri, ma non solo e va oltre al momento di ilarità: l’artista sale sul palco indossando una camicia con la scritta “Adesso basta. Nessun’altra”, facendo riferimento alla violenza sulle donne, realtà preoccupante che anche negli ultimi giorni ha interessato le pagine dei media e scosso le coscienze.

Si prosegue con le esibizioni di Consuelo Alfieri nel brano “L’acqua de la funtana” e Amato, Galeanda, Paglialunga in “Taranta de Lizzano”, e con “Taggiu Amatu” interpretato da Fiorella Mannoia, la quale ha introdotto il brano con queste parole: “Un tempo le donne dovevano sottostare alle richieste dei mariti solo in quanto mogli, ma l’amore dev’essere condiviso, essere consenziente. Amore è stare bene, è il piacere di stare insieme e desiderarsi l’un l’altro. Niente di più”.

Non solo l’amore coniugale: l’interprete romana porta sul palco “Bocca di rosa” di Fabrizio De André- insieme a Enza Pagliara, Stefania Morciano, Alessandra Caiulo e Consuelo Alfieri - e omaggia l’indipendenza della donna, il potere decisionale sul proprio corpo al di là dei concetti e preconcetti; le cantanti si guardano negli occhi e si raccontano la storia di Bocca di Rosa che “lo faceva per passione”, “portando a spasso per il paese l’amore sacro e l’amore profano”, nonostante gli sguardi della gente.

È il turno del primo ospite, Brunori Sas- presentato dalla maestra concertatrice come “uno degli uomini più simpatici”, nonché “grande artista”- per interpretare “Lule Lule”, un brano in arbëreshë; in merito all’interpretazione di brani in altre lingue, in conferenza l’artista ha dichiarato: “Mi sono reso conto che cantando in altre lingue cambia il mio modo di cantare, scoprendo qualcosa di diverso, ed è molto interessante. L’altro aspetto è scoprire una grande familiarità: il sud è unito da questo fil rouge”.

La Notte della Taranta continua con la “Pizzica di San Marzano” eseguito da Stefanio Morciano, e con la “Pizzica di Aradeo” portata sul palco da Tananai, il quale alla fine del brano si toglie la camicia per mostrare meglio la scritta al pubblico.

A fine interpretazione viene raggiunto da Fiorella Mannoia che ha affermato: “Ti voglio ringraziare davanti a tutto il pubblico di Melpignano per aver accettato l’invito. Grazie di cuore…Prima che vai via, voglio questa camicia, su cui c’è scritto ‘Adesso basta. Nessun’altra’. Grazie di cuore”.

La maestra concertatrice resta sul palco e canta “Madonna de lu mare”, scritta da Massimo Marangi; spiegando: “Ho ascoltato la canzone, questa preghiera, e mi sono innamorata di questa versione così toccante. Spero che emozioni voi tanto quanto ha fatto con me”.

È il turno di Giancarlo Paglialunga con “Santu Paulu” e Alessandro Caiulo con “Beddhra ci dormi”. I due interpreti lasciano il posto a Fiorella Mannoia, che continua con quello che in conferenza stampa ha definito “il momento di alzare la voce” contro la violenza, la cultura del patriarcato e le dinamiche tossiche che compongono “Fimmene Fimmene”: “Le donne che lavoravano il tabacco erano brave, veloci, ma erano donne e quindi venivano pagate di meno, anche se lavoravano di più. Potevano essere soldate dagli uomini ed erano alla mercè dei padroni che le usavano per i loro piacere. Tante cose non sono cambiate: molte storie sono simili. Questa canzone è il nostro grido”.

Brunori Sas ha raggiunto sul paco Fiorella Mannoia, intriducendo il brano “Aremu” con questo pensiero: “Ho cantato, ho urlato, a maggior ragione perché sono masculo, visto quello che accade quotidianamente”. Mannoia ha aggiunto: “Questo è un percorso che dobbiamo fare insieme, mano nella mano. Uomini e donne si devono aiutare per cambiare questa mentalità. Dobbiamo farlo insieme”.

L’evento è proseguito con “Stornelli” intonata da Alfieri, Caiulo, Morciano, Pagliara, Amato, Galeanda, Paglialunga, fino all’arrivo del terzo ospite, Arisa, con il brano “Ferma zitella”.

In abito nero di pizzo, Arisa è commossa, emozione e amarezza sono trasparite, in particolare nelle parole intonate “sola, sola”; un’interpretazione arrivata dritta al cuore del pubblico che ha ascoltato e cantato con lei una storia che sì ha radici nella tradizione e nel passato, ma che ancora oggi fa parte della vita di molte persone. Questa contemporaneità è stata riportata dalle note di “La notte”, brano composto da Giuseppe Anastasi (dell'album “Amami”) e portato sul palco dell’Ariston da Arisa nel Sanremo 2012.

Dopo l’esibizione di Alfieri, Caiulo, Morciano, Pagliara, Amato, Galeanda, Paglialunga con “Lu Zinzale”, e con la “Pizzica di Stifani”, sul palco è arrivato uno degli strumenti cardine della tradizione popolare: il tamburello.

Carlo Di Francesco - percussionista, musicista, che ha curato gli arrangiamenti dell’evento - si è esibito con i tamburellisti Carlo De Pascali, Roberto Chiga, Gioele Nuzzo, Alessandro Chiga, proponendo una ronda sonora che ha coinvolto fortemente il pubblico che ha risentito il richiamo delle proprie origini in quei ritmi.

La tradizione in musica è andata avanti con “La Cardilleddhra” cantata da Enza Pagliara e dopo qualche piccolo problema tecnico Arisa è tornata con “Lu ruciu de lu mare” e, questa volta, l’atmosfera è diversa dal precedente brano: in abito rosso, l’artista balla con il corpo di ballo, portando la storia de “la figlia de lu re”, interpretandone i sentimenti, facendoli prima suoi e poi del pubblico. Sul palco della Notte della Taranta Arisa non si è risparmiata e il pubblico non può far altro che applaudire e riconoscere il suo talento. Fiorella Mannoia l’ha raggiunta: “Arisa sei meravigliosa! Sono felice di averti qua e sai quanto ti stimi. Io stimo questa donna e quando canta ci fa sognare. Grazie di cuore!”

Siamo ormai alla fine con la “Pizzica di Ostuni”, eseguita da Alfieri, Caiulo, Morciano, Pagliara, Amato, Galeanda, Paglialunga  e “Aria caddhipulina” cantata da Antonio Amato.

Le luci della Notte della Taranta sono vicine a esser spente e Fiorella Mannoia, Arisa, Tananai e Brunori Sas - accompagnati da Alfieri, Caiulo, Morciano, Pagliara, Amato, Galeanda, Paglialunga - salutano il pubblico con “Calinitta buonanotte”.

Fiorella ha concluso ringraziando la Fondazione della Notte della Taranta che la scelta come maestra concertatrice, gli ospiti, l’orchestra, e tutti coloro che hanno contribuito a rendere l’evento una festa in cui si è celebrato l’identità e la tradizione; al pubblico: “Ho ballato tutto il tempo perché con la taranta non si può stare fermi. Sono stata tarantata anche io! Spero che vi siate divertiti come noi, abbiamo fatto del nostro meglio e speriamo di esserci riusciti”.

E' ormai circa l’una e il pubblico viene salutato da una performance collettiva, dove Brunori Sas suona un tamburello, Tananai abbraccia i componenti dell’orchestra, Arisa balla insieme a Fiorella Mannoia e ai ballerini del corpo di ballo.

Si è conclusa così la 26esima edizione della Notte della Taranta, la festa che attraverso la musica e le danze ha messo in contatto la tradizione e la contemporaneità così da vedere cosa le accomuna, nel bene e nel male, e cosa si può fare per andare oltre senza perdere la forza delle proprie radici e dare un futuro migliore a tutti.

 

La Notte della Taranta 2023: line up

“Un giorno di venerdì” – Fiorella Mannoia

“Pizzica di San Vito” - Alfieri, Caiulo, Morciano, Pagliara, Amato, Galeanda, Paglialunga

“Ec Ec” - Salvatore Galeanda

“Tango” - Tananai

“Ri lo la la” - Tananai

“L’acqua de la funtana” - Consuelo Alfieri

“Taranta de Lizzano” - Amato, Galeanda, Paglialunga

“T’aggiu amatu” – Fiorella Mannoia

“Bocca di Rosa” - Fiorella Mannoia

“Lule Lule” – Brunori Sas

“Pizzica di San Marzano” - Stefanio Morciano

“Pizzica di Aradeo” - Tananai

“Madonna de lu mare” – Fiorella Mannoia

“Santu Paulu” - Giancarlo Paglialunga

“Beddra ci dromi” - Alessandra Caiulo

“Fimmine fimmine” – Fiorella Mannoia, Alfieri, Caiulo, Morciano, Pagliara

“Aremu” - Brunori Sas

“Stornelli” - Alfieri, Caiulo, Morciano, Pagliara, Amato, Galeanda, Paglialunga

“Ferma Zitella” - Arisa

“Lu Zinzale” - Alfieri, Caiulo, Morciano, Pagliara, Amato, Galeanda, Paglialunga

“Pizzica di Stifani” - Amato, Galeanda, Paglialunga

“La Cardilleddha” - Enza Pagliara

“Lu ruciu de lu mare” - Arisa

“Pizzica di Ostuni” - Alfieri, Caiulo, Morciano, Pagliara, Amato, Galeanda, Paglialunga

“Aria Caddhipulina” – Antonio Amato

“Calinitta” - Fiorella Mannoia- Arisa- Tananai- Brunori Sas, Alfieri, Caiulo, Morciano, Pagliara, Amato, Galeanda, Paglialunga.

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