Preservativi e calciobalilla: le strambe richieste per i camerini

Che cosa vogliono gli artisti nel backstage? Lo abbiamo chiesto ad alcuni importanti promoter.
Preservativi e calciobalilla: le strambe richieste per i camerini
Credits: Luigi Rizzo / Concessione in uso a Rockol

Naif, stravaganti, assurde: alcune delle richieste fatte dagli artisti per i camerini nel backstage strappano un sorriso, altre fanno sgranare gli occhi. In mezzo alle giuste pretese di avere un luogo adeguato per cambiarsi i vestiti, per fare una doccia, per bere e mangiare qualche cosa di gradito, rilassandosi prima e dopo la performance sul palco, ce ne sono altre che fanno letteralmente ammattire i promoter. Alcuni esempi? Preservativi, la lettiera di un gatto per fare pipì in attesa di suonare, caramelle divise per colore, un finto bicchiere di whisky.

Lo scorso luglio Fabrizio Gargarone, direttore artistico del Flowers e dell'Hiroshima Mon Amour, ha pubblicato una lettera su Facebook, che ha avuto ampia diffusione sui social, in cui ha lodato la professionalità di Edoardo Bennato e allo stesso tempo ha stigmatizzato alcuni atteggiamenti degli artisti di oggi. Qui potete leggerla nella sua interezza. C’è un passaggio che si collega alla ricerca che abbiamo portato avanti per questo articolo: “Ormai per fare una data con un artista di nome, ballano migliaia di mail, milioni di mail, che trattano lo scibile umano dai soldi al cibo preferito, loghi, foto, minchiate… su cui lavorano legioni di persone tutte in copia magari su un problema del cazzo tipo il fatto che il backliner del batterista, (che magari fa pure schifo), non mangia il pollo – scrive Gargarone - quindi mi raccomando eh! Nel menù del backliner del batterista, (cha magari fa pure schifo), non ci sia pollo! Interviste? Mhh difficile, forse una. No, non prova arriva 10 minuti prima perché ha uno shooting, brand, etc. L’albergo mah, vedo di farglielo passare. Come? Non avete un’area VIP? Cioè non avete un open bar per i nostri sponsor? Oh nella mail del 27/4 mandata alle 11.12 c’era scritto che la vodka in camerino deve essere Beluga Gold Line! Giornalisti e fotografi locali, no grazie”.

E così, sull’onda anche di questo sfogo, abbiamo chiesto ad alcuni promoter italiani, molto attivi nell’organizzazione di concerti nazionali e internazionali, di raccontarci alcune stramberie inserite nei rider. Riporteremo il tutto senza citare i promoter e gli artisti per non mettere in difficoltà alcun protagonista, non ce ne sarebbe ragione. Il rider è la raccolta di tutte le informazioni che l’organizzatore dell'evento deve sapere riguardo alla band o all’artista che si esibirà: è qui che si consuma la fiera della creatività nel campo delle richieste. C’è chi ha chiesto un calciobalilla nuovo, di quelli pesanti da spiaggia, per giocare con i propri musicisti prima di cantare. Una famosa band internazionale ha richiesto una lettiera del gatto, con ovviamente la sabbietta dentro, per urinare a pochi minuti dalla chiamata sullo stage, il tutto per non perdere tempo andando a cercare i bagni.

C’è chi ha preteso di essere accompagnato da un autista a comprare un Rolex per salire sul palco “come da tradizione” con un nuovo orologio tutte le sere e anche chi si è raccomandato di avere un bicchiere rigorosamente scuro con dentro Coca-Cola per simulare una bevuta alla goccia di un whisky davanti al pubblico. Insomma, un brindisi fake. Supposte, erbe calmanti, radice di zenzero, una bicicletta elettrica per girare nel backstage, uno skateboard, caramelle divise per colore nei barattoli, delle infradito fuxia e non di altri colori, cibo per cani e gatti, una confezione di preservativi marca Durex: tutto questo è spuntato nei rider di vari artisti in modo da poter avere il backstage che sognavano. Se messo tutto insieme, sembra una spesa al supermercato o il risultato di una giornata di shopping. Se ve lo state chiedendo, ve lo sveliamo: no, i preservativi non sono stati concessi.  

 

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