A volte ritornano: la storia di Morgan a "X Factor"

Ricordate questi momenti di show?
A volte ritornano: la storia di Morgan a "X Factor"

Se X Factor fosse una serie TV o un grande romanzo popolare, Morgan sarebbe il suo (anti)eroe. Il protagonista indiscusso di questa straordinaria epopea televisiva, che ha legato indissolubilmente il suo nome a quello del programma. E non solo perché è il giudice che nella storia del talent a livello mondiale ha vinto il maggior numero di edizioni: cinque in tutto (le prime tre consecutivamente), su sette partecipazioni totali. Ma perché ha scritto, o contribuito a scrivere, alcune delle pagine più memorabili della storia del programma, tra polemiche, sfuriate, vere e proprie liti e pure figlicidi. Ora è ufficiale: Morgan tornerà a sedere dietro al bancone dei giudici del programma di Sky per l'edizione 2023, la diciassettesima, in onda a partire da settembre. Era il 2014, esattamente otto anni fa, quando le strade di Morgan e di X Factor si separarono, e pure in malo modo. “X Factor sembra un organismo che sta implodendo, che si auto fagocita. È molto interessante il fatto che crei sé stesso, e si nutra di ciò che crea, già avevo questa sensazione un po’ inquietante quando vedevo che venivano come grandi ospiti quelli che nella stagione precedente erano dei concorrenti”, diceva solamente mese fa Morgan, lanciando l’ennesimo attacco al programma, salvo poi accettare l’invito degli autori.

La lite con Fedez

Morgan è stata la persona che mi ha insegnato a fare tv. Il primo anno mi diceva: ‘Quanto prendi per fare il giudice? Per arrivare al mio cachet devi aggiungere al tuo uno zero’. Alla fine dell’ultima puntata gli dissi: ‘Ti ricordi quello zero? Ora è mio’”: raccontava Fedez l'anno scorso in occasione della conferenza di presentazione dei live di X Factor 2022, che avrebbero segnato un primo riavvicinamento tra Morgan e il format (il cantautore fu ospite di due puntate). Bizzarro che a spezzare una lancia in favore del cantautore brianzolo sia stato proprio quello che dietro al bancone delle ultime edizioni del talent al quale partecipò come giudice fu il suo nemico numero uno. L’arrivo di Fedez a “X Factor”, nel 2014, segnò la fine del regno di Morgan. Lo scontro tra i due, violentissimo, si consumò durante la sesta puntata dell’ottava edizione del talent, quando Morgan, che quell’anno guidava la squadra dei gruppi, dopo l’eliminazione dei The Wise, degli Spritz For Five e dei Komminuet rimase senza concorrenti. E sfogò la sua rabbia nei confronti del rapper, che l’aveva attaccato: “Tu sei completamente risucchiato dal metodo televisivo e non te ne frega niente dei ragazzi. Sei schiavo di questa cosa”, l'accusa di Fedez, all'apice della popolarità dopo hit come "Cigno nero" e "Magnifico" e con due dischi, "Sig. Brainwash - L'arte di accontentare" e "Pop-hoolista", ai vertici delle classifiche. “Se c’è una persona che non c’entra niente con la televisione, qui, sono io. E tu sei un ignorante. Alla televisione interesso io, a me non interessa la televisione”, rispose Morgan. La lite andò avanti per più di dieci minuti, con Mara Maionchi, conduttrice dell’”Xtra Factor”, il talk in diretta subito dopo il termine della puntata, a fare da mediatrice tra i due (senza successo). Ad un certo punto Morgan si alzò in piedi e rispose ai fischi del pubblico con il dito medio.

Ancora gestacci

Una scena già vista, dai fan di “X Factor”. Era il 2009, “X Factor” faceva ancora parte del palinsesto di Rai2 e Morgan quell’anno capitanava una giuria composta insieme a Mara Maionchi e a Claudia Mori, subentrata dopo le prime due edizioni storiche a Simona Ventura. Nella decima puntata del talent i giudici furono chiamati ad assegnare ai rispettivi concorrenti cover di hit di Michael Jackson, il Re del Pop scomparso quello stesso anno. La moglie di Adriano Celentano decise di assegnare a Paola, tra i membri della sua squadra, quella degli over 25, “I just can’t stop loving you”. L’esibizione non convinse Morgan, che iniziò ad attaccare la cantante, in diretta: “Non ti piaceva? Ti ho sentita un po’ fredda”. La risposta di Claudia Mori non si fece attendere. Nella mischia finì anche il conduttore, che era ancora Francesco Facchinetti, accusato da Morgan di essere un “populista demagogo retorico vuoto”. Il pubblicò in studio lo fischiò e il leader dei Bluvertigo di tutta risposta mostrò con entrambe le mani il dito medio, ripreso dalle telecamere. Show.

I "figlicidi" televisivi

Non basterebbe un libro per raccontare la storia di Morgan a “X Factor”, elencando tutti gli episodi che hanno segnato le sue partecipazioni al talent e che in un modo o nell’altro hanno fatto scuola, anche per i format concorrenti. Come quella volta – anzi, quelle volte – che arrivò a scontrarsi in diretta con due dei suoi pupilli. La prima vittima del complesso di Medea di Morgan fu Matteo Becucci, cantante livornese che all’epoca della partecipazione alla seconda edizione del talent, nel 2009, aveva 38 anni (oggi ne ha 52 e lavora per lo più in teatro). Durante la quarta puntata fu attaccato furiosamente dal suo mentore davanti a tutti, dopo un’esibizione così e così sulle note di “Mille giorni di te e di me” di Claudio Baglioni: “Ieri tu ti sei presentato alle prove. Due volte hai fatto suonare la base e non hai aperto bocca. Eri di spalle. Io voglio che tu ti renda conto che non sei Al Jarreau. Ora ho capito perché a 38 anni non avevi ancora combinato niente. Sto avendo la percezione precisa di qual è la differenza tra cantare bene ed essere degli artisti”, lo umiliò Morgan. Una strategia televisiva che aveva lo scopo di suscitare nel pubblico una sorta di compassione nei confronti del cantante, entrato nel cast da outisder e uscito da vincitore a sorpresa, battendo per sedici (tele)voti di differenza in finale i The Bastard Sons of Dioniso. Morgan ripeté l’operazione l’anno seguente con Marco Mengoni, tra i cantanti in gara nella categoria dei ragazzi dai 16 ai 24 anni – non c’era ancora la distinzione tra uomini e donne – capitanata dal frontman dei Bluvertigo. Il figlicidio si consumò al termine dell’esibizione del cantante laziale sulle note di “My baby just cares for me” di Nina Simone, che gli era stata affidata da Morgan nonostante le sue perplessità: “Mi è sembrato esattamente identico a tutti gli altri. Un normalissimo cantante: banale e normale. Volevo far capire a questo ragazzo, che io ho ritenuto sempre molto simpatico, che gli ho dato la possibilità di entrare nel mio lavoro non soltanto qui nel mio ruolo momentaneo di giudice. Smettila di non apprezzare quello che faccio nei tuoi confronti, perché prima o poi mi rompo i coglioni – tuonò Morgan, infastidito da una clip, trasmessa dagli autori prima dell’esibizione, in cui Mengoni manifestava le sue perplessità sull’assegnazione del giudice – da adesso ti tratterò come uno normale. Vuoi che ti tratta come uno normale? Sei semplicemente un cantante. Non sai neanche scrivere canzoni. Io gli ho fatto un regalo clamoroso e questo mi ha sputato in faccia”. Come si concluse l’avventura di Mengoni a “X Factor” è storia nota: il cantante trionfò in finale, l’inizio della sua ascesa da star del pop tricolore.

La polemica con i discografici per gli inediti: "Indecenti"

In quella che fu la sua ultima partecipazione come giudice a “X Factor” nell’era di Rai2 – le dichiarazioni sulle droghe alle quali si lasciò andare pochi mesi dopo gli costarono non solo l’esclusione dal Festival di Sanremo, ma anche il posto in giuria nella quarta edizione del talent – Morgan non mancò di attaccare pesantemente anche i discografici della Sony Music che assegnavano gli inediti ai cantanti arrivati alle fasi finali del programma. Fu commentando “Fuori c’è il sole”, affidata a Silver, altro talento della sua squadra, che Marco Castoldi puntò il dito contro i capoccioni dell’etichetta per la quale firmavano i concorrenti: non solo definì “indecente” il brano affidato al cantautore bergamasco (“Morgan fece un po' di casino, ci teneva a me. Il singolo di fatto non uscì, a differenza degli inediti degli altri, per questioni legali. Decisi di non rinnovare il contratto discografico, terminati i 90 giorni dopo la fine del programma”, avrebbe ricordato lui qualche anno più tardi, a Rockol), ma accusò i discografici di aver “riciclato” l’inedito affidato a Mengoni, “Dove si vola”, sostenendo che inizialmente fosse destinato a un’altra concorrente, Chiara, poi eliminata. Raccontò inoltre di aver composto di suo pugno un pezzo per Mengoni, esattamente come aveva fatto l’anno precedente per gli ARAM Quartet, che con “Chi (Who)” vinsero la prima edizione del talent. Ma il brano era stato scartato. Fun fact: quando Mengoni, pochi mesi dopo la vittoria a “X Factor”, si presentò in gara tra i big del Festival di Sanremo con “Credimi ancora”, nell’edizione segnata dall’esclusione dello stesso Morgan, quest’ultimo accusò il cantante e gli autori della sua canzone di aver plagiato parte dell’inedito che aveva scritto per lui.

“Sono tanti anni che faccio questa trasmissione e conosco le regole. Lascio ‘X Factor’ per sempre’. Arrivederci. Credo di non avere più niente a che fare con le derive che ha preso questo programma. Vi ringrazio, è stato bello”, polemizzò Morgan nel 2014, al termine di una puntata, minacciando il suo addio al programma. Era stato di parola. Almeno fino ad oggi.

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