Steve Albini, i lavori segreti all'album "In utero" dei Nirvana
Il produttore Steve Albini in una intervista rilasciata alla rivista britannica NME è tornato a parlare delle storiche sedute di registrazione con i Nirvana dell'ultimo album della band guidata da Kurt Cobain, “In Utero” (leggi qui la recensione) uscito nel 1993.
Il 62enne Albini ha rivelato fino a che punto lui e la band si sono spinti per tenere segreti i lavori: "Ho dovuto fare tutto il possibile per tenerli nascosti per essere sicuro che non fossimo assediati dai fan e dalle sciocchezze". Questo ha fatto sì che giunsero a prenotare lo studio in un luogo misterioso utilizzando uno pseudonimo ispirato all'universo dei Sex Pistols.
Va ricordato che nel 1993 i Nirvana, dopo l'uscita nel 1991 dell'album “Nevermind” (leggi qui la recensione) erano diventati delle superstar a livello planetario. Steve Albini non aveva mai incontrato la band prima della loro collaborazione, ma sapeva che avrebbe dovuto trovare un luogo piuttosto appartato dove fosse possibile concentrarsi unicamente sul lavoro al nuovo disco. Fu così che si recarono ai Pachyderm Studios, a circa 40 miglia da Minneapolis, persi nelle foreste del Minnesota. "Era abbastanza lontano da ogni frequentazione sociale della band e non avremmo avuto intorno ogni giorno una fottuta troupe televisiva oppure degli spacciatori in cerca di affari. Dovevamo essere sicuri che non ci fosse una fuga di notizie."
Albini ha poi proseguito dicendo: "Non volevo che lo studio lo sapesse, quindi ho prenotato lo studio con lo pseudonimo 'Simon Ritchie Band', che era ovviamente il vero nome di Sid Vicious. Fino a quando non iniziarono ad arrivare le casse il giorno prima che cominciammo a lavorare, nessuno lo sapeva... nemmeno i proprietari dello studio sapevano che i Nirvana avrebbero registrato lì".
Al di là della segretezza, Albini sostiene che non accadde nulla di straordinario in studio di registrazione. "Mi spiego, a parte il fatto che i Nirvana erano estremamente famosi. Questa era l'unica stranezza." Al di fuori della musica, Steve Albini negli ultimi tempi si è distinto nel circuito del poker professionistico. Lo scorso autunno, per esempio, si è aggiudicato un premio di circa 200.000 dollari in un torneo delle World Series di Poker.