Joe Satriani: "La tecnica serve per esprimersi"
È dal 2018 che Joe Satriani manca live dall’Italia. Doveva esserci nel 2020, ma la pandemia ha modificato i piani: il tour previsto, dopo uno slittamento, è saltato. Lo possiamo rivedere sui nostri palchi con ben cinque live a partire dal 24 aprile: Il virtuoso chitarrista italo americano partirà da Milano (24 aprile), sarà poi il 26 a Napoli (Teatro Augusteo), il 28 a Lecce (Teatro Politeama Greco), il 29 a Roma (Auditorium Conciliazione); il 30 arriverà a Firenze (Teatro Verdi) e l’ultimo appuntamento sarà il 2 maggio a Bologna (Europauditorium).
Dopo la forzata pausa Joe Satriani torna alla musica live anche se il blocco pandemico non ha fermato la sua vena creativa e tra il 2020 e il 2022 ha pubblicato due album: “Shapeshifting” (2020) e “The Elephants of Mars” uscito ad aprile 2022.
Nato nel ’56 a Long Island i suoi nonni erano immigrati in America a inizio secolo scorso. Satriani è considerato uno dei “guitar hero”, ispirato dai grandi chitarristi del passato e a sua volta ispiratore (e maestro) per le generazioni successive. Una lunga carriera che lo ha anche visto collaborare con parecchi artisti, in formazioni dinamiche e variabili.
Ora che è tornato all’attività live il suo “Earth Tour” lo vede impegnato in concerti in giro per il mondo. Lo abbiamo raggiunto, molto disponibile, per farci raccontare dei prossimi concerti e altro.
Il concerto e il tour
Che tipo di concerto stai portando in giro?
In questo tour stiamo facendo quella che chiamiamo “una serata-spettacolo”, il che significa che non abbiamo altre band o artisti che aprono per noi. Saliremo sul palco e suoneremo due set di circa un'ora e 20 minuti ciascuno: quindi è un lungo spettacolo. Faremo almeno 25 delle 300 canzoni tra cui possiamo scegliere. Con me ci sono Kenny Aronoff alla batteria, Bryan Beller al basso e Rai Thistlethwayte alle tastiere e chitarra ritmica. Ogni sera mettiamo in scena il solito spettacolo ad alta energia che amiamo fare in giro per il mondo.
Perché il tour si “intitola” “Earth”?
È uno scherzo (Ride). L'ultimo album s’intitola “The Elephants of Mars” E quindi pensavamo fosse divertente far sembrare che venissimo da Marte per fare un tour speciale sulla Terra.
Cosa significa stare sul palco e suonare dal vivo?
Oh, è fantastico. Mi piace stare sul palco improvvisare e suonare con i miei amici. Conosci i ragazzi della band e sai che stai mettendo in scena un grande spettacolo, lavorando insieme a tutta la troupe. E, naturalmente, la cosa principale è condividere la passione e l'esperienza con il pubblico che è davvero un partner al 50% nello spettacolo. È bello non sapere mai cosa verrà fuori ogni sera quando sali sul palco. Quindi è sempre molto eccitante e ogni volta hai una performance fresca e nuova.
Preferisci stare sul palco o in studio a creare?
Ci sono tre fasi differenti. Adoro davvero stare da solo e scrivere musica senza alcuna interruzione. Quando ho finito non vedo l’ora di andare in studio, lavorare con i tecnici e i produttori per creare quella che diventerà la versione definitiva, quella registrata delle canzoni. E una volta che ho finito questa fase, desidero ardentemente la terza parte, che è uscire e suonare la musica di fronte alle persone e vedere come si sviluppa, come si trasforma in qualcosa di ancora più grande delle registrazioni originali. Poi però a un certo punto mi stanco così tanto di viaggiare per il mondo che voglio tornare a casa e stare di nuovo da solo e iniziare a scrivere.
La chitarra e il rock oggi
Qual è il ruolo della chitarra nella musica attuale?
Beh, penso lo sappia anche tu, che le nuove generazione cambiano velocemente e ognuna si fissa su uno strumento particolare, a seconda anche del carisma degli artisti. Quindi a volte si concentra di più su, diciamo, sassofono o piano o batteria o sulla chitarra. Con l'avvento della musica in televisione e poi su Internet, un ruolo essenziale l’ha raggiunto l’immagine. Negli anni ‘50, quando iniziò il rock’n’roll, la televisione era ancora limitata. Quindi le persone ascoltavano la musica più di quanto la vedessero. Oggi la gente vede forse più di quanto ascolti. Ciò significa che c’è un'enfasi diversa sul mondo artistico e trovi persone che hanno un bell'aspetto e funzionano bene con l’immagine e sono quelle che arrivano in cima. Quindi penso che ci sia stato un cambiamento in termini di prodotto finale. Ma anche questi artisti che si esibiscono davanti alla telecamera senza strumenti, quando poi sono a casa prendono in mano la chitarra, il piano, il basso e scrivono canzoni quindi penso che tutti gli strumenti siano ancora integri nel processo creativo. Ma penso che il risultato finale commerciale cambierà sempre un po' con le tendenze.
Ti consideri un artista rock? La tua musica è rock?
Sì, io sono un ragazzino della generazione anni ’50 e mi piace che il concetto di musica rock sia così ampio e includa praticamente qualsiasi stile che pensi possa far passare “il messaggio”. Il jazz classico, il reggae, il blues, in realtà sono molto rigidi, con ciò che consentono ed è ammissibile all'interno dello stile e così quel genere resta un po’ fine a sé stesso. È come quando ascolti la musica EDM (Electronic Dance Music), non senti assoli di chitarra o di sassofono, perché secondo questi artisti non vanno bene, non sono funzionali a quella musica. Ma la musica rock ha sempre afferrato qualsiasi cosa. I Beatles hanno davvero mescolato tutto, hanno portato così tante cose nella loro musica. Lo stesso hanno fatto altre band come i Cream e Hendrix. Non voglio usare il termine world music perché sembra far pensare a stili più etnici, ma la musica rock porta scale e ritmi da qualsiasi parte del mondo e lo fa con l'atteggiamento e lo stile. Quindi questo lo rende super interessante per me come chitarrista. Continuo a pensare che il rock prosperi proprio per questo, perché è molto inclusivo.
L’importante sono le dita e la conoscenza stilistica
Sei considerato uno dei più grandi e importanti chitarristi. Come ti senti in questo ruolo?
Non mi sento affatto così (ride). Quando suono penso: lo farò bene come ieri? Penso alle mie dita. Come si sentono oggi? Come sono i calli? Ieri sera, ad esempio, avevo un dito che mi faceva male mi stava davvero uccidendo, è stato difficile raggiungere le note alte. Quindi penso a questo e non ad altre cose. Penso solo agli aspetti pratici dell'essere un chitarrista e a cosa devo fare per mantenermi in forma, così posso suonare bene per i miei fan.
Come si riesce a unire tecnica ed emozioni?
Ogni volta che insegno e ho a che fare con dei ragazzi che vogliono solo suonare e non studiare devo convincerli in qualche modo a ripassare e familiarizzare almeno con tecniche diverse che è un modo per espandere il loro vocabolario musicale. Mi vien in mente il paragone con uno scrittore o un poeta, che vogliono esprimersi e conoscono solo 60 parole. Stanno limitando la capacità di comunicare perché hanno solo pochi termini per descrivere i sentimenti e proporre ulteriori e fantastiche idee. Ma se conoscono 1000 parole, che siano giornalisti o poeti o scrittori di narrativa o saggistica, sono meglio attrezzati per comunicare sentimenti e idee con il loro pubblico. Se poi conoscono 10.000 parole e sanno davvero come usarle, migliorano sempre di più. Anche per un musicista è così, perché il nostro lavoro è quello di suonare per le persone e fornire musica che possano usare come colonna sonora della loro vita. La musica va usata proprio come farebbe un pittore che sa di avere accesso a tutti i colori, come uno chef che conosce tutte le spezie e gli ingredienti. Un musicista dovrebbe anche essere il più possibile “attrezzato” e conoscere tutte le tecniche per trasmettere l'emozione. Sono quindi favorevole a far conoscere agli studenti tutte le diverse tecniche e lasciare che decidano su quali vogliono concentrarsi per far emergere emozioni e raccontare la storia al pubblico.
Per ora solo il live
Il tuo ultimo disco risale all’anno scorso. Hai qualcosa di nuovo in arrivo?
Non adesso. Negli anni di pandemia abbiamo avuto tempo per pubblicare due album completi. Ora stiamo facendo un tour per questi dischi, stiamo raggiungendo il nostro pubblico e suonandoli per loro. Abbiamo molti spettacoli in tutto il mondo, ci stiamo concentrando su questo. Una volta che il tour sarà finito inizieremo a lavorare su del materiale nuovo.