Steve Hackett temeva i fan non avrebbero capito "Supper's Ready"
L'ex chitarrista dei Genesis ricorda come chiese alla band di fare un brano molto lungo
Credits: Vincenzo Nicolello / Concessione in uso a Rockol
Lo scorso anno, nel corso di un episodio del Mitch Lafon and Jeremy White Show, l'ex chitarrista dei Genesis Steve Hackett ha rivelato come fu lui a spingere la band britannica verso l'idea di proporre una canzone di lunga durata, che poi si concretizzò nei 23 minuti di "Supper's Ready" nell'album “Foxtrot” del 1972. Con buona onestà ha voluto sottolineare come avesse il timore che i fan avrebbero potuto non comprendere una scelta di questo genere.
"Supper's Ready" è composta da un movimento diviso in sette parti e fu un deliberato tentativo di allontanarsi dal formato del classico singolo ed è finito per diventare un marchio di fabbrica dei Genesis dell'era di Peter Gabriel.
Steve Hackett ha spiegato come l'ispirazione gli era venuta dall'album “Sgt. Pepper” ( leggi qui la recensione ) dei Beatles "dove si ha una connessione tra le canzoni, ci sono dei passaggi, rimane l'atmosfera. Da un'epoca in cui gli album regnavano sovrani, nessuno voleva essere visto solo con un singolo di successo, perché questo ti banalizzava".
Il chitarrista ha poi continuato dicendo che l'idea si è fatta definitivamente largo dopo aver visto i King Crimson collegare tra loro le canzoni durante i loro concerti. "Dissi ai Genesis, 'Mi chiedo se possiamo fare un brano lungo per davvero. A condizione che lo si faccia per bene con i controcazzi, possiamo farlo funzionare.'”
Steve Hackett ha inoltre ricordato come ci sia voluto del tempo per sviluppare tutto ciò di cui avevano bisogno per rendere possibile il progetto, inserendo "Mellotron, sintetizzatore e i giochi delle luci". Una volta che i Genesis ebbero tutto ciò di cui avevano bisogno ci vollero circa due settimane per mettere insieme
"Supper's Ready"
, il tutto venne poi potenziato dal talento di
Peter Gabriel
per la recitazione che dava ancora più vita alle canzoni.
Hackett ammette però che comunque aveva un certo timore: "Quando tutto fu fatto, non ero sicuro se la nostra casa discografica, per non parlare dei fan, avrebbe accettato questo lavoro. Pensavo che forse avrebbero detto: 'Ragazzi, questa volta siete andati troppo oltre. È tutto finito.' Lo so, i Beatles si sono sentiti allo stesso modo con Sgt. Pepper. A quel tempo durante le interviste erano molto nervosi, dicevano che non erano sicuri che il pubblico fosse pronto per qualcosa del genere. Quindi penso che ci trovassimo in una situazione simile."
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