La rivincita di Raye è una fuga dalle major

"Escapism" è la rivincita dell'ex autrice di Beyoncé e John Legend: un fenomeno da raccontare.

Quella di Raye è sostsanzialmente una delle più grandi storie recenti di vendetta, nel pop internazionale. Comincia con la firma per una multinazionale e finisce con una hit finita in testa alle classifiche mondiali, ma da indipendente. Il nome di Rachel Keen, classe 1997, partita dalla zona sud di Londra alla conquista del music biz, circolava nella scena pop già da anni prima della crescente esplosione, iniziata lo scorso ottobre, di “Escapism”: entrata nel giro giusto ancor prima di attirare l’attenzione della Polydor - che nel 2014 l’avrebbe messa sotto contratto - a partire dal 2016 Raye comincia a firmare come autrice brani poi incisi da star come Charli XCX, Jax Jones, le Little Mix, Rita Ora, John Legend, Ellie Goulding, David Guetta e pure sua maestà Beyoncé, affermandosi come una delle penne più cercate e richieste del pop d’altaclassifica. L’autoraggio è in realtà solo un mezzo attraverso il quale Raye cerca la svolta: arrivare a metterci la faccia. Ma non tutto va secondo i piani. È il 2021 quando la cantautrice sbotta, in un tweet destinato a sollevare, nell’industria discografica, non poche riflessioni e a spingere altre colleghe a condividere sfoghi simili (a partire da Halsey): “Ho firmato un contratto per quattro dischi nel 2014, ma non mi è mai stato permesso di pubblicare un solo album. Tutto quello che mi interessa è la musica. Sono stufa di soffrire per questo”.

Due anni dopo la condivisione di quel tweet, Raye è finalmente in testa alle classifiche mondiali. Non come autrice, ma come cantautrice. Con una canzone cantata da lei. E ora guarda dall’alto quasi tutti gli artisti per i quali, negli anni, ha firmato hit restando sempre nell’ombra. Dopo la rottura con la Polydor, la voce di “Escapism” si è rimessa in gioco da indipendente, rimboccandosi le maniche. Giocandosi il tutto per tutto: “Ora c’è più potere per gli artisti indipendenti e per gli artisti che non hanno grossi sostegni economici per portare la loro musica a più orecchie. Il bisogno, da parte degli artisti, di queste enormi infrastrtture sta diminuendo - ha detto, in una lunga intervista a Vulture, riferendosi alle multinazionali - spero che si capisca sempre di più che non devi incidere necessariamente per una major per avere una carriera nel mondo della musica”.

I numeri parlano di un fenomeno da raccontare. Anticipazione dell’album “My 21st Century blues”, uscito lo scorso febbraio, “Escapism” - che Raye ha inciso insieme alla 25enne femcee statunitense 070 Shake, vero nome Danielle Balbuena, lanciata da Kanye West - da ottobre ad oggi ha totalizzato su Spotify 378 milioni di streams complessivi a livello mondiale. Complice anche un grosso successo su TikTok, dove la hit è diventata virale: il brano è stato utilizzato in oltre un milione di clip pubblicate sul social network. Complice una martellante campagna mediatica, che ha visto Raye esibirsi anche in due dei salotti tv più popolari, il “Late with Jools Holland” nel Regno Unito e il “The Late Show with Stephen Colbert” negli Usa, “Escapism” è da settimane un successo al di là e al di qua dell’Atlantico: ha venduto l’equivalente di 30 mila copie in Austria e Norvegia, 45 mila copie in Danimarca, 600 mila copie nel Regno Unito, un milione di copie negli Usa. In Italia la canzone si è aggiudicata il Disco d’oro per l’equivalente di 50 mila copie vendute.

Un lisergico inno dark pop, il singolo - scritto insieme a Mike Sabath, già autore di successi per Lizzo, Meghan Trainor, Liam Payne, Little Mix e Selena Gomez - è nato in una capanna di tronchi nello Utah: “Abbiamo noleggiato un’auto e siamo andati lassù, in pieno inverno. ‘Escapism’ racconta la storia di una fuga. Il testo parla dell’importanza di lasciarsi andare, uscire da soli. È frutto di un periodo disordinato (allude a esperienze con droghe e alcol per dimenticare la fine di una relazione, ndr), ma come esseri umani si tratta solo di sopravvivere”.

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