I Boomdabash profumano già d'estate, Sfera è la sagra dei cliché

Sfera, Ernia, Bresh e i Boomdabash: i nostri commenti ai nuovi singoli usciti oggi.
I Boomdabash profumano già d'estate, Sfera è la sagra dei cliché
Credits: Marta Bandino / Concessione in uso a Rockol

Bresh e i Boomdabash profumano già d'estate con due nuovi brani che molto probabilmente canteremo nei prossimi mesi. Ernia alza il livello di un singolo già pubblicato, e lo fa insieme a Mara Sattei, con cui confeziona un remix, mentre Sfera, nonostante la collaborazione di spessore internazionale con Luciano, non riesce a uscire dal consueto recinto di cliché. Abbiamo selezionato alcuni dei nuovi singoli più rilevanti del New Music Friday di oggi, venerdì 7 aprile, e li abbiamo ascoltati per voi. Ecco le nostre sensazioni.

Boomdabash - "L'unica cosa che vuoi"

Parte come un pezzo dei Thegiornalisti, poi parte un ritmo in levare alla chitarra acustica da spot del Cornetto Algida, prima della cassa in quattro del ritornello: “Per ogni tua foto venuta mossa / amami fino a spaccarmi le ossa / guardami come se fossi l’unica cosa che vuoi”. L’estate è più o meno alle porte e i Boomdabash, che sui tormentoni estivi hanno costruito buona parte della loro carriera e della loro discografia (e qui si affidano anche alla penna di Olly, rivelazione dell’ultimo Festival di Sanremo con “Polvere”, tra gli autori del brano), vogliono farsi trovare pronti. “L’unica cosa che vuoi” è già in pole position nella corsa al tormentone dell’estate 2023: “Passerò un’estate diversa da quella di un anno fa / resterò nelle foto he ricordano i momenti distratti”. Sembra già di vedere la marea di reel con la hit in sottofondo. (M.M.)

Mecna feat. Drast - "Mille voci"

A 36 anni Corrado Grilli continua a raccontare i sentimenti con disarmante semplicità. Pazienza che le ragazzine che al liceo ascoltavano “Disco inverno” oggi siano donne mature, adulte, magari anche con figli. Per Mecna il tempo sembra non essere mai passato: “Se mi spogli non mi togliere i vestiti, strappa via la pelle proprio / vedrai cosa succede dopo”, rappa, in un testo che “parla di orgoglio e frasi non dette, della difficoltà di esprimersi e della paura di dirsi addio”. In “Mille voci” con lui c’è Drast, ideale metà degli Psicologi, con il quale aveva già collaborato i “Neverland”, più giovane di lui di quattordici anni: “Mi ha mandato questo pezzo di cui mi sono subito innamorato e da lì è nata la collaborazione”, spiega Mecna. Il singolo è il primo antipasto del nuovo album del rapper, “Stupido amore”, che uscirà il 5 maggio: “Credo sia uno dei miei album più maturi”, assicura lui. (M.M.)

Paola Turci - "Fiore di ghiaccio"

Proseguono le manovre di avvicinamento al prossimo album di inediti della cantautrice romana, a quattro anni da “Viva da morire”. Dopo “Caramella”, Paola Turci torna con “Fiore di ghiaccio”: un brano molto classico nella struttura e nelle sonorità, tra acustica e orchestra. Il testo, scritto dalla stessa cantautrice insieme a Giuseppe Anastasi (l’autore delle hit di Arisa) e Diego Calvetti, che firma anche la produzione del brano, parla di un tentativo di riconciliazione che fatica ad arrivare tra madre e figlia, due “pianeti ormai distanti”. Intenso. (M.M.)

Bresh – “Altamente mia”

Prodotta da Shune, la canzone racconta la fine di una storia d’amore attraverso un susseguirsi di fotografie della vita quotidiana di una coppia ormai al capolinea, ma che non riesce a dividersi, attaccata ai ricordi, ma anche all’ansia del futuro. Il pezzo, con alcune frasi aspre e controverse alla Vasco, è costruito intorno a un giro di chitarra, ha un bel ritornello e ricalca tutti gli stilemi di immaginario sonoro e testuale, spesso dolce-amaro, del cantautore genovese. Durante il tour estivo la si canterà a squarciagola. (C.C)

Ernia e Mara Sattei – remix “Il mio nome”

Il remix della canzone originale, che su Spotify ha oltre 8 milioni di ascolti e fa parte dell’ultimo album del rapper “Io non ho paura”, vede la partecipazione di Mara Sattei. In questo nuovo vestito si sente ancora di più l’intento di omaggiare la tradizione del rap dei primi anni 2000 e ci sono anche dei rimandi più pop e r’n’b al sound delle Destiny Child. Il feat è convincente, a tratti si trasforma in un vero duetto e il brano ne beneficia. Un gioco delle parti, una versione più interessante, ampliata e riuscita di quella pubblicata in precedenza, ma che non aggiunge nulla di nuovo al campionario di Ernia. (C.C)

Sfera Ebbasta e Luciano – “Orange”

Feat internazionale per Sfera Ebbasta che, insieme al collega Luciano, non si tuffa nelle atmosfere caramellate a cui a volte ci ha abituato, ma preferisce immergersi nell’urban. Nonostante l’inizio solenne, con un sample di musica classica, il pezzo non raggiunge vette particolari, ha molto di già sentito ed è un ennesimo tripudio di cliché. Sembra uno scherzo, ma non lo è, Sfera dice “qualche cosa di nuovo” e strappa un sorriso: “lei mi guarda, vuole fare un porno. Dico: ‘Baby, c’ho un figlio non posso’ Mi risponde che vorrebbe il prossimo”. (C.C)

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