Rondodasosa: il primo live a Milano del “rapper più odiato”
Il concerto inizia con una risurrezione, da una bara. Come il wrestler Undertaker. Si alza dal feretro e squarcia il buio. Puro show. E la mente riavvolge il nastro della sua storia: “In Italia nella musica fanno la mafia. O ti unisci a loro oppure contro mezza Italia”. E ancora: “Molti mi odiano, ma la tasca è sempre piena. Molti mi odiano, in fondo ne vale la pena”. Parole come rasoi quelle di Rondodasosa che già nel “Lemon Pepper freestyle” del 2021, sulla base della traccia omonima di Drake e Rick Ross, picchiava forte.
Ponte con la scena estera
L’artista di Toronto, tra l’altro, è fan suo e del collettivo di cui il giovane rapper fa parte, “Seven 7oo”. Fece sgranare gli occhi un suo commento sotto un post di Rondo. Intrecci straordinari per il rap tricolore che oggi ha proprio nella voce di San Siro un puledro da corsa su terreno internazionale, come dimostra la sua capacità di tessere legami con artisti (Central Cee, Russ Millions, Gazo, per citarne alcuni) e realtà estere, cercando di portare il nostro Paese ad avere un peso nella scena hip hop mondiale. Un esempio? Il prossimo luglio parteciperà al Rolling Loud, uno dei festival di musica hip hop più importanti su scala internazionale. Rondo sarà l’unico italiano nella line-up, che include anche star come Travis Scott e Playboi Carti. “New York”, il suo nuovo singolo drill, teso e aggressivo, con il campionamento suggestivo di “Right Here, Right Now” di Fatboy Slim, con tanto di video girato nella Grande Mela, è il capitolo più recente di questa apertura all’estero.
Giudizio sul live
E quando Nko, producer genietto, scultore del suono di Seven 7oo, fa partire la nuova traccia al Fabrique di Milano, sembra di percepire una scossa di terremoto. Tutto il collettivo Seven 7oo (Sacky, Vale Pain, Neima Ezza, Keta e Kilimoney) sale sul palco e alcuni ragazzi iniziano a ballare freneticamente la drill. Quello di Rondo è un live muscolare, elettrico, a tratti oscuro, dove le canzoni con testi scarni e beceri sono in secondo piano rispetto all’energia che sprigionano. Svettano pezzi aggressivi come “Sin Cara”, in cui rappa “son stato con i randagi e son stato con Beppe Sala”, ricordando la visita a Palazzo Marino nel 2021, ma ci sono anche alcune melodie più dolci come quelle di “Autostop”.
Nel suo complesso, però, il concerto, della durata di due ore, ha vari stacchi non calibrati e a livello performativo e tecnico non è ancora a fuoco. In parte ha ragione Marracash, quando dice che non ha senso giudicare in modo troppo severo i primi live dei rapper usciti negli ultimi anni, spiegando che, come tutti, hanno bisogno di formarsi e masticare palchi, soprattutto dopo il vuoto dei concerti durante la pandemia. È sotto i riflettori del club di via Gaudenzio Fantoli che Rondo, fra bandane, cappellini, balaclava e giacche blu, colore distintivo suo e dei suoi fan, si presenta per la prima volta con una performance a Milano dopo l’annullamento del daspo urbano che gli impediva di esibirsi all’ombra della Madonnina e che lo ha portato a trasferirsi a Londra per un periodo.
Free Baby Gang
È lo stesso provvedimento che, a seguito di alcune risse, colpì nel 2021 anche Baby Gang, oggi in carcere per ulteriori vicende giudiziarie. È dedicato al rapper di Lecco, amico e sodale di Seven 7oo, il coro “Free Baby” che a un certo punto rimbomba nel club. “Perché impedire loro di suonare? Di guadagnare soldi per uscire dal disagio? Se uno sbaglia è normale debba pagare, ma bloccare ogni attività a chi, con la musica, prova a cambiare vita, per me alimenta solo altri problemi”, si era esposto così Gué a proposito del daspo che impediva a diversi rapper, fra cui Rondo, di potersi esibire.
Rondo oggi ha quasi 4 milioni di ascoltatori su Spotify, trascinato anche dal suo primo album, “Trenches Baby”, uscito a fine 2022 per Warner. Il pubblico che assiste al live, per la sua varietà, è impossibile da definire: in un Fabrique non del tutto pieno si confondono bambini accompagnati da genitori, maranza (l’evoluzione contemporanea del tamarro) e tanti ragazzi di seconda e terza generazione, quell’intreccio di culture ben rappresentato dalla multiculturalità di “Seven 7oo”, altro aspetto sociologicamente interessante del collettivo di San Siro. Un gruppo impegnato anche nel sociale, al fianco di don Claudio Burgio che guida la comunità Kayrós.
Conflittualità
Mattia Barbieri, questo il suo vero nome, classe 2002, in primis per il sound, non si è mai riconosciuto nello Stivale, ma ha sempre avuto lo sguardo rivolto verso l’Inghilterra e l’America. Tre anni fa Rondo è arrivato come un tornado, non solo per la diversità di sound e flow con cui si è presentato, tutto orientato verso il genere drill, ma anche per la conflittualità e il modo di vivere le periferie. Le vicende giudiziarie in cui è finito in mezzo e la rivalità con altri rapper come Shiva e Paky sono alcuni degli elementi che lo hanno portato ad autoproclamarsi e a essere indicato, perfino da alcuni media, come il “rapper più odiato d’Italia”.
Per "Plugged In", trasmissione di Fumez The Engineer, nel 2021 ha realizzato un freestyle dove ha insultato Sfera Ebbasta e la sua compagna Angelina, dimostrando di voler tagliare il cordone ombelicale con la scena del 2016, quella a cui tutti i rapper di nuova generazione sentono di dovere qualche cosa. Rondo no. E non è un caso che sul palco del Fabrique, gli ospiti della scena siano centellinati: Anna, con cui ha una forte amicizia nata prima della notorietà, il suo gruppo Seven 7oo, Artie 5ive e Capo Plaza, uno di quelli che ha creduto subito nel potenziale di Rondo. Assente Lazza, un altro che lo ha sempre supportato.
Mattia
Questo clima ardente che lo avvolge, se rimane a livello musicale e non sconfina in modo irruento con atti di delinquenza nella realtà, fa parte del grande gioco del rap. Viene in mente quando Rondo si fece notare, in occasione degli Europei di calcio del 2021 con la frase “Arrivo in Inghilterra, Elisabetta non mi inchino”, contenuta nel brano “Louboutin”, e diventata virale sui social fra le indignazioni degli inglesi sconfitti in finale dall’Italia. Quello che spesso non si vede di tutto questo game portato all’eccesso, fra realtà e risvolti a volte torbidi, non di semplice comprensione, è comunque la volontà di un ragazzo, proveniente da un contesto difficile, di farsi strada con la musica in modo nuovo. Diverso. Che piaccia o no.
“Con Vale Pain rubavamo le giacche all’Hollywood per pagarci la serata, oggi abbiamo la musica…”, dice Rondo prima di un duetto con l’amico. Questo aspetto di “rivalsa” umana e sociale, ancestrale mito del mondo rap, è quello che, maggiormente, il pubblico gli riconosce, oltre alla capacità di essere "internazionale". Per restare nel tempo, però, servirà molto altro. In un momento preciso del live Rondo si gode quel boato che a lungo gli è stato negato. “Io ho solo voi…”, dice con la voce rotta, emozionata. Lì, in quell'istante, non è “il rapper più odiato d’Italia”, è semplicemente Mattia.
Scaletta:
Trenches baby
Drillmoon
Tokyo
Movie
Eurovision
Chinga
Sin Cara
Ready 4 War con Artie 5ive
Autostop
Yamaha
Blue Cheese
Slime
Scusa
Slatt con Capo Plaza
Body con Capo Plaza
Babe con Anna
Lei con Neima Ezza
Tonight con Vale Pain
Louboutin con Vale Pain
Shawty con Sacky
Seven Zoo con Seven 7oo
Dubai
Sturdy
Face to face
New York