David Byrne: "Ho gestito male lo scioglimento dei Talking Heads"
Nel corso di una intervista con il giornalista e conduttore televisivo Anderson Cooper David Byrne, ripensando a come finì la storia dei Talking Heads, ha ammesso onestamente che è "molto possibile" che abbia gestito male lo scioglimento della sua band.
Riferendosi al tour del 1983/84 dei Talking Heads il 70enne Byrne ha dichiarato: "Diventai, credo, un po' ossessivo. In quel momento potrei non essere stata la persona più piacevole con cui avere a che fare."
A partire da lì qualcosa iniziò a non funzionare più molto bene all'interno del gruppo e nonostante la band proseguì a pubblicare album – l'ultimo, “Naked” nel 1988 – qualcosa si era rotto e nel dicembre 1991 si capì che la storia era finita. A quel punto però David Byrne aveva già iniziato ad avviare progetti solisti al di fuori dei Talking Heads.
"Diventai una persona più tranquilla e iniziai a scrivere canzoni di diverso genere, canzoni che forse non erano altrettanto strane e angosciose, quindi i fan erano probabilmente delusi. 'A noi piaceva il ragazzo eccentrico' oppure ' Ci piaceva il ragazzo che lottava con se stesso e passava un momento difficile. E io ho pensato: 'Perché lo dovreste desiderare? Per il vostro divertimento.'"
Non c'è mai stato un annuncio ufficiale sullo scioglimento dei Talking Heads. Il batterista Chris Frantz nel 1992 al Los Angeles Times dichiarò quanto segue: "Per quanto ci riguarda, la band non si è mai veramente lasciata. David ha deciso di andarsene". Byrne ha detto di non sapere se le voci secondo cui i suoi compagni di band hanno sentito parlare della rottura sui media fossero vere, ma ha ammesso di non averne parlato correttamente con loro. "Penso che sia molto probabile che io non abbia gestito la cosa nel miglior modo possibile.”
Quanto a una possibile reunion dei Talking Heads David Byrne è molto fermo sulla sua posizione: "Dopo un po' mi sono reso conto che ero molto felice di fare le molte cose diverse e i diversi generi musicali che facevo. Allora ho pensato: 'Perché dovrei scambiare la mia felicità per un po'di denaro?'".