Kali Uchis alza ancor di più l’asticella, stavolta
Stavolta canta solamente in inglese, esplicitando le sue ambizioni. Il titolo di reginetta del latin pop comincia a starle stretto, d’altronde. Kali Uchis, ora, vuole conquistare il mondo, giocando nel campionato principale. Venerdì la 28enne cantautrice statunitense, nelle cui vene scorre sangue colombiano (da parte del padre, originario di Pereira), spedirà nei negozi e sulle piattaforme di streaming il suo nuovo album, il terzo della sua carriera. “Red Moon in Venus”, questo il titolo, arriva dopo “Isolation” del 2018 e “Sin medio (del amor y otros demonios” del 2020, che lo scorso settembre permisero a Kali Uchis di diventare la prima artista femminile dell’universo latin a superare il traguardo del miliardo di ascolti complessivi su Spotify con i suoi album. Centrando un obiettivo che campionesse dello streaming come Camila Cabello e Karol G, del suo giro, non avevano mai conquistato nel corso delle rispettive e pluripremiate carriere.
Con gli ultimi singoli, “No hay ley” e “I wish you roses”, oltre 60 milioni complessivi tra ascolti su Spotify e visualizzazioni su YouTube, ha alimentato le grosse aspettative legate al suo nuovo progetto, come conferma la richiesta di biglietti per i suoi prossimi show sui palchi di festival come il Coachella, il Lollapalooza, l’Estéreo Picnic e quelli del tour in Nord America con tappe in città come Austin, Miami, New York, Chicago, Philadelphia e Boston, in attesa di rivederla in Europa - dove manca dal 2018 - e magari anche per la prima volta in Italia. Dei due singoli, nel disco ci sarà solamente “I wish you roses”, che ha inaugurato questa nuova fase della carriera della cantautrice, all’insegna della svolta con testi in inglese. Karly Loaiza, questo il vero nome della popstar, ha lavorato ai brani insieme a autori, musicisti e produttori come i britannici Daniel Traynor (nome d’arte Grades, già al fianco di Ellie Goulding, Becky Hill, Lianne La Havas e i Bastille) e Alexander Shuckburgh (ha lavorato con Jay-Z, Alicia Keys, Nas e Kendrick Lamar), star della scena urban americana come Rodney Jerkins (in arte Darkchild, braccio destro in passato di di Mary J- Blige, Monica, Destiny’s Child), Dj Khalil, oltre che con Benny Blanco e Cashmere Cat (entrambi in “Moonlight”).
Kali Uchis ha sempre sottolineato la sua poliedricità (mettere insieme Colombia e California, vintage e contemporaneo, tra Amy Winehouse e Rihanna), caratteristica che sin dall’Ep “Por vida” del 2015 le ha permesse di conquistare l’attenzione di addetti ai lavori e colleghi come Miguel, Daniel Caesar, Gorillaz, Tyler the Creator e Bootsy Collins, che l’hanno voluta nei rispettivi progetti, permettendole di farsi notare in featuring di ottimo livello. In “Red Moon in Venus” spazia dall’r&b al pop, dal soul all’urban, giocando con un immaginario sexy ma mostrandosi nei testi anche una gran romanticona: “Il messaggio è l’amore - spiega lei - ‘Red Moon in Venus’ è un’espressione senza tempo e scottante che indica il desiderio, il cuore spezzato, la fede e l’onestà e riflette la divina femminilità della luna e di Venere. La luna e Venere lavorano insieme per favorire gli aspetti chiave dell’amore e far funzionare la vita domestica. Questo album rappresenta tutti i livelli di amore: il lasciar andare le persone senza risentimento, attrarre l’amore nella propria vita e l’amare sé stessi. Molti astrologi credono che la luna rossa possa far girare le proprie emozioni vorticosamente e questo è ciò che il mio disco meglio rappresenta”.
Nel 2021 la sua “Telepatia”, uno dei singoli inclusi in “Sin miedo (del amor y otros demonios)”, è stata la canzone in lingua spagnola di un’artista solista rimasta più a lungo nella classifica generale Billboard Hot 100 in questo decennio (per un totale di ventitré settimane di permanenza nella classifica). Non solo: è stata anche la prima artista femminile a raggiungere da sola, senza duetti, la vetta della Billboard Hot Latin Songs chart dopo nove anni: prima di lei ci era riuscita solamente la popstar messicana Paulina Rubio con “Me gustas tanto”, nel lontano 2012. A questio giro, Kali alza ancor di più l’asticella. E il mondo l'aspetta.