Slowthai è tornato più punk che mai
Il suo nuovo singolo “Selfish” ha letteralmente folgorato i fan. Slowthai è tornato più punk che mai, intenso e disturbante: rappa e sputa parole con un flow figlio dell’underground su una base elettronica scalpitante che non lascia respiro se non nell’eterea parte centrale. Se “Selfish” è solo un assaggio di quello che sarà il nuovo Slowthai, le premesse sono di altissimo livello. Anche il video contribuisce a creare un’atmosfera angosciante: il rapper è intrappolato dentro una casa di vetro e per reazione ne distrugge l’interno, sfogandosi in modo distruttivo e trasmettendo un clima di asfissia. Il pezzo parla di scelte personali, del contare su se stesso e sull’influenza che gli altri hanno sulle nostre vite: “Le vittorie vengono tutte dalle sconfitte”, dice in un flusso di coscienza.
Con il singolo l’artista britannico ha anche annunciato la data d’uscita del suo prossimo album “Ugly”: il nuovo lavoro uscirà il 3 marzo via Method Records, facendo seguito a “Tyron” del 2021. Il titolo è un acronimo di “U Gotta Love Yourself”, monito che Slowthai si è tatuato sul viso come si vede nell’artwork del disco e nelle foto promo. “Non importa cosa o chi le persone pensano che tu sia, devi solo rimanere fedele e rispettare te stesso. Ho ‘Ugly’ tatuato sul mio viso perché è un promemoria per amarmi, piuttosto che mettermi costantemente a terra o sentire l'impressione che le persone hanno di me. Non voglio che ciò determini chi sono – ha scritto Slowthai - alla fine della giornata, l'arte che faccio è per me stesso, e la musica che faccio è per me stesso, se mi diverto allora chi se ne frega del resto. Quindi, il modo in cui dovrei vivere la mia vita dovrebbe essere senza alcuna aspettativa riferita a qualcun altro. Penso che sia qualcosa che tutti abbiamo bisogno di sentire perché tutti hanno bisogno di un sorriso, e tutti hanno bisogno di un po' di gioia. Bisogna guardarsi dentro per capire davvero che non dobbiamo dipendere dai pareri degli altri”.
Prodotto da Dan Carey nel suo home studio nel sud di Londra, l’album ospita anche una serie di artisti come Ethan P. Flynn, Taylor Skye dei Jockstrap e nella title track anche i Fontaines D.C., una delle collaborazioni più attese dell’anno. Nel 2019 Slowthai, classe 1994, pubblica il suo album di debutto nominato al Mercury Prize, “Nothing Great About Britain”, che spiazza tutti con una cascata di brani irriverenti e di stampo fortemente politico contro il governo inglese. “Rappo per chi non trova un posto nel mondo”, racconta questo ragazzo scalmanato che se ne frega dei gioielli e dello status di rapper, presentandosi sul palco in mutande. Il secondo album in studio, oltre ad avere il nome di nascita dell’artista, “Tyron”, uscito nel 2021, invita l’ascoltatore a conoscere più da vicino l’immaginario e il mondo variegato di Slowthai. Parole vomitate fuori, accento di strada, attitudine infuocata e aggressiva, il tutto su basi musicali tese, cariche di intensità e allo stesso tempo poco rassicuranti, Slowthai è uno dei rapper più interessanti degli ultimi anni.