Il disco del giorno: Gene Ammons, "Funky"
Gene Ammons
"Funky" (Cd Prestige 00025218624428)
Il titolo dell’album spiega perfettamente quel che ascolterete al suo interno; musica che attinge direttamente al blues, senza arzigogoli, con assoli lunghi e articolati che vanno tuttavia al sodo senza perdersi in voli pindarici e saldamente ancorati alle classiche dodici battute.
Del resto il sassofonista Gene Ammons il blues lo ha masticato sin da bambino, essendo figlio di Albert Ammons, uno dei maggiori pianisti dell’era boogie-woogie; da lui Gene ha imparato ad avere potenza sul proprio strumento, dispensando frasi robuste e genuine che rendono l’ascolto della sua musica un’esperienza sempre di livello più che soddisfacente. anche se non particolarmente ardita o innovativa.
Verso la metà degli anni ’50, quando la stereofonia cominciò a prendere piede, Ammons realizzò per la Prestige una lunga serie di Hi-Fi Jam Sessions dal carattere informale e rilassato che vedevano coinvolti nomi di prim’ordine della scena jazzistica newyorchese (un altro ottimo album di questa serie è "Jammin’ in Hi-Fi with Gene Ammons").
Spesso i musicisti entravano in studio con pochissima preparazione; ci si accordava su un giro di blues e qualche standard conosciuto, si accendevano i microfoni e si lasciava che la spontaneità e la bravura dei solisti coinvolti facessero il resto.
"Funky", pubblicato nel 1957, non fa eccezione e propone del jazz davvero di qualità, divertente e ottimamente suonato; d’altronde non poteva essere altrimenti, vista la caratura dei nomi riuniti da Ammons in studio con lui. Con una ritmica scintillante come quella formata da Art Taylor alla batteria e Doug Watkins al contrabbasso si può star certi che il fluire della musica sarà sempre grintosissimo e swingante, e se la tromba è suonata da Art Farmer, il sax alto da Jackie McLean, la chitarra da Kenny Burrell e il pianoforte da Mal Waldron il successo è garantito.
In mezzo a questo cast di all-stars Ammons fa un’ottima figura distribuendo col suo sax tenore assoli caldissimi che profumano di blues e gospel mescolato al bebop più rigoroso, graffiando l’aria con i soli di "Funky" e "Pint Size" (composto da Jimmy Mundy, già al fianco di Count Basie), stirando come caucciù le ampie frasi melodiche dell’introduzione di "Stella by Starlight", successivamente affrontata a un tempo medium bounce che permette ad Ammons di sbizzarrirsi in fraseggi impeccabili.
Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.
Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
