David Gray, un capolavoro del cantautorato inglese

Un concerto in streaming per celebrare i 20 anni di “White ladder”
David Gray, un capolavoro del cantautorato inglese

Tecnicamente sono 23 anni: "White ladder", il capolavoro di David Gray, usci nel '99. 22, se ci basiamo sul suo successo, che arrivò l'anno dopo, nel 201 . Ma è uno di quegli anniversari che si sono persi nella pandemia: il cantanutore inglese aveva programmato un tour celebrativo nel 2020, che ha recuperato solo la scorsa estate. E c'è un modo per recuperare tutto: da domani è disponibile un concerto in streaming, acquistabile su Mandolin e visibile per 1 settimana, registrato in uno dei posti più belli del mondo: il Red Rocks Amphiteatre, in colorado (si, quello di "Under a blood red sky" degli U2). Un concerto con l'esecuzione integrale di un album a suo modo storico.

Tra cantautorato ed elettronica

C’è stato un tempo in cui i suoni elettronici erano molto meno mainstream e molto meno “cool” di quanto siano ora. Tranne qualche eccezione. l’elettronica veniva vista con sospetto - soprattutto da chi seguiva ed eseguiva generi classici e tradizionalisti come il rock o il cantautorato. Poi, nella seconda metà degli anni '90 iniziò a succedere qualcosa: il remix di "Missing" degli Everything But The Girl da parte di Todd Terry che diventa un successo, altri cantautori che iniziano a collaborare con DJ (o magari iniziano la carriera proprio con loro, come Beth Orton, aveva debuttato con William Orbit nel '93).
Qualcuno iniziò a parlare di "Folktronica", un termine che non è mai piaciuto a dj e producer come Four Tet (il suo "Pause" del 2001 è considerato un classico del genere).

White ladder

In tutto questo successe la strana storia di David Gray. Inglese, classe '68, una lunga gavetta, tre dischi belli di cantautorato rock tra il '93 e '96 che faticano ad uscire dal circolo degli appassionati,a. Nel 1999 pubblica il quarto album, "White ladder", pa la sua etichetta, la IHT: uno strano ibrido che la sua voce roca e la chitarra con beat elettronici.
 Ebbe un primo successo in Irlanda, ma finisce lì. L'anno dopo l'album viene ripubblicato dalla ATO Records, l'etichetta fondata da Dave Matthews: grazie al singolo "Babylon" che arriva in top 5, diventa un best seller da tre milioni di copie.

Un album che 20 anni dopo, anzi 23,  è bello come il primo giorno: una scrittura intensa, personale, una voce passionale e un senso del ritmo data dalla batteria del suo sodale di allora, Clune, che programmò la drum machine. "Please Forgive Me" rimane una delle canzoni cantautorali più belle di quel periodo, disarmante e coinvolgente con quel break di drum machine che ti rende impossibil rimanere fermo. Fino alla cover finale di "Say Hello, Wave Goodbye", dei Soft Cell, pura emozione per chiude l’album.


“Perché 'White ladder' ha avuto tanto successo?", raccontò qualche anno fa a Rockol David Gray. "Credo che ci fosse un pubblico numeroso, là fuori, che non aspettava altro che di poter ascoltare delle canzoni oneste e sincere che sgorgano dal cuore. Canzoni che basano la loro capacità di seduzione sulla forza delle melodie, piuttosto che sul marketing o sulla costruzione di un'immagine vincente. Oggi che la musica non ha più a che fare con movimenti collettivi, con la rivoluzione sessuale o con quella giovanile, tutti operano in un ambiente molto più isolato. Molti, però, hanno evidentemente trovato facile identificarsi con il senso di disagio e di incertezza che emana dalle mie composizioni"

In Italia questo disco non ha mai avuto il successo d’oltremanica ed è l’occasione per riscoprirlo, anche a due decenni di distanza.

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