Una canzone immortale, la voce di Art Garfunkel
Nella continua avventura (ora in coppia, ora da scoppiati) di Simon & Garfunkel, quello dei due che è rimasto più in ombra è il secondo; ma è indiscutibile che senza la voce angelica e le armonie vocali di Art Garfunkel, le canzoni cantate in duo sarebbero tutta un’altra cosa. Oggi il musicista newyorkese compie 81 anni e per festeggiarlo al meglio abbiamo preso in mano l'ultimo album pubblicato dai due nel 1970, "Bridge over troubled water". Più sotto la nostra recensione di quel capolavoro.
I numeri, innanzitutto: oltre dieci milioni di copie vendute, 85 settimane nelle classifiche americane (di cui 10 al numero 1), quattro singoli nella top ten e un Grammy come miglior disco dell'anno. Bastano le cifre a spiegare l'importanza di questo capolavoro? Decisamente no. "Bridge over troubled water" è uno di quei dischi che segnano il passaggio di un'epoca, la fine di un'era e l'avvento di una nuova.
E' il gennaio 1970 quando il fantomatico duo pubblica il disco destinato a diventare quello di maggior successo, ma anche il suo canto del cigno. Paul Simon e Art Garfunkel si sciogliereanno, e si ritroveranno solo diversi anni dopo per l'altrettanto storico "Concert in Central Park". Ormai si sopportano poco, l'alchimia funziona ancora musicalmente ma non più umanamente. Simon è la vera mente del duo: scrive le canzoni, mentre Garfunkel si limita a prestare la voce. Dopo anni di amicizia e convivenza saltano fuori le tensioni.
Ma non è questa l'era che finisce. E' un'era ben più vasta: quella del folk-rock-pop americano degli anni '60. Simon e Garfunkel nascono come duo acustico, ma ottengono successo quando aggiungono la batteria a "The sound of silence". Quando fanno diventare il folk più pop, in altre parole. La scrittura di Simon è imbevuta della tradizione popolare americana, ma le sue mire e le sue capacità sono ben più vaste. Questo disco segna la fine di un'era perché porta il folk-pop verso nuovi lidi, contaminandolo e facendolo maturare definitivamente, preparandolo per più ambiziosi orizzonti.
La title track è una splendida ballata per piano, cantata dal solo Garfunkel (si noti che Simon aveva prevalentemente sempre scritto basandosi sulla chitarra acustica e sulle armonie vocali), destinata a diventare immortale. Ma non è l'unica: "The boxer" è più tradizionale nell'impianto musicale, ma è altrettanto memorabile. E poi c'è il gioco con la tradizione musicale extra-anglosassone: la riscrittura del traditional peruviano "El condor pasa" e i giochi ritmici di "Cecilia". Simon è fortemente attratto da queste forme musicali, e lo si capirà fino in fondo anni dopo, quando andrà in Sudafrica a registrare "Graceland", aprendo definitivamente la via all'ingresso della world music nel panorama occidentale.
Finisce un'era e ne inizia un'altra: gli anni '70, musicalmente più complessi e dispersivi, dove la rottura con la tradizione diventa una regola. Simon va avanti da solista, mostrando quanto vale con diversi capolavori. Garfunkel rischia di diventare una voce senza una canzone, e le sue prove sono ben più trascurabili. Ma intanto non potevano lasciare un ricordo migliore di questo "Bridge over troubled water".