Il disco del giorno: Angelique Kidjo, "Logozo"
Angelique Kidjo
Logozo (Cd Mango/Island 162-539918-2)
Meglio sgomberare il campo da equivoci: nonostante Angelique Kidjo sia una delle cantanti africane di maggior successo degli ultimi anni, quest’album con la musica che tradizionalmente viene definita come africana non c’entra moltissimo.
Ci troviamo invece di fronte a un ottimo album pop/dance, dove le influenze tipiche di generi come Zouk e Soukous sono mescolate a suggestioni caraibiche e a passaggi funk ispirati a gruppi come Soul II Soul e Incognito. Nonostante i testi parlino spesso di catastrofi come povertà e sfruttamento in Africa, descrivendo situazioni drammatiche, l’atmosfera musicale del disco rimane sempre molto allegra e ballabile, con l’eccezione della dolce "Malaïka", dalla strumentazione acustica
(senz’altro il brano migliore dell’album, qualcuno forse lo ricorderà nella colonna sonora del film "Caro diario" di Nanni Moretti).
Non è chiaro quanto questa scelta rivolta principalmente verso il mondo delle discoteche e delle classifiche sia opera dell’artista o della casa discografica (e nei dischi successivi la cosa sarà ancora più accentuata), in ogni caso "Logozo" (secondo album pubblicato in Occidente dall’artista del Benin) è un disco di qualità che ci permette di apprezzare le eccellenti doti vocali di Angelique, che oltre ad essere autrice di gran parte del proprio repertorio, assieme al marito Jean Hebrail, è un’artista completa che dà il meglio di sé sul palcoscenico in concerti che riescono a trascinare e coinvolgere le platee di ogni latitudine con performances vocali potenti che contrastano con il suo aspetto minuto.
Strumenti a percussione della tradizione congolese si mescolano a batterie elettroniche, chitarre elettriche, tastiere, sezioni di fiati e sintetizzatori per creare un mix saporito di influenze diverse che oltre a conservarvi il buonumore può essere considerato perfetto per celebrare oggi il Solstizio d’Estate e l’arrivo della bella stagione (era ora!)
Canzoni come "Batonga", "Tchè-tchè", "Ewa ka djo", "Ekolèya", "Ewa Kadjo" sono estremamente piacevoli, ritmate ed orecchiabili; alcuni brani vedono la partecipazione di illustri ospiti come Manu Dibango, Ray Lema e Branford Marsalis ma il centro dell’attenzione in tutto l’album rimane la voce serpentina e tagliente di Angelique, che non si fa intimidire dalle intricate poliritmie degli arrangiamenti sfoderando una grinta di prim’ordine.
Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.
Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
