Il disco del giorno: Bruce Hornsby, "Big Swing Face"

Consigliato e raccontato da Carlo Boccadoro
Il disco del giorno: Bruce Hornsby, "Big Swing Face"

Bruce Hornsby
Big Swing Face (Cd RCA 0786368024-2)

Pianista e cantante di qualità, collaboratore prezioso nei tour dei Grateful Dead e ospite di oltre duecento dischi come tastierista, Bruce Hornsby ha avuto la sventura di esplodere nelle classifiche di tutto il mondo con il suo primo album "The Way It Is", che trainato dall’omonimo singolo imperversò un po’ ovunque nel 1986. A quel lavoro fecero seguito altri ottimi dischi come "Scenes from the Southside", "A Night on the Town", "Harbor Lights", che vedevano Hornsby in compagnia di Pat Metheny, Branford Marsalis, Wayne Shorter, Bonnie Raitt, Joe Henderson, Jimmy Haslip; eppure per il pubblico delle classifiche Bruce rimaneva (e rimane oggi) unicamente l’autore di quel primo successo.

La frustrazione per questa restrittiva collocazione artistica divenne tale che nel 2002 Hornsby decise di realizzare un disco che fosse volutamente il più lontano possibile dal tipico sound che ci si aspettava da lui. Assieme al produttore David Bendeth scelse brani molto più improntati verso il ritmo piuttosto che sulla melodia, carichi di loops campionati e tastiere elettroniche dalla forte impronta pop/dance, dove il pianoforte tanto amato dai fans era pressochè assente. Il risultato fu una catastrofe dal punto di vista commerciale, ma eccezionale da quello artistico e soprattutto segnò un’autentica liberazione per Hornsby, finalmente affrancato dallo spettro del primo album.

La sua voce gira a meraviglia sul pulsare continuo delle basi ritmiche e si integra alla perfezione con i paesaggi sonori che omaggiano gli anni ’70 di canzoni potenti come "Sticks and Stones", "Cartoons and Candy" (in cui appare anche Muddy Waters campionato) e "Take Out the Trash", dove Hornsby ci regala un fenomenale assolo di piano Fender Rhodes dal suono saturo.
Anche pezzi dall’andamento più tranquillo come "The Chill" e "The Good Life" sono sempre ricchi di inquietudine ritmica, con testi sarcastici che denunciano il vuoto di un mondo dedito principalmente al consumismo.
In "No Home Training" e "Try Anything Once" fa capolino persino il rap, cosa che allora fece inorridire i fedelissimi ma in realtà suona perfettamente coerente con le scelte artistiche del disco.

Lo stacco con i lavori precedenti è totale, Hornsby si proietta nel futuro imboccando una strada che il successivo "Halcyon Days" ha solo in parte rettificato tornando verso una direzione maggiormente pop.
 

Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.

Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.

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