Il disco del giorno: Chaka Khan, "Chaka"
Chaka Khan
Chaka (Cd Warner Bros:18P2-2671)
La figura di Yvette Stevens, meglio conosciuta al pubblico come Chaka Khan, troneggia su tutte le interpreti di black music qualificandosi come una delle più grandi cantanti del genere dopo Aretha Franklin e probabilmente l’unica voce in grado di sostenere il confronto con quest’ultima.
Dotata di una sbalorditiva estensione (cinque ottave), di grinta inesauribile e con una personalità leonina che pone immediatamente il proprio marchio anche sul materiale musicale apparentemente più semplice, Chaka ha avuto una carriera discontinua a causa di pessime abitudini personali a base di droga e alcool che le hanno causato non pochi problemi con il mondo del business musicale. La sua discografia di conseguenza varia molto dal punto di vista qualitativo, ma con questo suo primo album si va a colpo sicuro.
Registrato nel 1978 al culmine della propria forma vocale con l’ausilio delle sensibili orecchie del produttore Arif Mardin e dei
migliori strumentisti sulla scena newyorkese, l’album è uno dei capisaldi della musica soul, fresco e vibrante come il giorno della sua uscita; il potentissimo singolo "I’m Every Woman", composto per lei da Ashford & Simpson, è ancor oggi un terremoto di groove funk e continua a mietere vittime in discoteca e alla radio.
La voce di Chaka vola altissima sulle basi strumentali fornite da nomi come Richard Tee, Steve Ferrone, Phil Upchurch, Hamish
Stuart, i Brecker Brothers, Airto Moreira e molti altri ancora, che in un continuo variare di colori strumentali sorretti da un ritmo
knockout premono l’acceleratore in "Life Is a Dance" e "We Got the Love", che vede la partecipazione della voce di George Benson.
Il fascino ammaliante dell’ugola di Chaka si presta naturalmente al sensuale mondo delle ballads, e in pagine come "A Woman
in a Man’s World" e "Love Has Fallen on Me" il risultato è entusiasmante; Mardin comunque opta per un album dal ritmo incalzante e si riprende quota con il funk genuino di "Some Love" e l’ottima versione di "I Was Made to Love Her" di Stevie Wonder.
Il disco rappresenta uno dei culmini della stagione black degli anni Settanta, unendo impeccabile professionalità e perfezione tecnica con una viscerale carica emotiva che porta la voce di Chaka a livelli mai più superati dopo di lei (basti fare il confronto con la tristissima versione di "I’m Every Woman" realizzata da Whitney Houston).
Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.
Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
