Eric Clapton ha ancora il blues
Un telo nero come sfondo, 7 lampade sul palco ad illuminare i membri della band, al lato due schermi che inquadrano soprattutto la Stratocaster o l’acustica, spesso in primissimo piano. Se ti guardi intorno, ti rendi conto che gli sguardi (e spesso i cellulari) sono puntati sugli schermi. il pubblico del forum ha aspettato Eric Clapton con pazienza, e non vuole perdersi nessun dettaglio del suo leggendario modo di suonare la chitarra: tutto lo show, dal palco alle riprese, è costruito per mettere la sei corde in primo piano. Slowhand torna a Milano dopo oltre 20 anni, per un concerto che doveva svolgersi già nel 2020, poi lo scorso maggio: venne rimandato perché aveva preso il covid, quella malattia che lo ha messo al centro di tante polemiche per le sue prese di posizioni filo-complottiste.
Dopo l’opening di Robben Ford, Clapton sale sul palco alle 9 precise: jeans, Nike bianche ai piedi, camicia e gilet. Ha 77 anni, portati benissimo, soprattutto per uno che nel 2014 parlava di ritiro e che ha sostenuto di essere quasi rimasto paralizzato per le reazione avverse di un vaccino… Stasera però non c’è spazio per il Clapton negazionista: neanche una parola se non un “thank you”, solo musica.
E che musica… Lo show è diviso in tre parti, due elettriche inframezzate da una acustica. Quasi sempre lo schema è lo stesso: nella seconda parte della canzone spazio a lunghi e stupendi assoli blues, un po’ come quando una affiatata squadra di basket isola la star per l’uno contro uno che può risolvere la situazione. La squadra è una band di super musicisti (Nathan East al basso, Sonny Emory alla batteria, Paul Carrack e Chris Stainton alle tastiere, Doyle Bramhall alla chitarra, Sharon White e Katie Kissoon ai cori), ma Clapton è un giocatore/chitarrista da hall of fame. Con la voce in perfetta forma, è praticamente immarcabile.
Il risultato è un gran bel concerto, con punte notevoli: la versione reagge di “Tears in heaven” (con citazione di "A whiter shade of pale") e quella di “Layla” nella parte acustica, che riporta Clapton ai tempi dell’Unplugged (un album da oltre 25 milioni di copie…): il “Cross road blues” di Robert Johnson nella parte elettrica, a cui si uniscono classici come “I shot the sheriff”, “Wonderful tonight”, “Badge” dei Cream e ovviamente “Cocaine”, che chiude il set principale prima del bis con Robben Ford.
Una serata con due soli difetti: dalla scaletta è stata tolta “After midnight” l’altra canzone del maestro J.J. Cale resa popolare da Clapton assieme a “Cocaine” - e la durata dello show, un’ora e mezza. Perché avrà anche 77 anni, ma quando non parla di covid e quando suona così, lo staresti ad ascoltare per ore e ore…
SETLIST
Electric Set I:
Tearing Us Apart
Key to the Highway - Cover di Charles Segar
I'm Your Hoochie Coochie Man - Cover di Willie Dixon
River of Tears
I Shot the Sheriff - Cover di The Wailers
Acoustic Set:
Driftin' Blues - Cover di Johnny Moore’s Three Blazers
Nobody Knows You When You're Down and Out - Cover di Jimmy Cox
Layla - Cover di Derek and the Dominos
Tears in Heaven
Electric Set II:
Badge - Cover di Cream
Wonderful Tonight
Cross Road Blues - Cover di Robert Johnson
The Sky Is Crying - Cover di Elmore James & His Broom Dusters
Cocaine - Cover di J.J. Cale
BIS #1
High Time We Went - Cover di Joe Cocker (con Robben Ford)