Il disco del giorno: Sarah Vaughan, "Sarah Vaughan"
Sarah Vaughan
Sarah Vaughan (Cd Verve/Emarcy 543305-2)
Sarà anche vero che, come scrive Mario Luzi, «Il vento è
un’aspra voce che ammonisce»; resta il fatto che di questi ammonimenti continui si comincia ad averne le tasche piene, soprattutto perché si accompagnano invariabilmente a raffiche di pioggia e ad un cielo grigio cemento. Un tempo simile può facilmente indurre alla malinconia, quindi bisogna subito porre rimedio caricando sul lettore Cd questo stupendo disco del 1954 di Sarah Vaughan.
Attraverso una lunga serie di brani lenti, dall’atmosfera avvolgente, l’ugola di Sarah crea incantamenti conversando con ospiti d’eccezione, tra i quali Clifford Brown (tromba), Paul Quinichette (sax), Jimmy Jones (piano) e Roy Haynes (batteria) riuscendo sempre a mantenere altissimo l’interesse d’ascolto attraverso un fraseggio vario e sensibile che non cede mai all’istrionismo, neppure quando Sarah si abbandona allo scat nella celebre versione di "Lullaby of Birdland".
Tutti i solisti ospiti hanno modo di dimostrare in pieno le loro qualità. Brown è come sempre inarrivabile per classe e bravura
strumentale, ogni sua nota assume un’importanza capitale; Quinichette fa capire una volta di più perché il suo soprannome fosse «Vice-Pres», il richiamo allo stile di Lester Young è palese in ogni nota, ma non per questo i suoi interventi sono privi di personalità. Le armonizzazioni pianistiche di Jones in "Embraceble You" sono un modello di esattezza e gusto, che circondano con leggerezza la performance vocale della Vaughan, tra le più commoventi mai consegnate al disco. Il flauto di Herbie Mann è stonatissimo (ascoltate l’ingresso di "Lullaby") ma fortunatamente i suoi interventi sono pochi e tutto sommato riesce a non fare troppi danni. Il tempo si rialza a livelli medium swing in "It’s Crazy" e "You’re Not the Kind", dove Sarah regala alcune tra le sue migliori interpretazioni vocali, sottolineando ogni minima sfumatura dei testi e infondendo qualsiasi nota con
sensualità e infallibile senso del tempo.
Questa nuova edizione ripubblicata dalla Verve possiede una qualità audio eccellente, ricca di calore e perfettamente dettagliata; vi sembrerà di avere Sarah Vaughan nel vostro salotto, impegnata in un concerto realizzato su misura. Alla fine viene voglia non solo di applaudire ma anche di offrire un tè alla bella signora che campeggia in copertina.
Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.
Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
