Il senso di Keith Richards per il fuoco

Il chitarrista dei Rolling Stones in vita sua è sopravvissuto a più di un incendio
Il senso di Keith Richards per il fuoco

Quaranta anni fa, il 2 settembre 1982, la casa di campagna del chitarrista dei Rolling Stones Keith Richards, conosciuta come Redlands a West Wittering, nel Sussex, subì gravi danni a causa di un incendio. Un giornale dell'epoca riportò: "Sessantacinque vigili del fuoco hanno trascorso sei ore a tenere il fuoco sotto controllo. Tre quarti del tetto di paglia sono stati distrutti, insieme a metà del contenuto dell'edificio."

Quella non fu la prima e neppure l'ultima volta che il nome di Keef venne associato a quello delle fiamme. Come riportato da Ultimate Classic Rock, nel 1973 la medesima casa era già andata a fuoco e la sua compagna del tempo, Anita Pallenberg, e i loro figli sopravvissero per miracolo. Cosa realmente accadde è tutto da verificare: Keith Richards disse che l'incendio fu causato da un topo che aveva masticato dei cavi elettrici, altre persone dissero che il musicista si era addormentato mentre fumava scatenando l'accaduto.

Nel 1971, quando i Rolling Stones stavano lavorando all'album “Exile on Main St.” (leggi qui la recensione) in una villa in affitto nel sud della Francia. Richards si addormentò con una sigaretta accesa, poco lucido anche a causa della sua dipendenza dall'eroina, svegliandosi fortunatamente in tempo mentre le lenzuola del suo letto erano avvolte dalle fiamme.



Un altro capitolo del rapporto di Richards con le fiamme risale al 1978. All'epoca il musicista britannico faceva coppia con la modella svedese Lil Wergilis, proprio questa lo avvertì che un incendio era divampato nella casa che avevano affittato nella zona di Laurel Canyon a Los Angeles, i due riuscirono a fuggire prima che crollasse una parte del tetto. L'episodio venne ricordato dallo stesso Richards nella sua autobiografia “Life”: "Abbiamo avuto qualche secondo per saltare fuori dalla finestra. Io ero vestito solo con una maglietta, Lil era nuda.” Quando i due tornarono il giorno seguente trovarono un "grande cartello conficcato nell'erba annerita che diceva: 'Grazie mille, Keith'".

Il fuoco lo ha inseguito anche quando le case non erano sue. Nel 1972 a Chicago i Rolling Stones erano ospiti della Playboy Mansion, con loro anche il sassofonista Bobby Keys. Questo il ricordo di Richards: "Io e Bobby eravamo semplicemente seduti nel cesso, davvero comodo, seduti sul pavimento. Avevamo con noi la borsa del dottore (delle droghe). E a un certo punto Bobby dice: 'C'è del fumo qui dentro.' Io guardo Bobby e non lo vedo. Le tende fumavano. Bussarono alla porta, camerieri e dei ragazzi in abito nero portavano dei secchi d'acqua. Aprirono la porta e noi siamo seduti per terra, i ragazzi si bloccarono. Io dissi loro, 'Ce l'avremmo potuta fare da noi. Come osate irrompere alla nostra festa privata?'".


Più o meno un anno più tardi, la casa del chitarrista degli Stones nel quartiere di Chelsea, a Londra, venne perquisita dalla polizia che rinvenne una vasta gamma di droghe e altri accessori legati all'uso di droga, insieme a un'arma da fuoco senza licenza. Richards se la cavò con una multa neppure troppo ingente. Pensò quindi di celebrare l'evento in una stanza dell'elegante hotel Londonderry House dove, in qualche modo, riuscito ad appiccare il fuoco alla stanza.

E chissà quanti altri episodi rimasti sconosciuti legati al fuoco lo hanno visto protagonista. Ma l'oggi 79enne Keith è sopravvissuto alla dipendenza dalle droghe e agli incendi che questo suo vizio ha procurato. Nel 2016 al CBS Sunday Morning dichiarò che era stato "fortunato" a vivere fino alla vecchiaia e ridendo disse: "Sono pronto ad affrontare il creatore", aggiungendo che aveva parlato con Dio e con lui era "in buoni rapporti".
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