Era malato da tempo: il COVID gli aveva lasciato strascichi pesanti, una seria fibrosi polmonare tenuta sotto controllo con un respiratore ad ossigeno, ma da parecchi mesi si spostava solo in carrozzella. Eppure solo pochi giorni fa aveva tenuto un concerto nell'auditorium Alfano di Sanremo riproponendo il "Concerto Grosso" dei New Trolls.
Nato a Genova il 4 novembre 1949, Vittorio De Scalzi si avvicinò alla musica da giovanissimo grazie agli insegnamenti della madre pianista. Verso la metà degli anni Sessanta, diede poi il via alla sua prima grande avventura musicale fondando insieme al pianista e tastierista Pino Scarpettini i Trolls, quintetto genovese che vedeva tra le fila anche Ugo Guido al basso, Giulio Menin alla batteria e Piero Darini alla chitarra. Pochi anni più tardi finì l’esperienza di Pino Scarpettini con gruppo, la cui storia continuò come New Trolls con Vittorio De Scalzi (voce e chitarra), Nico Di Palo (voce e chitarra), Giorgio D'Adamo (basso), Mauro Chiarugi (tastiere) e Gianni Belleno (batteria e cori). Dopo le prime esibizioni nei locali della città e aver acquisito una certa notorietà tanto da venir scelto come gruppo di apertura dei concerti italiani dei Rolling Stones, la band debuttò discograficamente nel 1967 con il 45 giri di “Sensazioni/Prima c'era luce”. L’anno successivo, oltre a ottenere un ottimo risultato di vendite con il singolo “Visioni/Io ti fermerò”, i New Trolls diedero alle stampe il loro album d’esordio, “Senza orario senza bandiera”, che vide De Scalzi collaborare con Fabrizio De André e il poeta Riccardo Mannerini sulla scrittura dei testi e con Nico Di Palo e Gian Piero Reverberi sulle musiche.
Nel corso della loro carriera i New Trolls presero parte a diverse edizione del Festival di Sanremo e, nonostante una serie di battute d’arresto e cambi di formazione, tra il 1968 e il 1996 diedero alle stampe dodici album in studio, tra cui uno dei dischi considerati una pietra miliare del progressive italiano, “Concerto grosso per i New Trolls” del 1971.
Parallelamente all'attività con i New Trolls, Vittorio De Scalzi si dedicò all’attività di autore per altri artisti, tra cui Mina, Ornella Vanoni e Anna Oxa, e prese parte a una serie di altri progetti. Tra le altre cose, agli inizi degli anni Settanta collaborò con Fabrizio De André suonando la chitarra nell’album “Non al denaro non all'amore né al cielo” del 1971 e due anni più tardi partecipò al disco collettivo con canzoni per bambini, “L’Arca”.
Vittorio De Scalzi ha pubblicato nel 2008 il suo primo album solista, “Mandilli”, a cui ha fatto seguito tre anni dopo il suo secondo disco, “Gli occhi del mondo”. Nel 2012 fece poi parte del progetto volto a raccogliere fondi per l'alluvione di Genova del 4 novembre 2011, Artisti Uniti per Genova, con cui pubblica il brano “Ora che”. Successivamente, oltre a portare avanti una prolifica attività dal vivo e a partecipare al progetto tributo a Francesco Guccini “Fra la via Aurelia e il West”, l’artista ha presentato un altro album solista, “L’attesa” del 2018. De Scalzi, che fino alla fine non ha mai rinunciato al palco e alla musica nonostante i problemi di salute, collaborò inoltre con Nico Di Paolo al disco “Due di noi” (2018) e con i Renanera a “Vento di terra, vento di mare”.
Recentemente Vittorio De Scalzi ha offerto il proprio contributo al documentario “La nuova scuola genovese”, scritto e ideato da Claudio Cabona con la regia di Yuri Dellacasa e Paolo Fossati, volto ad analizza il filo rosso che lega i grandi cantautori della “scuola genovese” come Gino Paoli, Luigi Tenco, Umberto Bindi, Bruno Lauzi e Fabrizio De André ai rapper nati in Liguria che oggi dominano le classifiche italiane. Il fratello di Vittorio De Scalzi, Aldo - con il quale Vittorio ha realizzato all’inizio degli Anni Novanta anche l’album “Sampdoria - Il grande cuore della Sud”, insieme al sodale Pivio (Roberto Pischiutta) ha lavorato sulle musiche originali del docu-film.
Domani 25 luglio alle 18:00 presso la sede del Club Tenco - Premio Tenco, in piazza Cesare Battisti a Sanremo, avrà luogo il funerale in forma laica. Tutti coloro che vorranno dare l’ultimo saluto potranno farlo fino alle 23:00.