«Stiamo registrando il nuovo album, è per quello che, scusami, ieri sera non ho potuto chiamare». Si apre così, con una notizia sulle attuali occupazioni degli U2 e una dichiarazione di amicizia personale, l’intervista di Paolo Zaccagnini a Dave Evans detto The Edge pubblicata oggi sul "Messaggero". «Il nuovo album? Sarà pronto quando i pezzi ci soddisferanno, solo allora. Abbiamo imparato la lezione dell’ultimo album, non diremo nulla alla casa discografica finché non sarà tutto pronto perché altrimenti ci mettono fretta».
Del futuro album, che sarà prodotto da Brian Eno e Daniel Lanois, il chitarrista dice: «Finora niente tecnologia come in "Pop" che, sembra ironico ma vero, era tutto suonato da noi salvo nei primissimi giorni di lavoro, quando facemmo molto uso di loop, sequencer e campionamenti perché Larry Mullen aveva problemi alle mani. Ora vogliamo tornare solo a noi quattro, alle nostre personalità. E magari, ma è presto per dirlo, a suoni più tradizionali».
Alla domanda su quanto le critiche dopo l’esordio a Las Vegas del "PopMart Tour" abbiano fatto male agli U2, The Edge ribatte:
«A quelle critiche abbiamo risposto con i concerti allo stadio di Wembley: un grande successo, lo ha dovuto ammettere anche chi ci aveva criticato duramente. Il fallimento del concerto inaugurale di Las Vegas è totalmente colpa nostra, non abbiamo scuse, lo affrontammo dopo aver fatto troppo poche prove. Las Vegas fu scelta essenzialmente per motivi logistici, non puoi far debuttare un tour mondiale in una grande città. Peccato che un concerto rock lo giudichi alla prima uscita, non è come una commedia o i film, che debuttano in periferia e ai festival, dopo di che si possono fare correzioni. Comunque dopo 4 -5 date tutto ha funzionato a meraviglia. Anche questo è rock’n’roll e non ce ne lamentiamo».
Del futuro album, che sarà prodotto da Brian Eno e Daniel Lanois, il chitarrista dice: «Finora niente tecnologia come in "Pop" che, sembra ironico ma vero, era tutto suonato da noi salvo nei primissimi giorni di lavoro, quando facemmo molto uso di loop, sequencer e campionamenti perché Larry Mullen aveva problemi alle mani. Ora vogliamo tornare solo a noi quattro, alle nostre personalità. E magari, ma è presto per dirlo, a suoni più tradizionali».
Alla domanda su quanto le critiche dopo l’esordio a Las Vegas del "PopMart Tour" abbiano fatto male agli U2, The Edge ribatte:
«A quelle critiche abbiamo risposto con i concerti allo stadio di Wembley: un grande successo, lo ha dovuto ammettere anche chi ci aveva criticato duramente. Il fallimento del concerto inaugurale di Las Vegas è totalmente colpa nostra, non abbiamo scuse, lo affrontammo dopo aver fatto troppo poche prove. Las Vegas fu scelta essenzialmente per motivi logistici, non puoi far debuttare un tour mondiale in una grande città. Peccato che un concerto rock lo giudichi alla prima uscita, non è come una commedia o i film, che debuttano in periferia e ai festival, dopo di che si possono fare correzioni. Comunque dopo 4 -5 date tutto ha funzionato a meraviglia. Anche questo è rock’n’roll e non ce ne lamentiamo».
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