Ma quante ossa si è rotto David Lee Roth in concerto?

Il cantante dei Van Halen è (stato) tra i più spettacolari frontman di sempre, ma tutto ha un prezzo
Ma quante ossa si è rotto David Lee Roth in concerto?

Tra i più spettacolari e spericolati frontman che siano mai saliti su un palco va annoverato l'oggi 67enne David Lee Roth che in gioventù, quando evoluiva, microfono in mano, con i Van Halen dei tempi eroici valeva solo lui, non bastassero le magie alla chitarra della buonanima di Eddie, il prezzo del biglietto. David aveva tutto per essere un vero dio del rock: carisma, energia, look, divertimento, e una fisicità senza fine. Insomma, uno spettacolo nello spettacolo.

Uno spettacolo molto teatrale che, se da una parte era una vera goduria per il pubblico che andava in brodo di giuggiole, dall'altra metteva il buon David costantemente in pericolo. Eh sì, perché non è che a saltare in quella maniera la puoi sempre passare liscia e farla franca. Da un palco, se appena appena sbagli a prendere le misure si può anche cadere, quando non accade che a tuffarsi di sotto lo fai di tua volontà trascinato dalla adrenalina del rock che ti moltiplica le forze e ti spinge a provare acrobazie poco ragionevoli spesso solo per avere l'approvazione del pubblico.

A fronte di tutto ciò, Diamond Dave in carriera è stato cliente di più di un ortopedico, ne ha parlato lui stesso qualche tempo fa nel corso di una intervista rilasciata a For Him Magazine, enumerando le conseguenze fisiche che ha fruttato tutta questa sua esuberanza. Il rocker conta di essersi rotto non meno di una trentina di ossa in tutto il corpo per eseguire quei numeri che scherzando ha definito "roba da Jackie Chan".

Ecco le parole regalate a For Him Magazine riportate da Van Halen Links. “Nel corso degli anni probabilmente mi sono rotto trenta ossa, la chiamo roba da Jackie Chan. Tutto in una giornata di lavoro. Mi sono rotto due volte la schiena, mi sono rotto le ossa di entrambi i piedi, mi sono rotto le ossa del collo, dei gomiti, metà delle mie dita. È un duro lavoro, se non lo facessi io, nessuno potrebbe farlo".

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