La canzone che ribaltò il mondo di Robert Plant
Qualche giorno fa l'ex cantante dei Led Zeppelin Robert Plant ha condotto una trasmissione sul broadcast britannico BBC Radio 6 Music e ha condiviso alcune delle sue canzoni preferite di sempre con gli ascoltatori. Tra i vari brani, anche una canzone di Bob Dylan che Plant ha dichiarato sia stata un punto di svolta nella sua vita.
Presentare Bob Dylan è opera del tutto superflua, il musicista di Duluth il prossimo 24 maggio compirà 81 anni ha alle spalle 60 anni di discografia, alcuni film, libri e, quasi incredibilmente, nel 2016 gli è stato assegnato uno dei premi più prestigiosi sulla faccia del pianeta Terra, il Nobel per la letteratura, con questa motivazione: “Per aver creato nuove espressioni poetiche nell'ambito della grande tradizione della canzone americana.”
Il primo album di Bob Dylan, il cui vero nome è Robert Allen Zimmerman, uscì nel 1962 ed era intitolato semplicemente con il suo nome. Il disco era composto da cover di canzoni tradizionali, con l'eccezione di “Talkin' New York” e “Song to Woody”, dedicata al grande cantautore folk Woody Guthrie. Il successivo, venne pubblicato nel maggio 1963, “The freewheelin'”, fu per Bob Dylan l'album della svolta. In quel disco sono presenti alcune delle sue canzoni più note “Blowin' in the Wind”, “Girl from the North Country”, “Masters of War”, “A Hard Rain's a-Gonna Fall” e “Don't Think Twice, It's All Right”, ma a colpire nel profondo Robert Plant fu un altro brano.
A colpire il 15enne Robert Plant fu "Down The Highway". L'ex Led Zeppelin ha detto che dopo averla ascoltata il suo mondo si capovolse. “Questa è fantastica perché mi ha spinto a guardare indietro, avanti e di lato. Questa è stata per me di un'ispirazione particolare e magnifica quando avevo 15 anni. Penso che il mio mondo si sia capovolto quando ho sentito questa traccia di "The Freewheelin'" di Bob Dylan, "Down The Highway".
Bob Dylan compose questo brano come un blues canonico. Nelle note di copertina di "The Freewheelin’”, spiegò a Nat Hentoff: “Quello che rende i veri cantanti blues così grandi è la capacità di elencare tutti i problemi dai quali sono afflitti; ma allo stesso tempo, assumendo una posizione distaccata, come se potessero parlarne dall'esterno oggettivamente. E in quel modo, eliminare i problemi stessi”. Nella canzone, il cantautore statunitense cita esplicitamente il sentimento di perdita e smarrimento che aveva a causa del soggiorno della fidanzata Suze Rotolo (che è immortalata con lui sulla famosa copertina dell'album) in Italia, a Perugia.
