Lucio Dalla, la storia di "Corso Buenos Aires"
"Come è profondo il mare" di Lucio Dalla è stato pubblicato 45 anni fa, nel novembre del 1977. Ripercorriamo l'album canzone per canzone, in ordine di tracklist.
Corso Buenos Aires
parole e musica di Lucio Dalla
Sèguito metropolitano di "Treno a vela". La famiglia di senzatetto, padre, figlio e cane, si è trasferita nell’estate di Milano per cercare luci e fortuna ma trova solo la polizia che la bracca con un’assiduità talmente fanatica da mettere a repentaglio la sicurezza dei passanti, molto più degli stessi barboni che cercano solo di scappare e di sopravvivere. Lucio Dalla sbarca a Milano dove ogni anfratto sembra un luogo di musica.
«Per noi si apriva un mondo meraviglioso» ricorda Renzo Zenobi, uno dei cantautori più ispirati e tra i più amati da Dalla. «Concepivamo le nostre canzoni in uno studio improvvisato in Corso Buenos Aires, io e Lucio dormivamo sulla moquette, mentre Francesco De Gregori veniva ospitato nella casa milanese di suo fratello Luigi Grechi».
Corso Buenos Aires ispira lo stesso De Gregori nell’omonimo brano del 1979 nell’album "Viva l'Italia". Il viale meneghino anche oggi è un mosaico in bilico fra shopping bauscia e povertà a bordo strada in una singolare convivenza che lo stesso Dalla descrive in questo scatblues dal ritmo indiavolato proprio come quello della strada che in tre chilometri collega Piazzale Loreto a Porta Venezia. Il ricercato diventa un vero demonio nell’esagitato passaparola delle testimonianze: "Io l’ho visto da vicino, gli occhi erano due sputi, la faccia era gialla, una faccia da assassino". Altri hanno già pronta la sentenza: "Dev’essere uno slavo che dorme e ruba alla stazione, quegli occhi senza luce, è senz’altro un mascalzone: chiamiamo un pulismano, ho appena visto l’assassino dar fastidio a un bambino".
Difficile che un milanese chiami “pulismano” (termine tipicamente bolognese) un poliziotto, definito piuttosto ghisa o pulè, e quell’assassino perverso non è altri che un poveraccio con suo figlio in cerca di elemosina e cibo. Alla fine il clochard decide di fuggire da quel viale e da quella città «inospitale».
Questo testo è tratto da "Tutto Dalla" di Federico Pistone, pubblicato da Arcana, per gentile concessione dell'autore e dell'editore. (C) 2020 Lit edizioni s.a.s.
