Genesis, la storia di "Time Table"
Un pianoforte classicheggiante d’altri tempi, impegnato a un contrappunto a due voci, introduce una ballata che ha forse proprio nella sua linearità, oltre che nella componente evocativa della musica, il suo punto di forza. Domina il piano dell’autore, Tony Banks, mentre il resto del gruppo è insolitamente sobrio: una batteria leggera, il basso, la chitarra elettrica arpeggiata di Steve che colora con un prezioso lavoro di cesello.
Hackett: “Ho cercato di suonare con un feel beatlesiano, passando la chitarra attraverso le casse del Leslie e delineando semplicemente una figura arpeggiata molto leggera. Pensavo fosse una canzone da tastiere, con la melodia modulata quasi alla Henry Mancini, e sentivo che tutto ciò che dovevo fare era suonarci un po’ sullo sfondo”.
A livello vocale vi sono diverse combinazioni: la seconda voce di Phil si aggiunge a quella di Peter dalla quarta frase, ma nella seconda strofa Gabriel provvede da sé alle armonie vocali, cantando da solo anche nella variazione, con una voce nuda ma doppiata, nella sezione finale, dall’elettrica di Steve. Bella nella sua semplicità anche la malinconica melodia di fine ritornello disegnata dal pianoforte, che a ogni ripetizione si spinge all’ottava successiva, mentre il basso rifinisce con eleganza, Steve arpeggia e Phil suona regolare con occasionali colpi di piatto.
Rutherford: “Il testo di Tony è stato influenzato da Marvin Peek, uno scrittore molto nostalgico che mette in luce la bellezza dei tempi passati e la confronta con la decadenza di oggi. Per Peek molte caratteristiche del passato sono oggi sottomesse al progresso e alla frenesia di vivere intensamente. Sembra che il mondo abbia perso la sua naturalezza originale”.
Gabriel: “Descrive un tavolo riportato a due epoche differenti. Nella prima, qualche secolo fa, il tavolo si trova al centro del salone di un imponente castello, abitato da re e regine medievali. Nella seconda, quella dei giorni nostri, è quasi dimenticato e coperto di graffi e di polvere. Attorno a queste due epoche Tony ha costruito una particolare atmosfera e ha stabilito una contrapposizione che spiega come certe cose a cui oggi diamo poco valore potrebbero avere avuto anch’esse il loro periodo di gloria”.
Il testo è tratto da "Genesis - Tutti gli album tutte le canzoni" di Mario Giammetti, pubblicato da Il Castello, per gentile concessione dell'editore.
