Fabrizio De André, la storia di "Caro amore"
CARO AMORE
Musica di Joaquín Rodrigo
parole di Fabrizio De André e Guy Bontempelli
Se Fabrizio De André è diventato Fabrizio De André lo deve, paradossalmente, a "Caro amore" e al brutto carattere di Joaquín Rodrigo. Il grande chitarrista spagnolo, morto nel 1999 a quasi 98 anni, pone il veto a Mina per la pubblicazione di "Trenodia", la canzone scritta da Giorgio Calabrese sull’Adagio del "Concierto de Aranjuez" per chitarra classica e orchestra composto nel 1939 da Rodrigo che rievoca l’atmosfera solenne dei giardini del Palazzo Reale di Filippo II nel XVI secolo. Mina canta: “E così / non mi resta che andarmene / e cominciare adesso a non pensare più a te”. Parole talmente deboli su una musica talmente
soave da convincere – e come dargli torto – l’artista spagnolo a pretendere che la canzone mantenga solo la versione strumentale. Così la Pdu, etichetta esordiente della stessa Mina, è costretta a ritirare il 45 giri che comprende anche il brano "I discorsi", 25mila copie vendute in due settimane.
Per sostituire la traccia, sia sul singolo sia sul 33 giri DEDICATO A MIO PADRE, all’ultimo momento Mina rispolvera e inserisce "La canzone di Marinella", segnando il destino di De André e della musica d’autore italiana. Ma fatalmente quella solenne melodia di Rodrigo conquista Fabrizio che decide di farne un’altra canzone, tenendo il riferimento di "Aranjuez, mon amour", versione scritta dal compositore francese e coetaneo Guy Bontempelli, intonata pure da Amalia Rodrigues e Massimo Ranieri. Nasce "Caro amore", un affresco sontuoso, affranto e un pizzico retorico sullo sfondo di una musica senza tempo: “Caro amore / nei tramonti d’aprile caro amore / quando il sole si uccide oltre le onde / puoi sentir piangere e gridare / anche il vento ed il
mare”. Alcuni passaggi sono comunque evocativi: “Caro amore / così un uomo piange, caro amore / al sole, al vento e ai verdi anni / che cantando se ne vanno / dopo il mattino di maggio / quando sono venuti / e quando scalzi e con gli occhi ridenti / sulla spiaggia scrivevamo contenti / caro amore”.
Il brano esce come lato A di "Spiritual" e come settima traccia di VOLUME 1. Ma Rodrigo interviene di nuovo e blocca anche "Caro amore". De André è costretto a rimpiazzarlo con "La stagione del tuo amore" anche se nelle prime copertine del 33 giri resta il titolo del brano cassato. Nel 1985, in una delle sue ultime interpretazioni, Claudio Villa lo recupera ma anziché enfatizzare l’aspetto ampolloso come ci si può aspettare, rimodella "Caro amore" in una forma curiosamente più moderna e ritmata, quasi progressive.
Questo testo è tratto da "Tutto De André" di Federico Pistone (Arcana). (C) 2021 Lit edizioni S.a.s. per gentile concessione.
