L’anima rock di Paganini
“Paganini - The Rock Album” è il nuovo lavoro discografico del Gnu Quartet, un omaggio alla musica e alla figura umana e artistica di Niccolò Paganini, maestro delle quattro corde che ha segnato la storia dell’800 musicale. E lo ha fatto non solo con delle composizioni che hanno lasciato un segno indelebile, ma anche con un alone di mistero che ha avvolto la sua vita. Non è un caso che molti esperti e ricercatori, nel ricostruire la sua esistenza turbolenta e l’ossessione del pubblico per la sua musica “diabolica”, lo abbiano definito la prima vera rockstar ante litteram.
Lo Gnu Quartet vuole ricreare la suggestione di avvicinare Paganini al rock, in una sequenza di note che esplodono nel linguaggio ritmato e incalzante della musica popolare. E così i celebri “Capricci” e le sonate perdono i connotati virtuosi e il garbato dialogo ottocentesco, rivelando un’anima più energica in una nuova forma-canzone: nessun arrangiamento fedele o riadattato, ma veri e propri brani inediti. Il tutto dando vita a un progetto musicale che porta i temi paganiniani lontani dalla filologia originaria. “Paganini The Rock Album”, che consolida la collaborazione del quartetto con il produttore Raffaele Abbate, è disponibile dal 3 marzo. Un lavoro stravagante, lontano dagli stereotipi, un azzardo, un gioco pieno di rispetto e di affetto per la prima rockstar di tutti i tempi. Una curiosità: l’album si trova già su bobina grazie ad Analogy Records, la prima etichetta discografica a registrare artisti su nastro magnetico, fondata da Roberto Vigo.
Lo Gnu Quartet, composto dai genovesi Stefano Cabrera, Roberto Izzo, Francesca Rapetti e Raffaele Rebaudengo, ha centinaia di concerti alle spalle in Italia e in giro per il mondo. Hanno calcato le assi dei più prestigiosi teatri italiani come La Fenice, il Bellini, il Petruzzelli, il Regio, oltre a tanti palchi estivi che vanno da Taormina alle Terme di Caracalla o Ravello, senza dimenticare le grandi arene come il Forum di Assago con Ermal Meta. I quattro musicisti hanno suonato anche all’Olimpico e a San Siro con i Negramaro. La curiosità musicale del Gnu Quartet ha prodotto decine di collaborazioni eterogenee e sorprendenti: da Francesco De Gregori a Bloody Beetroots, passando per Francesco Bearzatti, Afterhours, Diodato, Ivan Lins, Subsonica, per citarne soltanto alcuni. Esperienze che sono diventate un bagaglio di musica e umanità.