Lucio Dalla: i suoi primissimi 45 giri
Lucio Dalla ci ha lasciati da dieci anni, ma la sua eredità di canzoni rimane con noi. La discografia di Lucio Dalla ha avuto inizio nel 1964, con un 45 giri che non lasciò traccia nelle classifiche di vendita; ve lo raccontiamo attraverso le pagine del libro "Tutto Dalla", di Federico Pistone, uscito proprio in questi giorni.
Lato A: Lei (non è per me)
Lato B: Ma questa sera
45 giri, Arc 1964
Produzione: Gian Franco Reverberi, Gian Piero Reverberi
Arrangiamento: Sergio Bardotti, Gino Paoli, Lucio Dalla, Gian Piero Reverberi
Musicisti: Gian Piero Reverberi e la sua orchestra, Coro della Cappella Sistina diretto da Padre Sartori
1. LEI (NON E' PER ME)
brano tradizionale, traduzione italiana di Sergio Bardotti e Gino Paoli, adattamento musicale di Gian Piero Reverberi
È la prima traccia, intensa e commossa, sul vinile di un 45 giri e sulla carriera di Lucio Dalla, che ha 21 anni e ne dimostra quaranta, sia nella maturità musicale sia nel fisico, compatto e irsuto a causa degli estrogeni incautamente assunti per cercare di sbloccare la crescita. La voce è perfetta (anche) per il gospel, specialmente se alle spalle ci sono il Coro della Cappella Sistina diretto da Padre Antonio Sartori e un brano di suggestioni antiche, il tradizionale "Careless Love Blues", già interpretato da Bessie Smith con Louis Armstrong, ma anche da Ray Charles, Janis Joplin, dall’immenso bluesman Leadbelly e, per ultimi,
Eric Clapton con Wynton Marsalis. Nel pregiato catalogo non sfigura la versione di Dalla, con quel fremito di voce dall’estensione mistica e l’organo di Bruno Cabassi che ci accompagna quasi al centro di una cattedrale.
"Lei (non è per me)" partecipa al Cantagiro 1964, quindici tappe dal 26 giugno (Ancona) all’11 luglio (Fiuggi): inserito nella sezione nuove proposte – con i giovani Fausto Leali e Nicola Di Bari – Dalla raccoglie improperi a ogni latitudine, ma non solo. «Fu un fiasco di rimarchevoli proporzioni» puntualizza Gino Paoli, coautore del testo. «Raccattammo una buona dose di fischi e di pomodori. Lucio, in ogni caso, si mostrò veramente un duro e non si lasciò abbattere da quello sciagurato esordio». Dalla comincia a gustare quello che lui stesso definisce “il delizioso sapore dell’insuccesso”.
Due anni dopo, "Lei (non è per me)" diventa la terza traccia dell’album d’esordio "1999", nel 2006 Dalla recupera la canzone per chiudere la raccolta "12000 LUNE" e nel 2017, in un’antologia di registrazioni con la Doctor Dixie Jazz Band, propone la versione originale "Careless Love Blues". Segno che ci crede.
In verità Lucio ha già inciso ventenne, nel 1963, un 45 giri per la Rca insieme al pionieristico gruppo Seconda Roman New Orleans Jazz Band: lui suona il clarino nel brano "Telstar", cover del successo dei Tornados del 1962, in vetta alle hit parade britannica e statunitense, creato dallo schizofrenico Joe Meek con tanto di accusa di plagio della marcia napoleonica d’Austerlitz.
Sempre nel 1963 Lucio si aggrega ai Flippers, buon gruppo di mezzi matti con lo stesso Dalla che canta, suona clarinetto e sassofono; alla tromba c’è Massimo Catalano che diventerà famoso nel programma di Renzo Arbore "Quelli della notte" per le sue inappuntabili banalità; al vibrafono Romolo Forlai, fotografo-paroliere che firmerà testi per Mina, Dalida e i Ricchi e Poveri. Così, quasi senza accorgersene, Dalla si ritrova a suonare il clarino nella hit eterna di Edoardo Vianello "I Watussi" e nel 45 giri dei Flippers, utilizzato nei film musicarelli, "La vichinga" (risibile riedizione della Bella Gigogin) con il lato B "La piroga", un simil-Vianello ma senza originalità nè successo.
2. MA QUESTA SERA
parole di Curtis Mayfield, traduzione italiana di Sergio Bardotti, musica di Curtis Mayfield
"Hey, Little Girl" è uno standard rhythm & blues che risale all’anno prima, il 1963, composto da Curtis Mayfield e portato al successo da Major Lance, interprete che intriga Dalla per via della morbida voce soul, della capigliatura avveniristica con tanto di cresta ante litteram, ma anche della sua strana vita avvolta nel mistero, a partire dall’anno di nascita, che fluttua fra il 1939 e il 1942 fino alla morte (di certo c’è solo la data, 1994), per infarto, eccesso di cocaina, probabilmente entrambi, qualcuno azzarda il suicidio, a causa delle turbolenze esistenziali: diversi anni di carcere per droga e inadempienze familiari e un glaucoma che lo rende cieco prima dei cinquant’anni. Lance scopre la sua America in Inghilterra dove diventerà acclamato portavoce del Northern Soul, un modo molto black di cantare e ballare.
"Hey, Little Girl" si trasforma in "Ma questa sera" nella cover tradotta da Sergio Bardotti, arrangiata da Gian Piero Reverberi e ululata da Lucio Dalla che non tornerà mai più su questo brano, lato B del 45 giri trascinato, si fa per dire viste le vendite scheletriche, da "Lei (non è per me)". Resterà “immortale” perché i registi Bruno Corbucci e Giovanni Grimaldi lo innestano nel film del 1965 "Questo pazzo pazzo mondo della canzone": Lucio Dalla appare con capelli ancora naturali, sbarbato, occhi sgranati e T-shirt bianca alla Marlon Brando, quella almeno.
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