Evanescence: il video di ‘Bring me to life’ supera il miliardo di visualizzazioni su YouTube
Dopo i video di “In the end" dei Linkin Park, "Chop suey" dei System Of A Down, "Dynamite" dei BTS, “It’s my life” dei Bon Jovi, “Nothing else matters” dei Metallica e molti altri, tra cui quello di “Thunderstruck” degli AC/DC, è arrivato il turno della clip di “Bring me to life” degli Evanescence a superare il miliardo di visualizzazioni su YouTube.
Il filmato del brano, originariamente pubblicato come primo singolo estratto dall’album di debutto di Amy Lee e soci, “Fallen”, uscito nel 2003, è stato diretto da Philipp Stölzl e girato in Romania nel gennaio 2003. Il video, riportato di seguito, è stato poi caricato su YouTube nel dicembre del 2009.
Come segnalato da Blabbermouth, in passato Stölzl a proposito della clip della canzone, inclusa anche nella colonna sonora del film “Daredevil”, ha detto: “Da un lato, fa emergere la parte più orecchiabile della canzone, il bridge, il duetto tra la voce maschile e femminile. D'altra parte, invece, riflette l’atmosfera della colonna sonora di ‘Daredevil’”.
Sulla fonte di ispirazione di “Bring me to life”, raccontando la nascita del brano a margine di un’intervista rilasciata alla rivista tedesca “Sonic Seducer" lo scorso anno, la frontwoman degli Evanescence - che a marzo 2021 hanno dato alle stampe il loro quarto album in studio, “The bitter truth” (leggi qui la nostra recensione) - ha spiegato:
“Ricordo riguardo a cosa ho scritto ‘Bring me to life’, perché l’ho scritta sul mio attuale marito, prima che ci sposassimo. Ero in una situazione difficile ed ero coinvolta in una brutta relazione. Il mio attuale marito, Josh, al tempo era solo un amico e una persona che conoscevo a malapena, forse fino a quel momento ci eravamo incontrati solo tre o quattro volte”.
Ricordando una delle prime uscite con Josh Hartzler, Amy Lee ha poi narrato: “Prendendo posto in un ristorante mentre aspettavamo che i nostri amici parcheggiassero, ci siamo seduti uno di fronte all’altra e lui mi ha chiesto: ‘Sei felice?’. Mi ha preso alla sprovvista, e sentivo come se mi stesse trafiggendo il cuore, perché avevo la sensazione di aver finto davvero bene fino a quel momento in cui riusciva a vedere dentro di me. Tutta la prima strofa è nata da lì: 'How can you see into my eyes, like open doors’”.