Il più grande rimpianto di Bill Ward (Black Sabbath)
Il batterista dei Black Sabbath Bill Ward in una lunga intervista rilasciata alla testata britannica specializzata in musica metal Metal Hammer ha ricordato quello che è uno dei suoi "più grandi rimpianti", oltre a riflettere sugli annosi problemi avuti con l'alcol. L'ora 73enne musicista di Birmingham ha dichiarato di avere un "atteggiamento di gratitudine" verso il suo passato e di sentirsi una persona molto più equilibrata di quanto non fosse quando aveva "20, 30 o anche 40 anni".
Queste le parole di Bill Ward: "Uno dei miei più grandi rimpianti è stato l'aver venduto una bella casa perché dovevamo raccogliere fondi per pagarci l'album “Heaven And Hell” (disco del 1980, il primo senza Ozzy Osbourne, ndr). Avere una grande casa e una fattoria dopo essere cresciuto ad Aston è stata una gran cosa. Ma la band veniva prima di tutto e a quel punto avevamo bisogno di soldi per fare il passo successivo".
Continua Ward: “Adoro quello che abbiamo fatto coi Black Sabbath. Ci siamo presi dei rischi: abbiamo osato allontanarci dalle nostre cose per suonare delle parti acustiche.” Il gruppo "ha fatto quello che doveva fare" per crescere. "”Technical Ecstasy” (disco uscito nel 1976, ndr) è stato un grande album perché non abbiamo insistito per essere ciò che eravamo nei primi tre album. Non avevamo smesso di andare in tour e continuavamo comunque a fare dischi: abbiamo messo tutto ciò che avevamo in quel momento in qualsiasi disco su cui lavoravamo. Ho pensato che "The Gypsy" fosse incredibile e anche "Back Street Kids" (canzone, come “The Gypsy”, dell'album ”Technical Ecstasy”, ndr) avesse un ritmo fantastico".
Ripensando a come la dipendenza ha influenzato la sua vita, Bill Ward ha riflettuto: "Nel 1984 avevo perso tutto, non avevo nemmeno un paio di pantaloni. Indossavo quelli di qualcun altro! Sono strisciato fuori da un vicolo dopo un forte abuso di alcol e ho capito che mi stavo uccidendo. Si trattava di ricostruire me stesso e di rinforzare il mio corpo. Un paio d'anni dopo ho smesso di mangiare carne, punto".
Ha continuato ancora: “C'era un sacco di duro lavoro da fare, ma una delle cose migliori che mi siano mai successe è stata quella di fare l'album “Reunion” (disco registrato dal vivo pubblicato nel 1998, ndr). Pensavo che parte della mia vita se ne fosse andata ed ero davvero triste per questo”.
Il batterista, ora pacificatosi del tutto, ha inoltre sottolineato come non abbia più sentimenti negativi riguardo ai disaccordi che gli proibirono di prendere parte all'ultimo album dei Sabbath, “13” ( leggi qui la recensione