Gran Bretagna, il singolo natalizio preferito di tutti i tempi è dei Rage Against the Machine

Niente renne, neve e notti incantante: oltremanica il Natale si festeggia pogando su un riff di Tom Morello
Gran Bretagna, il singolo natalizio preferito di tutti i tempi è dei Rage Against the Machine

Era il dicembre del 2009, e un coppia inglese - Jon e Tracy Morter - non riusciva a sopportare l’idea che nella settimana di Natale, a dominare le classifiche di vendita nazionali, fosse una canzone di Joe McElderry, l’allora fresco vincitore di X Factor UK (che nel frattempo ha chiuso i battenti), che con la sua faccina pulita e un brano decisamente convenzionale - “The Climb”, scritto dagli americani Jessi Alexander e Jon Mabe - si stava preparando a salire in vetta alla UK Single Chart. Jon e Tracy - che l’anno precedente cercarono di “sabotare” il dominio del talent sulle chart festive proponendo di spedire in vetta “Never Gonna Give You Up” di Rick Astley, ma senza successo - pensarono a qualcosa di antitetico agli zuccherosi singoli natalizi sfornati annualmente dal talent di Simon Cowell, e arrivarono a “Killing in the Name”, furioso singolo dei Rage Against the Machine incluso nell’eponimo album di debutto - del 1992 - della band losangelina che non parlava di stare stretti intorno a un camino scambiandosi abbracci ma contava nel proprio testo la bellezza di sedici “vaffanculo” e otto “motherfucker”, anticipando di una ventina d’anni temi - come la vicinanza di parti delle forze dell’ordine statunitensi alle ali suprematiste di estrema destra - che ai giorni nostri sarebbero entrati nell’agenda di politici e media mainstream. Scritta a ridosso delle rivolte di Los Angeles seguite assoluzione degli agenti di polizia che avevano massacrato a suon di calci e manganellate Rodney King, “Killing in the Name of” era tutto quello che non ci si aspettava da un singolo natalizio. E quindi era perfetto.

Jon e Tracy, quasi scherzando, su Facebook lanciarono l’idea di fare diventare, per protesta, “Killing in the Name of” il singolo più venduto nella settimana del 25 dicembre. All’epoca lo streaming non c’era, e a fare la differenza era il download. Senza la concorrenza del binge listening - l’ascolto compulsivo e gratuito (o incluso nel prezzo di un abbonamento) che avrebbe potuto favorire “The Climb” - tutto si giocava intorno a quei 99 centesimi di sterlina che venivano richiesti per il download dei singoli. Per loro era poco più di uno scherzo ma l’idea piacque a molti, ai quali - tutto sommato - 99 centesimi di sterlina parve il prezzo giusto per rovinare la festa (di Natale) alla discografica istituzionale. Così, nella settimana del 25 dicembre 2009, “The Climb” totalizzò 450mila download, e “Killing in the Name of” mezzo milione. Gioco, partita, incontro.

Passano undici anni e la Official Charts Company, la società che compila le classifiche discografiche britanniche, ha chiesto a 41mila appassionati inglesi di votare il proprio singolo natalizio giunto in vetta alle chart UK preferito di sempre. E a vincere, battendo la concorrenza di ultra-classici come “Last Christmas” degli Wham!, “All I Want for Christmas Is You” di Mariah Carey o qualsiasi altro traditional riproposto da un qualsiasi crooner più o meno giovane è stata sempre lei, la canzone con sedici vaffanculo e otto “motherfucker”: “Killing in the Name of”. Degli intervistati, poco più della metà ha votato la canzone dei Rage Against the Machine come singolo festivo numero 1 nelle classifiche UK preferito di tutti i tempi.

Il sondaggio è stato organizzato per promuovere l’”Official Christmas No. 1 Singles Book”, volume - edito dalla stessa Official Charts Company - che offre statistiche, dati e curiosità sui brani natalizi finiti in classifica nel Regno Unito negli ultimi settant’anni. “Siamo onorati nel pensare che in un piccolo tinello dell’Essex, qualche anno fa, sia stata individuata la canzone natalizia preferita dagli inglesi”, ha dichiarato Jon Morter.

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