Canzoni da leggere: Rino Gaetano, "Aida"
Aida
Testo e musica di Rino Gaetano
Incisa dall’autore nell’album "Aida", 1977
Com’era bravo Rino Gaetano, a racchiudere in poche parole mille immagini. Com’era bravo a cantare di lei, Aida, ripercorrendone le età e i loro colori. “Lei sfogliava i suoi ricordi, le sue istantanee, i suoi tabù… Le sue Madonne, i suoi rosari, e mille mari, e …alalà! …I suoi vestiti di lino e seta, le calze a rete, Marlene e Charlot… E dopo giugno, il gran conflitto, e poi l’Egitto e un’altra età… Marce e svastiche, e federali, sotto i fanali l’oscurità… E poi il ritorno, in un Paese diviso, nero nel viso, più rosso d’amore… Aida, come sei bella…”
Che scrittura, quella di Rino Gaetano… Anche se… Ma cosa c’entrano svastiche e federali? E quel Paese diviso? Ma chi è lei, chi è Aida?
“…Aida, le tue battaglie, i compromessi, la povertà… I salari bassi, la fame bussa, il terrore russo, Cristo e Stalin… Aida, la costituente, la democrazia, …e chi ce l’ha?? …E poi trent’anni di safari, fra antilopi e giaguari, sciacalli e lapin… Aida, come sei bella…”
Eh, abbiamo capito. Sì, Aida, come sei bella, sei bella davvero. Sei bellissima, Italia. Malgrado tutto rimani stupenda, tu Belpaese di poeti, santi, navigatori e troppi, troppi geni che come Rino Gaetano se ne sono andati troppo presto. Anche se magari ci hanno suggerito un’alternativa per nulla banale all’Inno di Mameli.
Rino Gaetano
Decisamente il destino ce l’ha strappato troppo presto, il genio ispido, poliedrico, puntuto, dolceamaro di Rino Gaetano: ucciso da un incidente d’auto a trent’anni mentre lanciava quello che, riascoltato ora, pare il suo passaggio verso una canzone d’autore ulteriormente profonda, raffinata, impegnata (sull’uomo e oltre l’uomo) ancor più di quella già osata fra sberleffi e metafore nei primi dischi. Gaetano era nato a Crotone nel ‘50, e malgrado l’ostracismo di chi negli anni Settanta non comprendeva la sua scelta poetica “alta” di denunciare senza ideologia (e però facendo più nomi dei colleghi, almeno basandosi su quanto lo colpì la censura…) riuscì a crearsi un ampio zoccolo di pubblico pronto a essere provocato nel pensiero: ruvidamente portogli in una miscela di folk, canzone d’autore, sfumature reggae, etniche e quant’altro che gli valsero anche impennate di popolarità di massa, specie dopo aver sbeffeggiato Sanremo con la maestosa "Gianna" nel ’78.
Partito dal Folkstudio di Roma e dal teatro, l’artista debuttò nel ’74, il collega Nicola Di Bari gli lanciò capolavori fuori dagli schemi come "Ad esempio a me piace il Sud", via via conquistò tantissimi con "Ma il cielo è sempre più blu", "Aida", "Mio fratello è figlio unico", "Spendi spandi effendi", "Nuntereggaepiù" e via osando. E ancor oggi, a troppo tempo da quando Gaetano se n’è andato nell’81, le sue canzoni hanno un’attualità feroce e struggentemente poetica.
Questa scheda è tratta, per gentile concessione dell'autore e delle Edizioni della Goccia, dal libro "Canzoni da leggere" di Andrea Pedrinelli, che tratta ben 155 canzoni e i rispettivi interpreti.
