Ivano Fossati, la storia di "La pianta del tè"

Canzoni "che restano" di cantautori italiani scelte e raccontate da Federico Pistone
Ivano Fossati, la storia di "La pianta del tè"

IVANO FOSSATI
La pianta del tè. 


“Il sagrato immenso dell’altipiano barocco d’oriente” su cui ci fa inginocchiare Ivano Fossati è il mondo stesso, la storia, punto di partenza delle nostre commoventi migrazioni, il divino senza bisogno di un dio, è la purezza della luce della luna che “ci rende solitari”, uomini fragili e disorientati che possono trovare il sentiero solo con “stelle basse oppure niente”.

Inutile cercare la bellezza effimera delle rose, la precarietà del tempo, del denaro, della fortuna, dell’amore perché l’unica magia che ci può salvare è racchiusa in una pianta altissima in natura, la “Camellia sinensis”, ma che racchiude il suo miracolo ancestrale nelle minuscole fronde: “Ha ben piccole foglie la pianta del tè”. .
Canzone resa ancora più mistica dalla “quena” - la canna, uno strumento quasi primitivo nella sua semplicità – soffiato dal più grande flautista andino Una Ramos, quello di “El Condor Pasa” di Paul Simon, che trasferisce l’ascoltatore direttamente tra i silenzi delle vette inviolate del pianeta, da dove arrivano appena i rintocchi delle percussioni di Elio Rivagli, in una suggestione senza coordinate. 

Come ci impastano la bocca 
Queste piste di polvere 
Per vent’anni o per cento 
E come cambia poco 
Una sola voce nel coro del vento

“La pianta del tè” trova una seconda emozionante traccia strumentale a chiudere il lato A dell’album, e qui Ramos diventa il vero Signore. Ivano Fossati si lascia alle spalle molte divaricate esperienze, dal pop evangelico dei Delirium al rock bambino soltanto un po’ latino, dal reggae di “Panama” alla dolorosa “La costruzione di un amore” e a “La musica che gira intorno”, passando dal “Pensiero stupendo” affidato a Patty Pravo a “Un'emozione da poco” per Anna Oxa, da “Non sono una signora” per la Berté alle “Notti di maggio” per Fiorella Mannoia.
 A 37 anni, l’artista genovese cambia di nuovo tutto, sonorità (etnica, sinfonica, jazz), musicisti e velleità avviando una collaborazione sempre più stretta, e tormentata, con Fabrizio De André con cui arriverà a condividere nel 1996 la realizzazione di "Anime salve".

Questo testo è tratto da "La musica che resta" di Federico Pistone, pubblicato da Arcana, per gentile concessione dell'autore e dell'editore. (C) 2020 Lit edizioni s.a.s.  

https://a6p8a2b3.stackpathcdn.com/mBCww7KY_29eH9AFpb4lCyPpvLc=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/pistone.jpg
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2022 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.