Roger Daltrey: "Sono l'hater numero uno di Internet"
Il frontman degli Who Roger Daltrey parlando intervistato dalla Coda Collection – oltre a definire i Rolling Stones una mediocre pub band - ha toccato diversi altri temi, tra questi: l'essere sminuito come cantante, la sua relazione con il chitarrista della sua band Pete Townshend, la possibilità che possa essere pubblicata nuova musica degli Who, la creazione dell'opera rock Tommy, di come l'uso di anfetamine da parte di Keith Moon abbia minato la musica della band e, non ultimo, come l'era digitale ha avuto un impatto sull'umanità in generale e sull'industria musicale in particolare.
Queste le parole proferite da Roger Daltrey: "State parlando con l'hater numero uno di Internet. Io lo detesto. All'epoca in cui ha davvero iniziato a prendere piede questa piattaforma, non ho mai pensato che ne sarebbe venuto fuori qualcosa di buono e davvero ancora penso che non ne sia venuto fuori niente di buono. Penso che se non stiamo attenti, probabilmente è la fine della nostra civiltà.”
Continua ancora il 77enne musicista britannico: "Sì, è molto pratico. Sta distruggendo il nostro pianeta in più di un modo. Sta distruggendo il nostro cervello in più di un modo. Sta distruggendo la nostra società in più di un modo, quindi, tutto sommato, prima crolla, cazzo, meglio è e torniamo a parlare con le persone faccia a faccia, a fare musica vera, a fare cose e a pubblicare dei prodotti perché con questa merda in streaming i musicisti non possono guadagnarsi da vivere facendo musica. I cantautori non possono guadagnarsi da vivere scrivendo canzoni. I compositori non possono guadagnarsi da vivere componendo musica. Non si può andare avanti. Tutto ciò deve finire. È la più grande truffa o rapina, come volete chiamarla, della storia, che è accaduta al mondo della musica".