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La peggiore canzone di tutti i tempi (a raggiungere il primo posto in classifica)

Il titolo, secondo la stampa statunitense, va a una canzone del 1985 degli Starship
La peggiore canzone di tutti i tempi (a raggiungere il primo posto in classifica)

Il 16 novembre 1985 "We Built This City" degli Starship raggiunge la prima posizione della classifica di vendita statunitense. Nel 2004 il periodico musicale a stelle e strisce Blender la incorona 'peggiore canzone di tutti i tempi' e anche un sondaggio condotto dal magazine Rolling Stone nel 2011 sulle peggiori canzoni degli anni Ottanta la vede primeggiare con largo margine. Non è finita qui, nel 2016, fu la rivista GQ a tesserne le lodi in negativo definendola 'la canzone più odiosa della storia umana'.

Gli Starship erano una evoluzione dei Jefferson Starship che a loro volta erano emanazione dei gloriosi Jefferson Airplane, alfieri della scena psichedelica e della controcultura della San Francisco della seconda parte degli anni Sessanta. A fare parte degli Starship, che si formarono nel 1984, del nucleo appartenente ai Jefferson Airplane vi era la sola Grace Slick, eroina sul palco di Woodstock nell'estate del 1969.

Il nuovo gruppo debuttò nel 1985 con un album di buon successo intitolato "Knee Deep in the Hoopla" che raggiunse, come suo picco, negli Stati Uniti, la settima posizione della classifica di vendita, ma ebbe non uno ma addirittura due singoli che finirono in cima alla chart: la già citata "We Built This City" e "Sara".

Il testo di "We Built This City" venne scritto da Bernie Taupin, abituale paroliere di Elton John, che l'ha affidò a Martin Page per aggiungerci la musica.

In un secondo tempo ci mise mano anche l'entourage degli Starship cosicché il brano è firmato oltre che da Taupin e Page anche da Lambert e Wolf. Taupin e Page dissero che la versione definitiva del brano tradiva i loro propositi; Lambert e Wolf, al contrario, sostennero che furono i loro accorgimenti a fare di "We Built This City" una canzone molto popolare e a consenargli il successo. Sia Taupin che Page non se ne ebbero comunque a male. Bernie Taupin commentò con molta filosofia, "Probabilmente aiuterà a mandare i miei figli al college." Page senza mostrare alcun genere di rammarico tagliò corto: "Fu molto saggio, perché so che volevano avere una hit. La nostra era una cosa un po' più esoterica".

Una modifica più di altre chiarisce la differenza di scopo tra le due versioni. Poco oltre la metà della canzone è inserito un intermezzo in cui si sente la voce di un DJ. Taupin e Page non lo prevedevano, in quel punto era stato messo un comunicato della polizia che riportava la notizia di una rivolta nelle strade di Los Angeles. Nella versione definitiva compare una voce rassicurante che annuncia "un altro splendido sabato di sole" e facezie di tale fatta. Per la cronaca, la voce del DJ è quella di Les Garland, all'epoca dirigente di MTV, che si premurò chiaramente di dare al video di "We Built This City" adeguata copertura sulla rete televisiva.

Parlando con Rolling Stone nel 2013, Bernie Taupin spiegò ancora: "Era una canzone molto buia su come veniva eliminata la vita dei club a Los Angeles e gli spettacoli dal vivo non avevano luoghi dove andare. Era una cosa molto specifica. Se sentiste il demo originale, non riconoscereste la canzone." Quanto a Martin Page parlando con Songfacts nel 2014, ha raccontato la sua visione del brano, identica a quella di Taupin: "Per me, "We Built This City" è sulla musica dal vivo allontanata dalle strade di Los Angeles. Vogliamo tornare al rock and roll e suonarlo dal vivo."

L'oggi 82enne Grace Slick, nonostante l'abbia cantata, non è una grande fan della canzone. Alla rivista Uncut, nel 2020, ha dichiarato senza mezzi termini: "Abbiamo costruito questa città sul rock and roll? Non c'è nessuna città costruita sul rock and roll. Se stai parlando di Los Angeles, è costruita sulle arance, sul petrolio e sull'industria cinematografica. San Francisco, è costruita sull'oro e sul commercio. New York esiste da molto più tempo del rock and roll. Bernie Taupin ha scritto canzoni sui club che chiudono a Los Angeles. Ma i club non chiuderanno per sempre in una città come Los Angeles. Quindi era una canzone piuttosto stupida. E comunque tutti pensavano che ci stessimo vantando di San Francisco, ma così non era. Abbiamo avuto tre canzoni che sono andate al numero uno della classifica negli anni Ottanta (oltre a "We Built This City" e "Sara" anche "Nothing's Gonna Stop Us Now" nel 1987 inclusa nel secondo album degli Starship "No Protection", ndr). Non credevo ai testi di nessuna di loro".

 
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