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Ed Sheeran ed "=": cantautore riflessivo o popstar?

Il cantautore di Halifax pubblica il nuovo album in studio, il quarto della sua discografia: il disco spiegato, canzone per canzone
Ed Sheeran ed "=": cantautore riflessivo o popstar?

Dopo la lontananza dal pubblico e dai media, un po’ cercata con la nascita della sua bambina a settembre 2020, e un po’ capitata con la pandemia da Covid-19, Ed Sheeran è tornato sulle scene discografiche alla fine dello scorso anno con la ballad acustica “Afterglow”, una sorta di regalo natalizio per i fan. Il brano, però, non era destinato al quarto album in studio del cantautore di “Thinking out loud”, che ha pubblicato la prima anticipazione del suo nuovo lavoro discografico solo lo scorso giugno, con una canzone dalle sonorità pop ed elettroniche come “Bad habits”.
Al pezzo hanno fatto seguito la

ballata "Visiting hours"“Shivers”, un brano sempre costruito su ritmi accattivanti, synth e drum machine. Nonostante i due assaggi con cui l’artista britannico è tornato a ricoprire il ruolo da hitmaker, Ed Sheeran non ha abbandonato il suo lato da cantautore sensibile ed emozionale, che dieci anni fa lo ha portato al successo.

Il nuovo e quarto album in studio del 30enne musicista, “=“ (si legge “equals”), esce oggi 29 ottobre a quattro anni di distanza dal precedente "÷" del 2017 e a due dal progetto collaborativo “No. 6 collaborations project”: un lavoro che dimostra quanto la voce di “Shape of you” continui a essere sia la popstar capace di riempire le arene, sia il cantautore più riflessivo e malinconico. 

Il disco, infatti, pur racchiudendo tutti gli elementi che hanno reso le canzoni di Ed Sheeran delle hit da ballare ai concerti o alle feste, lascia spazio anche alle ballate che riprendono quella sua attitudine da artista con la chitarra al collo. Per questo, in “=“ si ritrovano tutte le sfumature di Sheeran, dal suo essere una popstar con all’attivo veri e propri tormentoni, a quello di cantautore dalle canzoni acustiche e più accorte. Questo album, però, è un ulteriore passo in avanti nella carriera di Edward Christopher Sheeran - questo il nome all’anagrafe del musicista - grazie a tracce che rivelano aspetti più personali ed intimi dell’artista, oltre che a delinearne una più completa evoluzione. Ecco “=”, spiegato, canzone per canzone.

“Tides”

Un'esplosione pop rock impostata su chitarra elettrica e batteria apre “=“. Il ritmo incalzante della prima traccia del disco, “Tides”, porta Ed Sheeran ad analizzare la sua carriera e la sua vita: “I have grown up and I am a father now / Everything has changed but I am still the same somehow”. In alcuni brevi momenti la musica si affievolisce per lasciare al cantautore il tempo di riflettere, “Time stops to still / When you are in my arms it always will / And life, life is changing tides”,  prima di riprendere forza da dove sembrava essersi interrotta.

“Shivers”

Il secondo brano della tracklist, prodotto insieme a Fred Again e Steve Mac, catapulta l’ascoltatore dentro il mondo più pop, dai ritmi più accattivanti costruiti su synth e drum machine, di Sheeran. “Ooh, I love it when you do it like that / And when you're close up, give me the shivers”, canta l’artista nel ritornello del singolo “Shivers” che, pieno di divertimento e vivacità, cattura quel tipico stato d’euforia dell’innamoramento.

“First times”

La voce di Ed Sheeran, la sua chitarra acustica, e il tocco del pianoforte: così, alla terza traccia di “=“, “First times”, torna il cantautore più sensibile ed emozionale. Il brano si sofferma sulle varie sfumature dell’amore e, mentre una sezione d’archi arricchisce la struttura semplice e pulita del brano nella seconda parte, l’artista ripensa alle prime emozioni di una relazione: “The first kiss, the first night, the first song that make you cry / The first look in your eyes when I said I love you”.

“Bad habits”

Dopo aver portato l’ascoltatore dentro le atmosfere più romantiche della musica di Sheeran, l’album vira nuovamente verso una dimensione pop ed elettronica più attraente.

Con il singolo apripista “Bad habits”, l’artista torna a ricoprire il ruolo della popstar, proponendo un pezzo dalla produzione stratificata e il ritmo house. Nonostante la musica porti subito nello spirito da festa, la quarta traccia di “=“ - prodotta da Ed insieme a due dei suoi collaboratori abituali, Johnny McDaid e Fred Again - racchiude un lato oscuro. "My bad habits lead to late nights endin' alone / conversations with a stranger I barely know / swearin' this will be the last, but it probably won't / I got nothin' left to lose, or use, or do”, canta nel ritornello Ed Sheeran per riferirsi alle sue cattive abitudini del passato, affrontando così anche la sua lotta contro le dipendenze.

“Overpass graffiti”

L’umore rimane alto, ma la quarta canzone di “=“ apre a un’atmosfera più sognante e rarefatta. “Overpass graffiti” si lascia ispirare dal synt-pop degli anni ’80, tra un cantato dolce e un ritmo impostato, colorato da drum machine e inserti elettronici che sull’intro ricordano alla lontana l’attacco di “Close to me” dei Cure.  In questo ambiente sonoro l’artista continua a ripercorrere momenti spiacevoli rievocando ricordi legati a una delusione d’amore. “This is a dark parade / Another rough patch to rain on, to rain on”, canta Ed nei primi versi del brano, per poi chiarire nel ritornello che: “I will always love you for what it's worth / We’ll never fade like graffiti on the overpass / And I know time may change the way you think of us / But I'll remember the way we were, you were the first full stop”.

“The jocker and the queen”

Ed Sheeran è nuovamente il cantautore delle ballate più sentite e intime con “The jocker and the queen”.

Il pezzo è costruito su uno strumentale al pianoforte che, oltre ad accogliere una sezione di archi, accompagna la voce del musicista su tonalità sospese e pulite permettendogli di lasciarsi andare a una sincera dichiarazione, in cui l’artista assume la parte di “the joker” ed eleva a regina l’oggetto del suo amore. “With a single word and a gentle touch / You turned a moment into forever”, recita un passaggio della seconda strofa della traccia, mentre la dedica si fa più esplicita nel ritornello in cui Ed canta: “And I know you could fall for a thousand kings / And hearts that could give you a diamond ring / When I fold, you see the best in me / The joker and the queen”.

“Leave your life”

Scritta dal solo Ed Sheeran e prodotto da questo insieme a Elvira Anderfjärd (già a fianco di Taylor Swift, Tove Lo e Katy Perry), “Leave your life” è una delle canzoni del “=“ legate al tema della paternità. Una dolce melodia, scandita da inserti glitch e dalla chitarra acustica, guida il musicista a esplorare il suo nuovo ruolo di papà per consegnare una lettera indirizzata alla figlia, Lyra Sheeran, nata a settembre dello scorso anno dall’unione con la moglie Cherry Seaborn. “I'm never gonna leave your life / Even at the times I'm miles away, you are always on my mind / Forever and now, I will be by your side”, recita il ritornello mentre il cantautore entra in modalità papà.

“Collide”

Dopo la promessa di supporto e sostegno rivolta alla figlia, nella traccia numero otto del suo nuovo album Ed Sheeran rivolge le proprie attenzioni alla moglie.

Su un motivo spensierato, ma pieno di ritmica e arricchito da echi, il cantautore canta del potere dell’amore di risollevarlo e portarlo alla vita. “When you and I collide / You bring me to life”, recita il ritornello. Una visione romantica in cui si inseriscono momenti di realtà, con Sheeran che ripensa ai momenti più tristi o più belli vissuti con la sua dolce metà: “We've seen the moon reflect on the rollin' tide / Been up at 5AM, watchin' the sunrise / Becausе the world looks better whеn I'm by your side”, canta l’artista nella prima strofa.

“2step”

“2step” è quasi la “You need me, I don’t need you” di “=“. La differenza tra questa traccia e il singolo del primo album in studio “+” del 2011, seppur Sheeran si misuri in egual modo con la metrica rap, sta nella produzione. Con Andrew Watt e Louis Bell, la nona traccia del nuovo disco del cantautore britannico è musicalmente più definitiva - e meno approssimativa - nelle sonorità hip hop ed elettroniche di quanto non lo fosse “You need me, I don’t need you”. In “2step” Ed Sheeran ritrova se stesso di oltre dieci anni fa, ma con i pensieri proiettati al presente sui suoi 30 anni, tanto che nel ritornello dice: “We had dips and falls in our time / But we know what it feels to be low, then up, alone and loved / And all we need is us to go all”. 

“Stop the rain”

Con la decima canzone di “=“ si torna in un ambiente sonoro da club, con elementi house e battimani elettronici smorzati solo dalla chitarra acustica presente in secondo piano. “Stop the rain” è il brano in cui, vocalmente, Ed Sheeran gioca di più insieme alla musica. La voce del cantautore, talvolta, si imposta su note alte, in altri momenti si carica di rabbia e in altri si regolarizza. Nel mentre, il testo della canzone si focalizza su una causa in cui è coinvolto l’artista che, però, qui canta: “You cannot stop the rain, no way / Holdin’ an umbrella when the grey clouds come over again / Tryna find somethin' real, but it's not the game they play”.

“Love in slow motion”

L’amore torna a essere il tema principale della musica di Ed Sheeran, insieme al suono della chitarra acustica, con “Love in slow motion”. Si tratta di una ballad da cui emergono tutti gli elementi che negli anni hanno dato forma allo stile riconoscibile del musicista inglese, qui impreziosito dall’ukulele e da una voce a tratti delicata e in altri passaggi graffiata. “And I wanna love tonight / One on one by the candlelight”, recitano i primi versi del ritornello, che vede Sheeran raccontare della bellezza di godere della compagnia di sua moglie per riscoprire l’origine del loro amore: “Over and over, we spend our lives / Living fast forward but not tonight / Love in slow motion”.

“Visiting hours”

“=“ non è carente di ballate profonde e intime in puro stile Ed Sheeran, come “Visiting hours” che riprende quell’impostazione malinconica e sospesa del cantautore, per trattare il tema della perdita.

Il brano, pubblicato come secondo singolo del disco, è stato presentato dal vivo per la prima volta da Sheeran in occasione del concerto-tributo al discografico e imprenditore australiano Michael Gudinski, scomparso lo scorso marzo. Nell’affrontare una tematica così delicata come la morte, anche la voce dell’artista si fa acuta in alcuni passaggi: “And I will close the door, but I will open up my heart / And everyone I love will know exactly who you are / ‘Cause this is not goodbye, it is just 'til we meet again / So much has changed since you've been away”, canta il musicista per porgere il suo ultimo saluto alla persona scomparsa.

“Sandman”

Dopo la tristezza e i sentimenti legati alla perdita di “Visiting hours”, l’album “=“ torna alla gioia e alla vita con un brano pensato da Ed Sheeran come una ninna nanna per la figlia. “Sandman”, scritta prima della nascita della piccola Lyra, è un’insieme di dolcezza. Così, in attesa di esplodere nuovamente nel finale con un pezzo elettronico, il disco resta in un ambiente sonoro sognante, con le parole del testo scandite dagli arpeggi e dal ticchettio di xilofono. “Il tuono e il fulmine non ti faranno del male ora / Quindi vai a dormire, amore mio”, intona l’artista nel ritornello, come in un augurio della buona notte.

“Be right now”

Sul finire del disco si torna su un ritmo house martellante con “Be right now”, in cui il suono delle tastiere sostiene la voce di Ed Sheeran. La traccia conclusiva di “=“, però, non proietta l’ascoltatore in una situazione festaiola, ma verso una situazione rilassata, che viene amplificata dal coro di vocoder sul finale. La fine dell’album, infatti, è anche un invito a lasciarsi andare alla musica e ai suoni, per conquistare una condizione rilassante: “We are, we are the sound / There’s nothing but the space we're in / The hurry and the noise shut out / Just stay here and be right now”, canta Ed nel ritornello, riproposto anche a conclusione dell’ultima canzone di “=“.

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