Nick Cave racconta la bellezza dello stato primordiale di una canzone
C’è una magia rara nell’incompiutezza. Una fragilità pura che restituisce l’istinto della prima stesura. Qualche cosa che non è più ripetibile, per questo si rivela unico. Nick Cave ne è affascinato perché riascoltando i primi vagiti di un brano è come se si riconnettesse con un mondo e con un personale “io” che, seppur superati, fanno parte del suo percorso.
“B-Sides & Rarities Part II”, progetto sviluppato durante il lockdown e uscito lo scorso venerdì, di cui potete leggere la nostra recensione, custodisce inediti, rarità e alcune prime versioni di canzoni. Brani su cui Cave e l’ormai imprescindibile compositore Warren Ellis, nell’agosto di quest’anno, hanno tenuto una conversazione che verrà pubblicata dal cantautore mercoledì 27 ottobre. Non è finita: sempre dopodomani verrà messo a disposizione dei fan anche un dialogo fra Cave e Mick Harvey, noto per essere stato membro dei The Bad Seeds. I due, che negli anni ’70 fondarono i The Birthday Party, rievocano un vecchio momento simbolo della loro amicizia: Cave, in prigione per due giorni a New York, ricevette una fondamentale stecca di sigarette da Harvey, “il miglior ricordo che ho di te”, dice Cave. Rockol, in esclusiva, ha la possibilità di darvi alcune anticipazioni su questi confronti: il più affascinante e profondo è quello con Ellis perché non solo rivela ancora una volta la forte sintonia fra i due, ma affronta anche il tema della pubblicazione di un brano recuperato. Le due conversazioni complete, come anticipato, saranno pubblicate mercoledì 27 ottobre sul canale YouTube di Nick Cave.
“È quasi una filosofia della musica – dice Cave a Ellis – sembra che ci sia un certo tipo di energia nelle prime take di una canzone, energie che si dissipano sempre di più quando questa viene suonata. Più si impara la canzone e meglio si può suonare, ma sempre meno quell'energia frutto di scoperta rimane custodita nel brano”. E ancora: “È interessante vedere come parte una canzone e come diventa qualcos'altro di completamente diverso. In questo progetto ci sono le prime versioni di ‘Waiting for You’ e ‘Girl in Amber’ che lo dimostrano”. Il compositore, amico e spalla di Cave, entra dentro il vortice del tema e sottolinea l’importanza del primordiale momento creativo. “C’è qualche cosa all’inizio…non sai davvero che cosa sta succedendo, sei davvero dentro quel momento – continua Ellis – c’è qualche cosa di fragile che non si ottiene più quando poi si lavora andando avanti”.
Sono attimi che non si possono ripetere: “Amo davvero questo genere di cose, guardare il modo in cui una canzone prende forma, ho un debole per la primissima stesura, per la lavorazione originaria e pura”. Ma è importante coltivare quella fiamma. “Io mi fido molto del tuo istinto – sottolinea il cantautore a Ellis – tu hai il potere di avere un quadro più ampio, io invece ho un difetto fatale: quello di buttare via qualche cosa ancora prima che questa abbia iniziato a prendere forma”. Questo ragionamento si completa con una riflessione che Cave fa ad Harvey sul disco “B-Sides & Rarities Part II”: “Amo questi progetti perché dentro ci sono canzoni dimenticate. E non solo sono state dimenticate dal mondo, ma le ho dimenticate anche io. Sono canzoni meravigliose, alcune realizzate a metà, altre stravaganti, tutto questo è magico. Erano canzoni bellissime e malinconiche perché si erano perse. Sono le canzoni che non hanno superato l'esame”.